<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662</id><updated>2012-01-23T16:27:43.548+01:00</updated><category term='Arte'/><category term='Letteratura'/><category term='cinema'/><category term='Lanci'/><title type='text'>SEGNOSULMURO</title><subtitle type='html'>In girum imus nocte et consumimur igni</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>48</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4854791261700126864</id><published>2011-10-03T20:29:00.002+02:00</published><updated>2011-10-06T10:36:22.550+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>L'inattuale umanesimo</title><content type='html'>&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i54.tinypic.com/2qivjtj.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="253" src="http://i54.tinypic.com/2qivjtj.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;A un certo punto, tra 300' e 400', seguendo un pungolo interiore, probabilmente un estro del comportamento, che più in generale potrebbe far pensare a una forma di coscienza nuova con i lampi di cambiamento sempre un poco miracolosi che accompagnano tali esperienze,benché risultato di un percorso storico, nacque in un gruppo di intellettuali l'approssimarsi determinato a uno stato di elezione. La determinazione in questione era il primo elemento che dimostrava una qualche novità, poiché indicava una volontà di mutamento e di affermazione individuale che incidesse sulla circostanza culturale del proprio tempo. Lo stato di elezione riguardava una determinata considerazione della tradizione classica sopravvissuta fino a quel momento, dato che nell'accostarsi ad essa si alimentava una sorta di autodeterminazione dell'intellettuale o dell'intellettualità che rompesse con la formula statica di una rigida accettazione schematica del passato propria di quel periodo che loro stessi chiamarono "medioevo" in senso spregiativo come a sancire la rinascita. Il nucleo che definisce questa realtà nuova fu l'intenzione di realizzare al più alto stadio l'idea di "Uomo" e fu sotto tale segno che si chiamò "umanesimo": l'idea dunque prevedeva la considerazione dell'uomo come di un essere che assunto se stesso potesse attraverso il percorso di una conoscenza attiva e critica perché partecipativa e operante nutrire la propria realtà spirituale per giungere ad una verità etica o perlomeno per fare della propria vita il percorso verso questo ideale. In tal senso si leggano queste parole di Petrarca; nel trattato &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small; font-style: italic;"&gt;De suis ipsius et multorum ignorantia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; egli scrive:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;"Ho letto, se non erro, tutte le opere morali di Aristotele, certe altre le ho sentite esporre, e prima che fosse messa a nudo l'enorme mia ignoranza sembrava che ne capissi qualcosa. Da quelle opere me ne tornai forse più dotto, ma non migliore, come pur sarebbe stato conveniente, e spesso tra me, e talvolta anche con gli altri, mi lagno che nella realtà non si verifichi ciò che nel primo libro dell'Etica quel filosofo premette: che cioé egli vuole insegnare quella parte della filosofia non per aumentare il nostro sapere ma per farci buoni. In verità m'accorgo ch'egli ha definito con acutezza la virtù, e l'ha egregiamente suddivisa, trattando gli attributi che sono propri sia del vizio sia della virtù. Dopo aver imparato tutto questo, io so un po' più di quel che sapevo, ma l'animo è rimasto quello che era e la volontà, la medesima, e il medesimo sono io. In realtà, altro è sapere e altro è amare; altro è comprendere e altro è volere." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Il testo è un'aperta accusa alla Scolastica, ma non solo, è anche l'affermazione di una tendenza a voler cogliere l'essenza di un'epoca, quella classica, tutt'altro che per attualizzarla o riproporla ma per "destituirla", ossia non screditarla ma restituirla ad una posizione di aperto dialogo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;riducendo il principio d'autorità a una cattiva abitudine, perlomeno nel campo artistico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt; Raccogliere l'esempio dei classici è per gli umanisti tornare a "cominciare". È in tal senso che l'umanesimo si pone come un rinascimento, attraverso un'emancipazione, un'affermazione d'indipendenza, che rivitalizza lo stesso spirito classico.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;L'umanesimo per la prima volta nella storia dell'occidente dopo il periodo classico coglie il senso profondo del carattere poietico dell'arte e ne fa uno stato d'eccezione. In effetti, l'eccezione in questione o elezione riguarda una sorta di aristocrazia della cultura, dove paradossalmente pur nella promozione del volgare il cibo eletto che nutre lo spirito non ha alcun carattere di diffusione popolare o massificata, nessuna etica divulgativa o comunitaria, eppure al di là di giudizi di merito o demerito pare che anche in questo caso il carattere di minoranza e selettività del prodotto artistico sia un suggerimento che giunge alla nostra epoca come una verità tuttora insuperata. Tuttavia non va confuso l'atteggiamento elitario con una rigidità di casta, dato che il sapere era pur sempre inteso come un valore universale a cui ognuno poteva accedere, anzi forse meglio a cui ognuno doveva accedere per realizzare la propria "humanitas". In tal senso, la promozione del volgare è tutt'altro che una "volgarizzazione" dell'arte per una sua diffusione maggiore, ma è la coscienza profonda di come attraverso l'appropriarsi di una lingua e il suo cesellamento erudito e letterario si potesse afferrare l'opportunità di un nuovo inizio, nella libertà insita nel mezzo stesso, in una estrema coesione tra le possibilità della materia e le possibilità della forma. Proprio nel campo linguistico è resa l'evidenza di quel processo dialogico con la cultura classica, dove non si nota alcuna intenzione di rifiuto verso il latino, anzi una sua promozione, ma contemporanea all'appropriazione di quelle forme che erano utili per modellare il volgare, plasmarlo secondo l'esempio a lingua d'arte.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;Tale scelta prova come l'elitarietà non fosse legata ad una ideologia settaria di chiusura ma riguardasse una libertà morale individuale rivolta idealmente ad ogni singolo uomo a voler elevare la propria realtà umana.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;È dunque un sogno etico e spirituale di elevazione che fa della cultura una linfa a cui attingere per ogni azione nuova che abbia come fine il sogno stesso, in questo si trova dunque la sua inattualità che si ripropone dirompente e modernissima.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;P.S. Mi rendo conto della marginalità settoriale del tema, pur ritenendo l'argomento avere ampi riflessi, nel caso avessi annoiato qualcuno me ne scuso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4854791261700126864?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4854791261700126864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4854791261700126864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4854791261700126864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4854791261700126864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2011/10/linattuale-umanismo.html' title='L&apos;inattuale umanesimo'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i54.tinypic.com/2qivjtj_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4620217303079821280</id><published>2010-02-11T12:51:00.006+01:00</published><updated>2011-10-04T11:27:25.007+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Lourdes, film di Jessica Hausner</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://i56.tinypic.com/e6byaw.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://i56.tinypic.com/e6byaw.jpg" style="float: right; height: 323px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 560px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Titoli di testa. Tra le scritte che scorrono d'improvviso si legge: "UAAR Unione degli Atei e Agnostici razionali" (credo dei finanziatori o promotori del progetto, mi sono perso cosa c'entrassero). Risatine in sala. Probabilmente tutti ci aspettavamo un film caustico, che sapesse svelare fino in fondo tutte le contraddizioni religiose, che dichiarando la propria prospettiva laica avallasse con tutto il rigore dell'ironia, del ribaltamento umoristico del messaggio, le nostre fragili sicurezze da non credenti. Fossi stato un cattolico, non so se sarei andato al cinema per vederlo, forse sarei stato ad ogni modo incuriosito, ma certo mi sarei mosso con cautela. &lt;br /&gt;Ciò che invece a mio parere scorreva sullo schermo, mentre ero lì e assistevo, era un film profondamente religioso. Religioso benché laico, caustico, ironico, certamente anche cinico. Questa dichiarazione appare evidentemente contraddittoria, ma non voglio sviluppare un discorso per spiegarmi, credo che i pochi aggettivi che ho usato arrivino più direttamente alla sensibilità di ognuno o almeno alla sua curiosità, così senza argomentazione.