Devo dire che Alessandro Baricco non mi è mai piaciuto un granché...delle sue cose non ho letto molto e del personaggio-autore so ancora meno, forse perché l'impressione che ho sempre avuto da lui è quella di un venditore; non mi verrebbe da dire un buon venditore, forse perché ritengo che un buon venditore deve saper far credere al cliente che è stato il cliente stesso a scegliere il prodotto e non il venditore a proporlo più o meno insistentemente; è possibile che mi sbagli nei suoi riguardi, del resto sono innegabili le sue capacità retoriche e per così dire carismatiche.
Questo preambolo però non ha quasi nulla a che vedere con la proposta del post, se non il fatto che l'articolo che vi propongo è scritto da Baricco, il titolo è Basta con i soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e tv.
Lo so l'articolo è lungo, cosa che stona con la dinamicità del web, ma è piuttosto interessante e appare evidente come l'impressione, per me fastidiosa, di un Baricco venditore venga più o meno confermata ma che assuma una prospettiva non priva di fascino e rivalutazione delle intenzioni.
Ciò che appare evidente è la consapevolezza che Baricco ha della società, o meglio dei meccanismi e delle spinte che la regolano, che sono sempre e costantemente basati sulla soddisfazione di una domanda con una offerta.
Se alfabetizzare significa insegnare alla massa, che vige, a saper chiedere, a domandare il "meglio", così che la massa sappia fruirne, allora credo che siamo per la maggior parte d'accordo, e Baricco non fa altro che proporre un metodo forse corretto di migliorare la situazione.
Quello che credo io, è che sia una analisi tutto sommato giusta, gli sprechi sono molti, probabilmente in ogni settore, ma che l'autore-venditore, un po' alla sua maniera ricalcando il ruolo che si è disegnato di voce anti-accademica, non faccia che lanciare una provocazione più che una proposta. Se fosse stata una proposta seria, si sarebbero dovuti considerare gli sprechi del denaro pubblico come una totalità, un sistema da analizzare nella sua complessità secondo parametri di servizio e principio. Del resto dire che il modo migliore di alfabetizzare è nella tv, nell'era ormai consolidatissima del world wide web, mi sembra proprio una baggianata!!!Proprio per questo credo che di proposte più serie, come per esempio usare il denaro pubblico per portare la rete nei luoghi più remoti del nostro paese, ce ne siano da fare, le sue restano in calce, piuttosto ridicole nella situazione generale del paese in questo momento (...sembra di stare di fronte alla classica sindrome dell'umanista che vive tra le nuvole!!), ma apprezzabili per la spinta culturale che molti di noi auspicano.
extitolum:...in aria