&lt;br /&gt;Questo film è un'opera, sviluppato come un trattato, avviluppato ad una storia, trascende come ogni storia narrata la rigidità di un trattato. Ciò che infine appare chiara sempre illuminata, sempre al centro e inevitabile è la condizione umana. &lt;br /&gt;Tutta l'espressione è data attraverso una fotografia impeccabile e una regia asciutta e piena di senso, così come l'ottima prova dell'attrice protagonista (Sylvie Testud) o la descrizione di personaggi che se anche per alcuni solo abbozzata, non induce mai a pensarli privi di una propria storia o di un propria personalità, mai quindi solo macchiette o funzioni narrative. Eppure allo stesso tempo, quei personaggi stessi attraverso il loro rappresentare dei tipi, rendono l'evidenza paradossale della realtà di Lourdes e la drammaticità di quell'evidenza.&lt;br /&gt;Concludo, oltre che consigliandolo fortemente, azzardando un accostamento, credo che per certi versi l'imparzialità dello sguardo e il coraggio narrativo possano ricordare Freaks di Tod Browning (1932), dove l'anormalità non è considerata mai attraverso un punto di vista pietistico e buonista, ma ricondotta alla sua componente umana, avvicinata alla condizione dell'uomo, quindi nel suo potersi caratterizzare anche come crudele o ipocrita. &lt;br /&gt;Del resto un film così ben fatto, su un tema di questo tipo, non può che aprire ad innumerevoli discussioni e temi. Difficile e forse limitante e pretestuoso attenersi ad un discorso sul solo film e non lasciarsi ad una riflessione aperta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4620217303079821280?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4620217303079821280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4620217303079821280' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4620217303079821280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4620217303079821280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/02/lourdes-film-di-jessica-hausner.html' title='Lourdes, film di Jessica Hausner'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i56.tinypic.com/e6byaw_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-2705252307433015882</id><published>2010-02-02T12:10:00.006+01:00</published><updated>2011-10-04T11:27:37.601+02:00</updated><title type='text'>Storia di un impiegato, n.5</title><content type='html'>&lt;a href="http://i55.tinypic.com/bkegk.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" src="http://i55.tinypic.com/bkegk.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: left; height: 279px; margin: 0 10px 10px 0; width: 370px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Nella mia ora di libertà&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di respirare la stessa aria&lt;br /&gt;di un secondino non mi va&lt;br /&gt;perciò ho deciso di rinunciare&lt;br /&gt;alla mia ora di libertà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;se c'è qualcosa da spartire&lt;br /&gt;tra un prigioniero e il suo piantone&lt;br /&gt;che non sia l'aria di quel cortile&lt;br /&gt;voglio soltanto che sia prigione&lt;br /&gt;che non sia l'aria di quel cortile&lt;br /&gt;voglio soltanto che sia prigione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È cominciata un'ora prima&lt;br /&gt;e un'ora dopo era già finita&lt;br /&gt;ho visto gente venire sola&lt;br /&gt;e poi insieme verso l'uscita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non mi aspettavo un vostro errore&lt;br /&gt;uomini e donne di tribunale&lt;br /&gt;se fossi stato al vostro posto...&lt;br /&gt;ma al vostro posto non ci so stare&lt;br /&gt;se fossi stato al vostro posto...&lt;br /&gt;ma al vostro posto non ci sono stare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fuori dell'aula sulla strada&lt;br /&gt;ma in mezzo al fuori anche fuori di là&lt;br /&gt;ho chiesto al meglio della mia faccia&lt;br /&gt;una polemica di dignità&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tante le grinte, le ghigne, i musi,&lt;br /&gt;vagli a spiegare che è primavera&lt;br /&gt;e poi lo sanno ma preferiscono&lt;br /&gt;vederla togliere a chi va in galera&lt;br /&gt;e poi lo scanno ma preferiscono&lt;br /&gt;vederla togliere a chi va in galera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante le grinte, le ghigne, i musi,&lt;br /&gt;poche le facce, tra loro lei,&lt;br /&gt;si sta chiedendo tutto in un giorno&lt;br /&gt;si suggerisce, ci giurerei&lt;br /&gt;quel che dirà di me alla gente&lt;br /&gt;quel che dirà ve lo dico io&lt;br /&gt;da un po' di tempo era un po' cambiato&lt;br /&gt;ma non nel dirmi amore mio&lt;br /&gt;da un po' di tempo era un po' cambiato&lt;br /&gt;ma non nel dirmi amore mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo bisogna farne di strada&lt;br /&gt;da una ginnastica d'obbedienza&lt;br /&gt;fino ad un gesto molto più umano&lt;br /&gt;che ti dia il senso della violenza&lt;br /&gt;però bisogna farne altrettanta&lt;br /&gt;per diventare così coglioni&lt;br /&gt;da non riuscire più a capire&lt;br /&gt;che non ci sono poteri buoni&lt;br /&gt;da non riuscire più a capire&lt;br /&gt;che non ci sono poteri buoni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E adesso imparo un sacco di cose&lt;br /&gt;in mezzo agli altri vestiti uguali&lt;br /&gt;tranne qual'è il crimine giusto&lt;br /&gt;per non passare da criminali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'hanno insegnato la meraviglia&lt;br /&gt;verso la gente che ruba il pane&lt;br /&gt;ora sappiamo che è un delitto&lt;br /&gt;il non rubare quando si ha fame&lt;br /&gt;ora sappiamo che è un delitto&lt;br /&gt;il non rubare quando si ha fame.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di respirare la stessa aria&lt;br /&gt;dei secondini non ci va&lt;br /&gt;e abbiamo deciso di imprigionarli&lt;br /&gt;durante l'ora di libertà&lt;br /&gt;venite adesso alla prigione&lt;br /&gt;state a sentire sulla porta&lt;br /&gt;la nostra ultima canzone&lt;br /&gt;che vi ripete un'altra volta&lt;br /&gt;per quanto voi vi crediate assolti&lt;br /&gt;siete per sempre coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto voi vi crediate assolti&lt;br /&gt;siete per sempre coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lungo tragitto di emancipazione giunge così alla fine. Volendo usare un termine di derivazione colta si potrebbe definire tale cammino un' "anabasi del personaggio", ossia "una spedizione verso l'interno", verso quella coscienza in rapido mutamento, che solo in questa ultima canzone diventa a tutti gli effetti una coscienza politica, dove appunto l'aggettivo "politica" assume il suo valore etimologico riferendosi ad una coscienza della "polis", della comunità, del gruppo, opposta ad una coscienza puramente individuale. &lt;br /&gt;Il nostro bombarolo ormai finito in carcere in seguito al processo ha sviluppato un'idea di libertà nuova. Essa non ha più la veste di una liberazione violenta da tutto ciò che appare come una costrizione, ma prende su di sé tutto il valore di una scelta autonoma, che per trasformarsi in Protesta non può che aver bisogno di una coadiuvante scelta di una comunità, in questo caso la comunità di prigionieri del carcere. E' appunto questa presa di posizione che rende il bombarolo parte di qualcosa, che dona anche allo stesso la consapevolezza di una separazione, che venga attuata tra loro e le guardie, tra la libertà come scelta di partecipazione e la costrizione coatta come reazione forzata e autoimposta dalle sovrastrutture della società. &lt;br /&gt;Pare che il bombarolo in qualche modo dichiari che l'assunzione del potere si trasformi sempre in una autocoercizione, che obbliga sempre alla reazione alle scelte di libertà. Sembra che egli quasi se ne meravigli annunciando di non aspettarsi un errore dalla magistratura, ovvero da chi detiene quel particolare potere, il potere che lui non ha saputo gestire annunciando di non saper stare nel posto dove sono le donne e gli uomini di tribunale. Il parallelismo libertà-primavera è un topos di tutta la poetica di De André e non poteva certo mancare in questo particolare album, così come la conclusione della vicenda legata al rapporto con la propria donna abilmente descritto in soli due versi, che riescono a delineare sia l'ipocrisia di una risposta che sia una giustificazione legata ai canoni della società piccoloborghese: "era cambiato ma continuva a dirmi amore mio" quindi mi ingannva, sembra suggerire; sia la difficoltà difronte alla forza della comunità di mantenere la propria integrità e non rinnegare (forzando un po' pare un San Pietro post litteram).&lt;br /&gt;La strofa forse più complessa della canzone è quella in cui si parla, come per un'affermazione che voglia riassumere il percorso del protagonista, del suo rapporto con il potere. Nel dichiarare lunga la strada che porta da una "ginnastica di obbedienza" ad un gesto "molto più umano che ti dia il senso della violenza", credo si nasconda tutta la complessità dell'album. Quel gesto non è certo umano perché violento, questa sarebbe una interpretazione sbagliata, è evidente che De André dice che il gesto del bombarolo è certo quello di gettare una bomba, ma è anche soprattutto quello di voler rompere le catene di una oppressione che ricade in qualsiasi aspetto della propria vita, quindi è un gesto più umano rispetto a quello meccanico, quasi robotico della "ginnastica dell'obbedienza" di un impiegato. Per questo motivo lo stesso gesto dà il "senso della violenza" e quel senso è quello di una assunzione di scelta che è anche il riconoscimento della propria potenza e del meccanismo che porta quella potenza a trasformarsi in potere, se assunta come mera funzione di rivalsa individuale, il potere che non è mai "buono", ossia mai estraneo ai meccanismi della violenza. &lt;br /&gt;Infine la canzone si conclude con la scelta e l'apprendimento consapevole di voler far parte di qualcosa, avendo il senso vero della comunità. Mentre l'album si conclude circolarmente con l'affermazione rivolta a tutti del proprio essere coinvolti, come ci ha insegnato la storia dell'impiegato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. I testi che sono stati qui commentati, sono stati scritti a due mani da De André e Giuseppe Bentivoglio, tranne "Sogno numero due" scritta da De André e Roberto Dané, benché io abbia nominato sempre e solo De André. Le musiche sono in collaborazione con Nicola Piovani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-2705252307433015882?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/2705252307433015882/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=2705252307433015882' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2705252307433015882'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2705252307433015882'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/02/storia-di-un-impiegato-n5.html' title='Storia di un impiegato, n.5'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i55.tinypic.com/bkegk_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5666953636056926315</id><published>2010-01-22T12:17:00.003+01:00</published><updated>2011-10-04T11:28:19.139+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Avatar salverà il cinema?</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S1mJdA4K0cI/AAAAAAAAABU/3UPoGH0jFyc/s1600-h/Avatar-movie-wallpaper-713661.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5429521957316645314" src="http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S1mJdA4K0cI/AAAAAAAAABU/3UPoGH0jFyc/s400/Avatar-movie-wallpaper-713661.jpg" style="float: left; height: 300px; margin: 0pt 10px 10px 0pt; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Avatar&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; salverà il cinema? Con questa domanda in testa sono entrato e poi uscito dalla sala cinematografica in cui ho visto il film senza trovarvi risposta...sono giunto però alla conclusione che &lt;b&gt;&lt;i&gt;Avatar&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; rimarrà a onor del merito o demerito un'opera fondamentale della storia del cinema contemporaneo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Il film si regge su una funambolica sceneggiatura che non ha molta originalità, ma al contempo forte della sua semplicità coinvolge lo spettatore sia intellettualoide sia il bimbetto di 6 anni e questo a Cameron va riconosciuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Il regista cita e si cita in continuazione, l'occhio attento avrà reminiscenze delle atmosfere di &lt;i&gt;Apocalypse Now &lt;/i&gt;e &lt;i&gt;Balla coi lupi&lt;/i&gt; o &lt;i&gt;New Word &lt;/i&gt;di malikiana memoria; il tutto in salsa edulcorata e un tantino disneyana  ma non per questo priva di fascino. Cameron rispolvera la mai abbastanza apprezzata &lt;i&gt;Sigourney Weaver&lt;/i&gt; regalandole uno dei personaggi più belli della pellicola; una ricercatrice che per anni ha studiato il popolo &lt;i&gt;Na'vi&lt;/i&gt; e che ha sviluppato la tecnologia per costituire gli &lt;b&gt;&lt;i&gt;Avatar&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;, ossia il fulcro da cui si svilupperà tutta la storia. I &lt;i&gt;Na'vi&lt;/i&gt;, veri protagonisti, sono un popolo selvaggio e vivono su un pianeta, &lt;i&gt;Pandora&lt;/i&gt;, in armonia con la natura al punto di aver stabilito una connessione biologica tale, da collegarsi letteralmente attraverso la propria coda di capelli agli animali e alle piante del loro pianeta stabilendo una condizione di non discontinuità tra loro e il mondo che li circonda impensabile agli umani; e qui sta' il messaggio ecologista dl Cameron forse grossolano, ma di sicura efficacia e poi il parallelo tra la connessione dei computer è di facile lettura, ma di certo fascino.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Non racconterò tutta la storia, ma ho dato solo degli accenni per far capire la complessità del film che nonostante la sceneggiatura o forse meglio il plot abbastanza scontato ha dei punti di effetto molto buoni e riusciti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Un discorso a sè è da fare sul 3D: appena si apre la prima scena sono rimasto a bocca aperta per la profondità di campo in cui ero immerso, ci si trovava(anche noi spettatori)fisicamente presenti in quella stanza di un laboratorio scientifico, è stata un'esperienza davvero entusiasmante e in quel momento mi sono detto: "Cameron sei un gran figlio............!!!"&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Il Nostro ha lavorato anni a questa nuova tecnologia del 3D che probabilmente è ancora da sviluppare, ma si capisce da subito la potenzialità di questa nuova tecnica di ripresa data dalla telecamere a doppio obiettivo inventata da Cameron che, grazie a questo stratagemma, dà la percezione della visuale dei nostri occhi e quindi una profondità che non si era mai vista prima. Le ambientazioni di Pandora con il supporto del 3D che gli sviluppatori hanno messo appunto meriterebbero un Oscar da sole, queste piante di ogni tipo psichedeliche e lisergiche o la fauna che respira dal collo sono delle chicche divertentissime.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;&lt;i&gt;Avatar&lt;/i&gt; è un film che va sicuramente visto, che può piacere o meno , ma che di certo non lascia indifferenti e già in questo Cameron ha vinto la sua sfida. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;In più aggiungerei che le metafore antimilitariste e il richiamo anticolonialista che tanti hanno bollato come scontati e superflui non fanno mai male a rimandarci alle ultime guerre e giustamente alla "banalità del male" (uno dei cattivi ad un certo punto dirà: "Combatteremo il terrore con il terrore!" rinfrescandoci la memoria sulla guerra preventiva inventata da W. Bush) che è non a torto macchiettistico il male nel film perché, purtroppo è vero che certe mentalità non si fermano a riflettere e non sono prese da dubbi esistenziali altrimenti non accadrebbe ciò che succede tutti i giorni e questo Cameron l'ha capito al contrario di tanti benpensanti critici con la puzza sotto il naso&lt;/span&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5666953636056926315?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5666953636056926315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5666953636056926315' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5666953636056926315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5666953636056926315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/01/avatar-salvera-il-cinema.html' title='Avatar salverà il cinema?'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S1mJdA4K0cI/AAAAAAAAABU/3UPoGH0jFyc/s72-c/Avatar-movie-wallpaper-713661.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3096895546750200478</id><published>2010-01-07T17:57:00.005+01:00</published><updated>2011-10-04T11:45:03.145+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Top Ten Film 2009</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0YamiG3Y0I/AAAAAAAAABE/fnJJRgPXctk/s1600-h/michelle-pfeiffer-in-una-scena-del-film-cheri-presentato-in-concorso-alla-59esima-edizione-del-festival-di-berlino-103770.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5424052050507293506" src="http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0YamiG3Y0I/AAAAAAAAABE/fnJJRgPXctk/s400/michelle-pfeiffer-in-una-scena-del-film-cheri-presentato-in-concorso-alla-59esima-edizione-del-festival-di-berlino-103770.jpg" style="float: right; height: 400px; margin: 0pt 0pt 10px 10px; width: 395px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms',serif; font-size: small;"&gt;Dicono che le classifiche aiutano i blog ad aumentare i contatti..ebbene..perchè non provarci..dunque a mio insindacabile giudizio e senza nessuna competenza specifica, ma solo di gusto squisitamente personale, stilerò una classifica dei film che in quest'anno trascorso mi hanno comunicato qualcosa..ah naturalmente non ho visto tutti i film usciti ne 2009, non sono mica la famiglia Morandini!!! Valuterò tra quelli da me visionati, si accettano insulti, querele e anche commenti con le proprie classifiche!!Ciao e Buon Anno a tutti..in ovvio ritardo!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms',serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;ol&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Antichrist&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;District 9&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;A Serious Man&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Gli Abbracci Spezzati&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Up&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Lo Spazio Bianco&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Brothers&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Motel Woodstock&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Chéri&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Il Mio Amico Eric&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'trebuchet ms';"&gt;Star Trek&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ol&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3096895546750200478?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3096895546750200478/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3096895546750200478' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3096895546750200478'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3096895546750200478'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/01/top-ten-film-2009.html' title='Top Ten Film 2009'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0YamiG3Y0I/AAAAAAAAABE/fnJJRgPXctk/s72-c/michelle-pfeiffer-in-una-scena-del-film-cheri-presentato-in-concorso-alla-59esima-edizione-del-festival-di-berlino-103770.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3939195409750861485</id><published>2010-01-05T18:57:00.007+01:00</published><updated>2011-10-04T11:45:50.341+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Brothers di Jim Sheridan</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0OGq0WvXLI/AAAAAAAAAA8/oUmn0uOT7e8/s1600-h/Brothers_2009.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5423326446450859186" src="http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0OGq0WvXLI/AAAAAAAAAA8/oUmn0uOT7e8/s400/Brothers_2009.jpg" style="cursor: hand; cursor: pointer; float: left; height: 170px; margin: 0 10px 10px 0; width: 400px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;BROTHERS&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #0000ee; font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="text-decoration: underline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Brothers"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; di Jim Sheridan è il remake americano di un film danese che si intitola &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Non desiderare la donna d'altri"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;, non volendomi intrattenere sul ruolo dei remake americani nel cinema contemporaneo, ho deciso di scrivere qualcosa su QUESTO film dopo aver letto in tante salse della sua inutilità e banalità (a parte l'unanime parere sulla bravura degli attori: Tobey McGuire, Jake Gyllenhaal e Natalie Portman)e non avendo visto l'originale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;In soldoni il plot del film ruota intorno alle figure dei due fratelli: l'uno scapestrato, ma che durante l'assenza del fratello lo "sostituisce" simbolicamente in famiglia, l'altro, orgoglio paterno, che parte per la guerra in Afghanistan e viene dato per morto ma da cui farà ritorno molto cambiato nel fisico e nella mente. Nel mezzo si inserisce il ruolo della moglie del soldato che esperisce il sentimento della perdita e trova conforto nel dolore comune con il fratello(inizialmente odiato) del marito e anche nell'aiuto che questi cerca di dare in casa con le due figlie piccole di lei.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;La trema di fondo di &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"Brothers"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; seppur semplice e banalotta rimanda a concetti e sentimenti cari al cinema di stampo statunitense come il sentimento di straniamento del reduce che vittima di una &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;"perdita del prima"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt; nel ritorno agli affetti non riesce più a giostrarsi e sperimenta sentimenti di estraneità a quello stesso prima che lo aveva caratterizzato fino al momento della partenza per la guerra. Ciò accade similmente agli occhi della famiglia che non riconosce più il marito, il fratello e il padre in una sorta di doppio misconoscimento della famiglia verso di lui e viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Si creano a questo punto dei cortocircuiti emotivi su quello che si crede e quello che è la realtà delle cose e delle relazioni; ed è in questo la forza del film, sia attraverso le mani sapienti del regista mai banale nelle sue scelte seppur mantenendo scelte di rigore e classicità, sia degli attori veramente credibili nel suggerire stati emotivi che straziano l'animo di chi si trova a combattere una guerra, non reale come l'Afghanistan, ma allo stesso modo lacerante nella sua connotazione data dal non riconoscersi più.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: verdana;"&gt;Non so se questo film sia migliore o peggiore dell'originale, credo però che sia un buon film, di certo non un capolavoro, ma un ottimo film con spunti ammirevoli per un lungometraggio che non pretende analisi sociologiche o psicologiche e quindi ancora più apprezzabile nel farci riflettere su determinate tematiche lasciandoci l'ardire di pensare con la nostra testa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3939195409750861485?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3939195409750861485/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3939195409750861485' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3939195409750861485'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3939195409750861485'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/01/brothers-di-jim-sheridan-e-il-remake.html' title='Brothers di Jim Sheridan'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/S0OGq0WvXLI/AAAAAAAAAA8/oUmn0uOT7e8/s72-c/Brothers_2009.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3684934234440264258</id><published>2010-01-05T14:29:00.002+01:00</published><updated>2010-01-05T16:53:56.971+01:00</updated><title type='text'>Storia di un impiegato, n.4</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.creuzadema.net/deandre/images/stories/palazzo_ducale_ge/FabrizioDeAndre_01.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 436px; height: 600px;" src="http://www.creuzadema.net/deandre/images/stories/palazzo_ducale_ge/FabrizioDeAndre_01.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il Bombarolo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi va dicendo in giro&lt;br /&gt;che odio il mio lavoro&lt;br /&gt;non sa con quanto amore&lt;br /&gt;mi dedico al tritolo,&lt;br /&gt;è quasi indipendente&lt;br /&gt;ancora poche ore&lt;br /&gt;poi gli darò la voce&lt;br /&gt;il detonatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio Pinocchio fragile&lt;br /&gt;parente artigianale&lt;br /&gt;di ordigni costruiti&lt;br /&gt;su scala industriale&lt;br /&gt;di me non farà mai&lt;br /&gt;un cavaliere del lavoro,&lt;br /&gt;io sono d'un'altra razza,&lt;br /&gt;son bombarolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nello scendere le scale&lt;br /&gt;ci metto più attenzione,&lt;br /&gt;sarebbe imperdonabile&lt;br /&gt;giustiziarmi sul portone&lt;br /&gt;proprio nel giorno in cui&lt;br /&gt;la decisione è mia&lt;br /&gt;sulla condanna a morte&lt;br /&gt;o l'amnistia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per strada tante facce&lt;br /&gt;non hanno un bel colore,&lt;br /&gt;qui chi non terrorizza&lt;br /&gt;si ammala di terrore,&lt;br /&gt;c'è chi aspetta la pioggia&lt;br /&gt;per non piangere da solo,&lt;br /&gt;io sono d'un altro avviso,&lt;br /&gt;son bombarolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intellettuali d'oggi&lt;br /&gt;idioti di domani&lt;br /&gt;ridatemi il cervello&lt;br /&gt;che basta alle mie mani,&lt;br /&gt;profeti molto acrobati&lt;br /&gt;della rivoluzione&lt;br /&gt;oggi farò da me&lt;br /&gt;senza lezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi scoverò i nemici&lt;br /&gt;per voi così distanti&lt;br /&gt;e dopo averli uccisi&lt;br /&gt;sarò fra i latitanti&lt;br /&gt;ma finché li cerco io&lt;br /&gt;i latitanti sono loro,&lt;br /&gt;ho scelto un'altra scuola,&lt;br /&gt;son bombarolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Potere troppe volte&lt;br /&gt;delegato ad altre mani,&lt;br /&gt;sganciato e restituitoci&lt;br /&gt;dai tuoi aeroplani,&lt;br /&gt;io vengo a restituirti&lt;br /&gt;un po' del tuo terrore&lt;br /&gt;del tuo disordine&lt;br /&gt;del tuo rumore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così pensava forte&lt;br /&gt;un trentenne disperato&lt;br /&gt;se non del tutto giusto&lt;br /&gt;quasi niente sbagliato,&lt;br /&gt;cercando il luogo idoneo&lt;br /&gt;adatto al suo tritolo,&lt;br /&gt;insomma il posto degno&lt;br /&gt;d'un bombarolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'è chi lo vide ridere&lt;br /&gt;davanti al Parlamento&lt;br /&gt;aspettando l'esplosione&lt;br /&gt;che provasse il suo talento,&lt;br /&gt;c'è chi lo vide piangere&lt;br /&gt;un torrente di vocali&lt;br /&gt;vedendo esplodere&lt;br /&gt;un chiosco di giornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ciò che lo ferì&lt;br /&gt;profondamente nell'orgoglio&lt;br /&gt;fu l'immagine di lei&lt;br /&gt;che si sporgeva da ogni foglio&lt;br /&gt;lontana dal ridicolo&lt;br /&gt;in cui lo lasciò solo,&lt;br /&gt;ma in prima pagina&lt;br /&gt;col bombarolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il percorso di "trans-formazione" dell'impiegato in Bombarolo è compiuto. La parola "trans-formazione" racchiude molti dei piani di senso che il testo della canzone, apparentemente semplice, in sé contiene. Per prima cosa "trans" sta per "attraversamento", tale appare essere quello compiuto dall'impiegato nelle varie fasi: prima nel riconoscimento di una situazione che sentiva riguardarlo e che stava mutando il modo in cui interpretava le proprie insoddisfazioni; poi nei sogni che sancivano un più profondo rapporto tra ciò che accadeva fuori, che si richiamava ad una nuova coscienza e ad una nuova morale, e la propria coscienza così compromessa nell'oscillare tra l'inganno dell'istintività espressione di rapporti di forza e la volontà di una liberazione che scardini i meccanismi di potere. &lt;br /&gt;Quindi anche un percorso di "formazione", ovvero esperienze che concorrono a cambiare la personalità del protagonista e lo "educano" ad un diverso sistema di valori. E' interessante notare come già è palpabile un sentore di sconfitta, di fallimento, che si incardina proprio nel percorso di formazione, dove i mezzi per uscire dalle dinamiche di potere appaiono essere gli stessi del potere: quindi una formazione alla libertà (dalla violenza) che è al contempo un'anti-formazione perché è una formazione proprio alla violenza. Tutto viene espresso con i toni grotteschi di una descrizione ironica delle circostanze: il bombarolo che ha paura di farsi esplodere sulle scale di casa, che nell'ansia di scegliere il bersaglio fa saltare invece un chiosco di giornali. &lt;br /&gt;"Trasformazione" perché certo avviene un mutamento dalla remissività alla reazione, ma anche attraverso un spinta ossessiva che è una spinta d'urgenza diviene evidente la necessità di cambiare una realtà opprimente. E benché l'oppressione si riveli insita proprio nei modi in cui si sviluppano le situazioni umane e figlia quasi della propria mano, pare inarrestabile la corsa a quella disfatta per la convinzione che è meglio liberarsi dell'ipocrisia e affermarsi totalmente in un'azione. &lt;br /&gt;Ogni strafa della canzone, attraverso un lieve tono parodico, produce il ribaltamento dell'eroe, esponendo il parossismo che si è impossessato dei suoi pensieri benché pienamente giustificato ai nostri occhi (o orecchie) dopo gli accadimenti descritti nelle altre canzoni. Così nelle prime strofe il bombarolo irride coloro che rappresentano la società. Coloro che credono che odi il suo lavoro, qui c'è già un'indicazione di come sia cambiato l'impiegato che all'inizio del disco si preoccupava del proprio comportamento sul posto di lavoro. Coloro che rappresentano l'istituzione del lavoro con onorificenza, simboli di un sistema di sfruttamento e arrivismo. Coloro che sono rassegnati al proprio vivere oppresso e portano avanti il sistema più o meno consapevolmente. Coloro che che da intellettuali "della rivoluzione" non fanno che confermare il potere vigente conservando intatta così anche la propria posizione, senza agire. La foga semifolle del bombarolo sta nell'ambiguità della richiesta di avere restituito dagli intellettuali solo il pezzo di cervello che serve per la manualità della fabbricazione di un ordigno, quasi una confessione della propria confusione, dell'aver assunto anche posizioni assimilate dall'esterno e della propria ingenuità nel criticarle di astrazione: "Vi scoverò i nemici per voi così distanti". Infine i rappresentanti del potere la cui manifestazione maggiore è la guerra. Così pensava il bombarolo e così arriva il momento di inserire l'ultima figura importante per l'intimità e la descrizione a tutto tondo del protagonista, ossia la donna amata o forse anche moglie, che già evocata nella canzone del padre, entra in scena nell'ovvia conseguenza del fallimento dell'attentato: Lei viene intervistata e appare assieme alla foto del bombarolo su tutte le prime pagine dei giornali, approfittando della visibilità e rinnegando il bombarolo lasciato da solo alle conseguenze del suo folle gesto. L'amore che benché paia secondario è uno dei sentimenti principali che attraversa tutto il disco, che si incarna nella figura di Lei e che è motore del complicarsi di rapporti, pensiamo alla canzone del padre dove è proprio la rivelazione a se stesso che i propri sentimenti genuini possano divenire forme di situazioni che nascondono ipocrisie e rancori: la moglie che lo tradisce, il figlio senza prospettive ecc., che scuote l'animo dell'impiegato. L'amore o il rapporto con Lei diviene tema principale della canzone successiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Verranno a chiederti del nostro amore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando in anticipo sul tuo stupore&lt;br /&gt;verranno a crederti del nostro amore&lt;br /&gt;a quella gente consumata nel farsi dar retta&lt;br /&gt;un amore così lungo&lt;br /&gt;tu non darglielo in fretta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non spalancare le labbra ad un ingorgo di parole&lt;br /&gt;le tue labbra così frenate nelle fantasie dell'amore&lt;br /&gt;dopo l'amore così sicure a rifugiarsi nei "sempre"&lt;br /&gt;nell'ipocrisia dei "mai"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non sono riuscito a cambiarti&lt;br /&gt;non mi hai cambiato lo sai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E dietro ai microfoni porteranno uno specchio&lt;br /&gt;per farti più bella e pesarmi già vecchio&lt;br /&gt;tu regalagli un trucco che con me non portavi&lt;br /&gt;e loro si stupiranno&lt;br /&gt;che tu non mi bastavi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;digli pure che il potere io l'ho scagliato dalle mani&lt;br /&gt;dove l'amore non era adulto e ti lasciavo graffi sui seni&lt;br /&gt;per ritornare dopo l'amore&lt;br /&gt;alle carenze dell'amore&lt;br /&gt;era facile ormai&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;non sei riuscita a cambiarmi&lt;br /&gt;non ti ho cambiata lo sai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre&lt;br /&gt;come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre&lt;br /&gt;i tuoi occhi come vuoti a rendere per chi ti ha dato lavoro&lt;br /&gt;i tuoi occhi assunti da tre anni&lt;br /&gt;i tuoi occhi per loro,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ormai buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo&lt;br /&gt;o per buttarsi in un cinema con una pietra al collo&lt;br /&gt;e troppo stanchi per non vergognarsi&lt;br /&gt;di confessarlo nei miei&lt;br /&gt;proprio identici ai tuoi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;sono riusciti a cambiarci&lt;br /&gt;ci son riusciti lo sai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma senza che gli altri non ne sappiano niente&lt;br /&gt;dirmi senza un programma dimmi come ci si sente&lt;br /&gt;continuerai ad ammirarti tanto da volerti portare al dito&lt;br /&gt;farai l'amore per amore&lt;br /&gt;o per avercelo garantito,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;andrai a vivere con Alice che si fa il whisky distillando fiori&lt;br /&gt;o con un Casanova che ti promette di presentarti ai genitori&lt;br /&gt;o resterai più semplicemente&lt;br /&gt;dove un attimo vale un altro&lt;br /&gt;senza chiederti come mai,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;continuerai a farti scegliere&lt;br /&gt;o finalmente sceglierai.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da un punto di vista strettamente musicale, benché non me ne intenda, si sente come il ritmo e lo stile della canzone cambi rispetto a tutto l'album, come a sottolineare un ambiente diverso.&lt;br /&gt;La canzone si struttura come una richiesta di confessione, nel rivolgersi a Lei, il bombarolo in prima persona, chiede una sincerità che Lei gli ha negato. Attraverso la descrizione di come potrebbe essere l'intervista fatta a Lei, nella quale si troverà a parlare del proprio rapporto col bombarolo, lui rivendica la verità di quell'amore e anche il risentimento che è più che altro amarezza di come sia finita. &lt;br /&gt;Ancora sono i meccanismi della società, che si caratterizza in questo caso in società dello spettacolo, anticipando di molto la situazione attuale, a essere al centro del tema. La figura di Lei, infatti, rappresenta simbolicamente coloro che sacrificano tutto per la propria visibilità e popolarità. Accostando il loro modo di agire a quello della prostituzione, si chiarisce anche parzialmente la metafora lunga, che vedeva nella Canzone del padre la moglie con "gli occhi di una donna che pago". E' così che le strofe: "Digli che i tuoi occhi me li han ridati sempre come fiori regalati a maggio e restituiti in novembre...di confessarlo nei miei proprio identici ai tuoi"; ci descrivono ciò che succede o che il bombarolo pensa succederà e come Lei diverrà probabilmente una donna famosa, forse dello spettacolo, negli anni successivi all'arresto ("i tuoi occhi assunti da tre anni"). Così i suoi occhi, prendono tutte le caratteristiche di un oggetto di compravendita e la loro funzione è quella di una qualsiasi merce, "buoni per setacciare spiagge con la scusa del corallo", probabilmente una metafora che indica come tutto sia finalizzato al denaro o alla fama, come se si stesse setacciando spiagge per trovare qualcosa di bello invece che semplice guadagno. Poi anche gli occhi perdono la loro funzione, ovvero quella di portare ciò che guardiamo verso la nostra libertà interiore, nel "buttarsi in un cinema con una pietra al collo" c'è tutta la miseria di un situazione in cui oltre alla disperazione sullo sfondo, viene sottolineata la schiavitù delle propria volontà. Infine il bombarolo si unisce a quella miseria e a quella solitudine dichiarando gli occhi di lei così identici ai suoi, con il tono nostalgico e amareggiato di un amore spezzato, di cui forse sono vittime entrambi. Le strofe successive non fanno che confermare e proseguire nella descrizione di una donna che si è abbandonata alla cecità della propria condizione, come anche la società vittima del perpetuarsi dei meccanismi di controllo e della assenza di una reale volontà di rinnovamento. E il finale si chiude nella domanda-affermazione disincantata: "continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai", rivolta a lei come a tutti e che non ha certo bisogno di spiegazioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3684934234440264258?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3684934234440264258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3684934234440264258' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3684934234440264258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3684934234440264258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2010/01/storia-di-un-impiegato-n4.html' title='Storia di un impiegato, n.4'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3291640309915166132</id><published>2009-11-29T23:21:00.002+01:00</published><updated>2009-11-29T23:31:24.870+01:00</updated><title type='text'>Storia di un impiegato, n.3</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://digilander.libero.it/eleplace/De_Andre_30.08_ph_ele.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 559px; height: 443px;" src="http://digilander.libero.it/eleplace/De_Andre_30.08_ph_ele.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Sogno numero due&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Imputato ascolta,&lt;br /&gt;noi ti abbiamo ascoltato.&lt;br /&gt;Tu non sapevi di avere una coscienza al fosforo&lt;br /&gt;piantata tra l'aorta e l'intenzione,&lt;br /&gt;noi ti abbiamo osservato&lt;br /&gt;dal primo battere del cuore&lt;br /&gt;fino ai ritmi più brevi&lt;br /&gt;dell'ultima emozione&lt;br /&gt;quando uccidevi,&lt;br /&gt;favorendo il potere&lt;br /&gt;i soci vitalizi del potere&lt;br /&gt;ammucchiati in discesa&lt;br /&gt;a difesa della loro celebrazione.&lt;br /&gt;E se tu la credevi vendetta&lt;br /&gt;il fosforo di guardia&lt;br /&gt;segnalava la tua urgenza di potere&lt;br /&gt;mentre ti emozionavi nel ruolo più eccitante della legge&lt;br /&gt;quello che non protegge&lt;br /&gt;la parte del boia.&lt;br /&gt;Imputato,&lt;br /&gt;il dito più lungo della tua mano&lt;br /&gt;è il medio&lt;br /&gt;quello della mia&lt;br /&gt;è l'indice,&lt;br /&gt;eppure anche tu hai giudicato.&lt;br /&gt;Hai assolto e hai condannato&lt;br /&gt;al di sopra di me,&lt;br /&gt;ma al di sopra di me,&lt;br /&gt;per quello che hai fatto,&lt;br /&gt;per come lo hai rinnovato,&lt;br /&gt;il potere ti è grato.&lt;br /&gt;Ascolta&lt;br /&gt;una volta un giudice come me&lt;br /&gt;giudicò chi gli aveva dettato la legge:&lt;br /&gt;prima cambiarono il giudice&lt;br /&gt;e subito dopo&lt;br /&gt;la legge.&lt;br /&gt;Oggi, un giudice come me,&lt;br /&gt;lo chiede al potere se può giudicare.&lt;br /&gt;Tu sei il potere.&lt;br /&gt;Vuoi essere giudicato?&lt;br /&gt;Vuoi essere assolto o condannato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appare subito chiaro, che il sogno come per una anticipazione, mostra all'impiegato un processo nel quale lui è imputato come bombarolo. Le caratteristiche del sogno mettono in scena anche la capacità di analisi del protagonista come funzione narrativa usata da De André per impostare un discorso intorno al ruolo che ogni pedina di un gioco di questo tipo assume, ovvero un gioco di potere dove ogni azione veicola una volontà e di conseguenza un potere. E' così che avviene un nuovo ribaltamento, il giudice funzionario del potere, mostra all'impiegato come con il suo gesto non fa che assumere su di sé il potere che vuole scardinare, poiché il potere è una proprietà interna all'atto, è la potenza e un atto violento che vuole rinnovare colpendo alla base la società, nei suoi valori, assume su di sé il potere di farlo. Affascinante il finale, in cui poiché si è all'interno di una situazione onirica e quindi ancora nel groviglio inconscio del protagonista, viene a delinearsi l'ambiguità di una posizione estrema e emarginante, che prevede ancora un bivio che l'impiegato dà a se stesso tra la propria “salvezza” e la propria “condanna”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Canzone del padre&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi&lt;br /&gt;solo i sogni che non fanno svegliare.-&lt;br /&gt;-Sì, Vostro Onore, ma li voglio più grandi.-&lt;br /&gt;-C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.&lt;br /&gt;Non dovrai che restare sul ponte&lt;br /&gt;e guardare le altre navi passare&lt;br /&gt;le più piccole dirigile al fiume&lt;br /&gt;le più grandi sanno già dove andare.-&lt;br /&gt;Così son diventato mio padre&lt;br /&gt;ucciso in un sogno precedente&lt;br /&gt;il tribunale mi ha dato fiducia&lt;br /&gt;assoluzione e delitto lo stesso movente.&lt;br /&gt;E ora Berto, figlio della lavandaia,&lt;br /&gt;compagno di scuola, preferisce imparare&lt;br /&gt;a contare sulle antenne dei grilli&lt;br /&gt;non usa mai bolle di sapone per giocare;&lt;br /&gt;seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici&lt;br /&gt;avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;&lt;br /&gt;si fermò un attimo per suggerire a dio&lt;br /&gt;di continuare a farsi i fatti suoi&lt;br /&gt;e scappò via con la paura di arrugginire&lt;br /&gt;il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,&lt;br /&gt;i becchini ne raccolgono spesso&lt;br /&gt;fra la gente che si lascia piovere addosso.&lt;br /&gt;Ho investito il denaro e gli affetti&lt;br /&gt;banca e famiglia danno rendite sicure,&lt;br /&gt;con mia moglie si discute l'amore&lt;br /&gt;ci sono distanze, non ci sono paure,&lt;br /&gt;ma ogni notte lei mi si arrende più tardi&lt;br /&gt;vengono uomini, ce n'è uno più magro,&lt;br /&gt;ha una valigia e due passaporti,&lt;br /&gt;lei ha gli occhi di una donna che pago.&lt;br /&gt;Commissario io ti pago per questo,&lt;br /&gt;lei ha gli occhi di una donna che è mia,&lt;br /&gt;l'uomo magro ha le mani occupate,&lt;br /&gt;una valigia di ciondoli, un foglio di via.&lt;br /&gt;Non ha più la faccia del suo primo hashish&lt;br /&gt;è il mio ultimo figlio, il meno voluto,&lt;br /&gt;ha pochi stracci dove inciampare&lt;br /&gt;non gli importa di alzarsi, neppure quando è caduto:&lt;br /&gt;e i miei alibi prendono fuoco&lt;br /&gt;il Guttuso ancora da autenticare&lt;br /&gt;adesso le fiamme mi avvolgono il letto&lt;br /&gt;questi i sogni che non fanno svegliare.&lt;br /&gt;Vostro Onore, sei un figlio di troia,&lt;br /&gt;mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,&lt;br /&gt;ora aspettami fuori dal sogno&lt;br /&gt;ci vedremo davvero,&lt;br /&gt;io ricomincio da capo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come per un improvviso tentativo di reimmersione, piuttosto che uscire dalla situazione onirica e ripiombarci nella realtà dei fatti della storia, De André ci spinge fino al fondo più oscuro del groviglio interiore dell'impiegato. La canzone del padre fa luce sulle paure, sugli elementi costitutivi e sulle immagini ossessive che dipingono una presunta vita futura, legata a quella realtà vissuta da piccolo borghese con il suo piccolo lavoro da impiegato. E' così che la voce interiore del giudice chiede “Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi solo i sogni che non fanno svegliare?”, ossia vuoi che la tua coscienza e con essa il tuo Ego, giunga alla verità, ai fatti di una vita da cui non ci si sveglia. L'avere occhi più grandi, significa certo essere più consapevoli, ma anche avere un ruolo maggiore, un potere maggiore, una autorità. L'autorità che sia del padre di educare i propri figli alle regole della società, ai suoi valori. L'autorità di un buon posto di  lavoro, che perpetua le dinamiche su cui si basa una società, soprattutto dal punto di vista economico, da cui dipende spesso il resto. Così “le navi” sono tutto ciò su cui si ha un'influenza. Prendere il posto del padre, perpetuare una esperienza statica, all'interno dell'inconscio edipico “il tribunale mi ha dato fiducia assoluzione e delitto lo stesso movente”, ossia il delitto dell' “uccisione del padre” che rappresenta il potere mosso dal raggiungimento del suo ruolo  e l'assoluzione per averlo ottenuto. Il parallelismo quindi tra l'autorità paterna e quella dello stato ha un determinato valore nello sviluppo del testo, il dilemma si muove da un ambito antropologico ad uno più strettamente storico e si aggrappa ad immagini legate al passato dell'impiegato e ad un eventuale futuro. L'illusione della realizzazione che si instaura su situazioni fatte di “alibi”, dati a se stesso per giustificare la meschinità dietro i rapporti che vengono evocati: Berto vecchio compagno di scuola, figura del ricordo che da un lato  rappresenta l'emarginazione e il rifiuto degli schemi prestabiliti, dall'altro una bassa estrazione sociale che non ha vie d'uscita e ricade nella propria disfatta. Una moglie che ha la doppia sembianza metaforica di compagna e prostituta, come a dichiarare la malattia di una relazione coniugale basata sulla soddisfazione del reciproco interesse, così che agli occhi dell'impiegato lei si trasforma oppure forse la prostituta che frequenta gli appare più “moglie” della moglie stessa, tanto da affermare “lei ha gli occhi di una donna che è mia”, ma che appartiene al pappone di turno; descritto come un forestiero con “un foglio di via”, per metterlo in relazione alle strutture del potere statale che gestiscono le cose attraverso le leggi oltre che per colorare la bassezza dell'ambientazione. Infine il rapporto filiale, anch'esso destinato al fallimento dove il figlio appare un “reietto della vita”, abbandonato a se stesso “non gli importa di alzarsi neppure quando è caduto”. &lt;br /&gt;Questi sogni realizzati dal giudice noumenico e satanico nella tentazione del potere concesso, vengono immediatamente rifiutati con una “bomba in testa” che “mette fuoco agli alibi”, alle giustificazioni ipocrite che il protagonista dà a se stesso per quella vita che ha potuto vivere in sogno. Alla fine del sogno la sua scelta non potrà essere altra che di rottura, distruttiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3291640309915166132?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3291640309915166132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3291640309915166132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3291640309915166132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3291640309915166132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-impiegato-n3.html' title='Storia di un impiegato, n.3'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3554588042759909104</id><published>2009-11-25T16:38:00.003+01:00</published><updated>2009-11-25T17:03:50.404+01:00</updated><title type='text'>Storia di un impiegato, n.2</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/c4/DeAndr%C3%A9_1960.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 390px; height: 500px;" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/c/c4/DeAndr%C3%A9_1960.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;La bomba in testa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...e io contavo i denti ai francobolli&lt;br /&gt;dicevo "grazie a dio" "buon natale"&lt;br /&gt;mi sentivo normale&lt;br /&gt;eppure i miei trent'anni&lt;br /&gt;erano pochi più dei loro&lt;br /&gt;ma non importa adesso torno al lavoro.&lt;br /&gt;Cantavano il disordine dei sogni&lt;br /&gt;gli ingrati del benessere francese&lt;br /&gt;e non davan l'idea&lt;br /&gt;di denunciare uomini al balcone&lt;br /&gt;di un solo maggio, di un unico paese,&lt;br /&gt;e io la faccia usata dal buonsenso&lt;br /&gt;ripeto "non vogliamoci del male"&lt;br /&gt;e non mi sento normale&lt;br /&gt;e mi sorprendo ancora&lt;br /&gt;a misurarmi su di loro&lt;br /&gt;e adesso è tardi, adesso torno al lavoro.&lt;br /&gt;Rischiavano la strada e per un uomo&lt;br /&gt;ci vuole pure un senso a sopportare&lt;br /&gt;di poter sanguinare&lt;br /&gt;e il senso non dev'essere rischiare&lt;br /&gt;ma forse non voler più sopportare.&lt;br /&gt;Chissà cosa si prova a liberare&lt;br /&gt;la fiducia nelle proprie tentazioni,&lt;br /&gt;allontanare gli intrusi&lt;br /&gt;dalle nostre emozioni,&lt;br /&gt;allontanarli in tempo&lt;br /&gt;e prima di trovarti solo&lt;br /&gt;con la paura di non tornare al lavoro.&lt;br /&gt;Rischiare libertà strada per strada,&lt;br /&gt;scordarsi le rotaie verso casa,&lt;br /&gt;io ne valgo la pena,&lt;br /&gt;per arrivare ad incontrar la gente&lt;br /&gt;senza dovermi fingere innocente.&lt;br /&gt;Mi sforzo di ripetermi con loro&lt;br /&gt;e più l'idea va dì là del vetro&lt;br /&gt;più mi lasciano indietro,&lt;br /&gt;per il coraggio insieme&lt;br /&gt;non so le regole del gioco&lt;br /&gt;senza la mia paura mi fido poco.&lt;br /&gt;Ormai sono in ritardo per gli amici&lt;br /&gt;per l'odio potrei farcela da solo&lt;br /&gt;illuminando al tritolo&lt;br /&gt;chi ha la faccia e mostra solo il viso&lt;br /&gt;sempre gradevole, sempre più impreciso.&lt;br /&gt;E l'esplosivo spacca, taglia, fruga&lt;br /&gt;tra gli ospiti di un ballo mascherato,&lt;br /&gt;io mi sono invitato&lt;br /&gt;a rilevar l'impronta&lt;br /&gt;dietro ogni maschera che salta&lt;br /&gt;e a non aver pietà per la mia prima volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se questo è certamente un album politico, allo stesso tempo è certamente una delle più innovative forme di narrazione tentate attraverso la canzone, almeno nel panorama italiano. La Bomba in testa apre a ventaglio il dipanarsi dei pensieri dell'impiegato, in un altalenarsi di istintività, ossessione e repressione della propria volontà. Crea ampi scorci sui dubbi  che attanagliano l'impiegato e allo stesso tempo ci trascina lungo la linea narrativa, portando avanti la storia. Subito viene presentato un elemento chiave della narrazione nel titolo: la bomba, inserito metaforicamente a significare una confusione di pensieri, ma anche rivelato come elemento attivo nell'intreccio al termine del testo della canzone. Lo stile narrativo di De André è tutto votato alla concisione, anche per i limiti strutturali della canzone, ma ne viene fuori una profondità di espressione difficilmente raggiungibile. Cosicché ad esempio con “Chissà cosa si prova a liberare la fiducia nelle proprie tentazioni, allontanare gli intrusi dalle nostre emozioni, allontanarli in tempo e prima di trovarti solo con la paura di non tornare al lavoro.”, delinea il quadro di un'interiorità complessa, affrontando temi di profondità e spessore, dove gli “intrusi delle emozioni” con un secco richiamo freudiano, presente in tutto l'album, non sono altro che le forze repressive del Super-ego, quelle assunzioni formali dell'interiorità che si sono sviluppate secondo l'educazione derivata dalla propria formazione, dalla società, dalla cultura. Il protagonista manifesta una coscienza della contraddizione tra i propri pensieri e l'aridità della sola “paura di &lt;span style="font-style:italic;"&gt;perdere&lt;/span&gt; il lavoro”, continuando a “misurare” ciò di cui sempre più diviene consapevole a ciò che trova nei giovani contestatori. In questo modo il tema della contestazione, può  raggiungere il valore più alto del proprio messaggio e del ruolo storico che ha avuto, perché è messo in scena il percorso che da una coscienza individuale parte fino a trasformarsi in collettività e all'inverso. Ma non è questo il solo tema dell'album, la storia continua e muta. L'impiegato non partecipa alla contestazione, ma “partecipa” alla reazione alla propria frustrazione, non assume nessuna coscienza collettiva, non diviene parte di un movimento ma resta chiuso nella propria individualità “Mi sforzo di ripetermi con loro e più l'idea va dì là del vetro più mi lasciano indietro, per il coraggio insieme non so le regole del gioco senza la mia paura mi fido poco. Ormai sono in ritardo per gli amici per l'odio potrei farcela da solo illuminando al tritolo chi ha la faccia e mostra solo il viso sempre gradevole, sempre più impreciso.”. Sta diventando appunto un bombarolo, alimentando il proprio odio con tutta l'ambiguità di un gesto masochistico, come se il sadismo porti con sé sempre una componente autolesionistica. La distruzione non è cristallizzata in una mera rivalsa, ma è già rigenerazione, perché manifesta il proprio lato creativo. Tutto ciò è possibile pensarlo in quanto quello che l'impiegato vuole far saltare in aria sono le ipocrisie fondanti la cultura stessa che lo ha cresciuto anch'egli finora ipocrita, la propria. Colta e straordinaria per l'utilizzo che De André ne fa, la metafora lunga delle maschere e del viso: per cui i disvalori della sopraffazione e della repressione, sono la “faccia” che i componenti della società “mascherano” come in un “ballo mascherato”, in questo c'è anche un sottile richiamo alla ripetitività dei gesti e delle situazioni in un rapporto di potere, dove le “maschere” sono gli illustri personaggi a cui i &lt;span style="font-style:italic;"&gt;buoni&lt;/span&gt; valori sono collegati (es. Cristo e la Bontà). L' “impronta” della verità è lasciata dalle “facce” sulle “maschere” e il protagonista vuole “rilevare” e rivelare quell'impronta, facendo “saltare” le maschere. Da qui nasce la quarta canzone, che prosegue la metafora, nella quale viene mostrato l'uso ipocrita che si fa di ogni personaggio-maschera in una complessa costruzione di rapporti tra le varie celebrità-simbolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Al ballo mascherato delle celebrità&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cristo drogato da troppe sconfitte&lt;br /&gt;cede alla complicità&lt;br /&gt;di Nobel che gli espone la praticità&lt;br /&gt;di un eventuale premio della bontà.&lt;br /&gt;Maria ignorata da un Edipo ormai scaltro&lt;br /&gt;mima una sua nostalgia di natività,&lt;br /&gt;io con la mia bomba porto la novità,&lt;br /&gt;la bomba che debutta in società,&lt;br /&gt;al ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;Dante alla porta di Paolo e Francesca&lt;br /&gt;spia chi fa meglio di lui:&lt;br /&gt;lì dietro si racconta un amore normale&lt;br /&gt;ma lui saprà poi renderlo tanto geniale.&lt;br /&gt;E il viaggio all'inferno ora fallo da solo&lt;br /&gt;con l'ultima invidia lasciata là sotto un lenzuolo,&lt;br /&gt;sorpresa sulla porta d'una felicità&lt;br /&gt;la bomba ha risparmiato la normalità,&lt;br /&gt;al ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;La bomba non ha una natura gentile&lt;br /&gt;ma spinta da imparzialità&lt;br /&gt;sconvolge l'improbabile intimità&lt;br /&gt;di un'apparente statua della Pietà.&lt;br /&gt;Grimilde di Manhattan, statua della libertà,&lt;br /&gt;adesso non ha più rivali la tua vanità&lt;br /&gt;e il gioco dello specchio non si ripeterà&lt;br /&gt;"sono più bella io o la statua della Pietà"&lt;br /&gt;dopo il ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;Nelson strappato al suo carnevale&lt;br /&gt;rincorre la sua identità&lt;br /&gt;e cerca la sua maschera, l'orgoglio, lo stile,&lt;br /&gt;impegnati sempre a vincere e mai a morire.&lt;br /&gt;Poi dalla feluca ormai a brandelli&lt;br /&gt;tenta di estrarre il coniglio della sua Trafalgar&lt;br /&gt;e nella sua agonia, sparsa di qua, di là,&lt;br /&gt;implora una Sant'Elena anche in comproprietà,&lt;br /&gt;al ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;Mio padre pretende aspirina ed affetto&lt;br /&gt;e inciampa nella sua autorità,&lt;br /&gt;affida a una vestaglia il suo ultimo ruolo&lt;br /&gt;ma lui esplode dopo, prima il suo decoro.&lt;br /&gt;Mia madre si approva in frantumi di specchio,&lt;br /&gt;dovrebbe accettare la bomba con serenità,&lt;br /&gt;il martirio è il suo mestiere, la sua vanità,&lt;br /&gt;ma ora accetta di morire soltanto a metà,&lt;br /&gt;la sua parte ancora viva le fa tanta pietà,&lt;br /&gt;al ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;Qualcuno ha lasciato la luna nel bagno&lt;br /&gt;accesa soltanto a metà&lt;br /&gt;quel poco che mi basta per contare i caduti,&lt;br /&gt;stupirmi della loro fragilità,&lt;br /&gt;e adesso puoi togliermi i piedi dal collo&lt;br /&gt;amico che mi hai insegnato il "come si fa"&lt;br /&gt;se no ti porto indietro di qualche minuto&lt;br /&gt;ti metto a conversare, ti ci metto seduto&lt;br /&gt;tra Nelson e la statua della Pietà,&lt;br /&gt;al ballo mascherato della celebrità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un ripetersi di nomi che fondano gran parte della cultura occidentale, si assiste ad un vero e proprio, ma complesso, ribaltamento dei valori che ogni personaggio simboleggia. Un ribaltamento che ha più la forma di una sconfessione e di uno svelamento. Cosicché il Cristo della bontà viene descritto con accenti masochistici e il sacrificio assume valore solo in relazione alla gloria/fama che ne deriva, ricadendo così nei meccanismi di vittimismo buonista attraverso la relazione con il bisogno per la società contemporanea di un premio alla bontà (pace) indetto da Nobel (più “pratico” di un intero Nuovo Testamento?!). La madonna viene descritta calcando l'accento sulla morbosità del rapporto materno rapportato all'Edipo freudiano, sembra quasi vittima di una “gravidanza isterica” cercando drammaticamente il suo figlio\Edipo che si nega poiché “ormai scaltro”, ossia consapevole del suo essere figlio e amante. Così vengono minati i valori della famiglia e della solidarietà sociale. Dante, simbolo della cultura e dell'arte, in realtà è chi incapace di vivere un amore lo spia e lo racconta straordinario, ma in verità era un “amore normale”, diviene così manifesta la menzogna  prodotta in risposta alle proprie debolezze. Nelle successive due strofe, De André inserisce una parola chiave per la sua poetica: “pietà” (“nella pietà che non cede al rancore, madre, ho imparato l'amore”, da Testamento di Tito). Sembra dire che la Libertà, che simboleggiata dalla Statua della Libertà in America, pare essere più che altro sinonimo di liberismo, dopo la bomba che smaschera i valori, resterà la sola, svelando quindi una società fondata sul proprio tornaconto e non sulla pietà umana, simboleggiata dalla “pietà” michelangiolesca: sublimazione di un amore materno verso il proprio figlio morto, che si fa amore universale verso il proprio Dio morto resuscitato per la salvezza, espressione di un sentimento complesso di difficile spiegazione. Con la figura di Nelson, pare si voglia colpire la vanagloria di tipo patriottico che è nascosta dietro ai personaggi storici e al loro ricordo e l'opposizione che nasce tra l'individuo e le necessità di una collettività quando sono in gioco falsi valori: “impegnati sempre a vincere &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ma&lt;/span&gt; mai a morire”, così che la vittoria di Trafalgar in cui Nelson morì sarebbe stata certo scambiata con un sconfitta e la prigionia a Sant'Elena dall'ammiraglio. Nelle successive strofe si passa ad una descrizione più intimista, entrano in gioco i genitori dell'impiegato, anche loro come gli altri personaggi veicolano valori e rappresentano l'educazione, l'autorità, il Super-ego. Il padre che pretende, come per debito di discendenza, le cure materiali e l'affetto indipendentemente da ciò che significa il suo essere padre, la piccola e meschina realtà da perpetuare che porta in dono al figlio insieme ad un “decoro” che maschera in realtà remissività e rassegnazione. Così come la madre che rincorre il modello femminile imposto, cercando gratificazione nel conformismo legato all'esteriorità, finendo per avere pietà della parte di sé soffocata che è rimasta “viva” dopo l'esplosione; la vanità era il suo martirio, la sua morte che la rendeva  una bella vittima. Da qui in poi entra in scena l'io del protagonista, che sembra dichiarare di stare sognando o di essere in una situazione tra la veglia e il sogno, attraverso immagini accostate come la “luna” e il “bagno” in un tipico meccanismo onirico, ipotesi presumibile per il fatto che la canzone successiva si intitola Sogno numero due. Il protagonista dichiara di sentirsi spinto, sente la pressione nel suo agire (“e adesso puoi togliermi i piedi dal collo amico che mi hai insegnato il "come si fa"), ma è probabilmente una pressione legata alla totalità degli eventi, dove l'”amico” indica certo anche il movimento di contestazione, come era stato in La bomba in testa. In questo passaggio si può appunto notare come qualsiasi forma di autorità, compresa quella anti-autorità, può essere messa tra le maschere, proprio tra “Nelson” simbolo di un potere militare e politico e la “pietà” simbolo della solidarietà umana (per questo “amico”) che però viene colpita anch'essa da una bomba che “non ha una natura gentile” ed è “spinta da imparzialità”. &lt;br /&gt;Si conclude così la prima canzone-viaggio nel mondo onirico dell'impiegato, che elabora inconsciamente il mutamento della sua coscienza verso quella che veniva chiamata “coscienza politica”, ma che è immersa necessariamente nel magma dell'interiorità dell'individuo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3554588042759909104?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3554588042759909104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3554588042759909104' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3554588042759909104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3554588042759909104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-impiegato-n2.html' title='Storia di un impiegato, n.2'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3338510901368235677</id><published>2009-11-24T13:58:00.010+01:00</published><updated>2011-10-01T16:16:35.641+02:00</updated><title type='text'>Storia di un impiegato, De André (1973)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i56.tinypic.com/2igm0rs.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 536px; height: 419px;" src="http://i56.tinypic.com/2igm0rs.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Provo un tentativo di interpretazione dei testi, di uno dei concept album di Fabrizio De Andrè, con la convinzione di trovarmi di fronte ad una delle opere più rappresentative del decennio 73-83, ovvero di quelli che furono chiamati "anni di piombo".&lt;br /&gt;Scriverò un post ogni due canzoni massimo, per agevolare la lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'album pare sia stato rinnegato dallo stesso autore, in quanto troppo dichiaratamente politico, credo però che a distanza di anni la chiara professione politica sia stata un elemento chiave per narrare con spessore e profondità il periodo, aggiungendo un valore di testimonianza e partecipazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Introduzione&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Lottavano così come si gioca ”, ovvero riconoscevano in se stessi una forza che spingeva tutti e che non era semplicemente assunta, ma che piuttosto sembrava una propensione, che quindi prendeva a colorarsi di una creatività, di un'estetica, profonda. Per questo accostabile al gioco, per la sua energia di immaginazione, per la sua capacità visionaria di trasformare la realtà.  &lt;br /&gt;Questo è possibile leggere nel solo primo verso di Storia di un impiegato (1973), certo intuendo il contesto che poi si verrà precisando con il secondo verso: “i cuccioli del maggio era normale”. Eppure al termine di Introduzione, prima traccia del concept album, è già tutto connotato diversamente. Fabrizio De André ha sì tracciato con una sola pennellata tutto il paesaggio sessantottesco, ma non solo, ha fatto molto altro, ha immediatamente immerso nella cattiva coscienza del protagonista, che poi si capirà essere un impiegato, l'ascoltatore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lottavano così come si gioca&lt;br /&gt;i cuccioli del maggio era normale&lt;br /&gt;loro avevano il tempo anche per la galera&lt;br /&gt;ad aspettarli fuori rimaneva&lt;br /&gt;la stessa rabbia la stessa primavera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Improvvisamente, quindi, veniamo calati nel punto di vista dell'impiegato, al quale con un gioco finissimo vengono messe in bocca o in testa le parole che perfettamente potrebbero descrivere il movimento sessantottesco, ma che dette o pensate con una accezione negativa vogliono più che altro addurre una giustificazione alla remissività del protagonista.&lt;br /&gt;Lui non ritroverebbe la “primavera” della vita, né la stessa forza interiore d'istintività propria della gioventù, se fosse portato in carcere come eversivo, quindi resta a guardare. Ancora un sottilissimo gioco narrativo, con l'inserimento di “rabbia” sia si connota positivamente come “forza di protesta, che parte da una istintività propria della gioventù” quella dei "cuccioli" del maggio, sia si descrive la paura-consapevolezza dell'impiegato della propria inettitudine che è come un vuoto morale.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Canzone del maggio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se il nostro maggio&lt;br /&gt;ha fatto a meno del vostro coraggio&lt;br /&gt;se la paura di guardare&lt;br /&gt;vi ha fatto chinare il mento&lt;br /&gt;se il fuoco ha risparmiato&lt;br /&gt;le vostre millecento&lt;br /&gt;anche se voi vi credete assolti&lt;br /&gt;siete lo stesso coinvolti.&lt;br /&gt;E se vi siete detti&lt;br /&gt;non sta succedendo niente,&lt;br /&gt;le fabbriche riapriranno,&lt;br /&gt;arresteranno qualche studente&lt;br /&gt;convinti che fosse un gioco&lt;br /&gt;a cui avremmo giocato poco&lt;br /&gt;provate pure a credervi assolti&lt;br /&gt;siete lo stesso coinvolti.&lt;br /&gt;Anche se avete chiuso&lt;br /&gt;le vostre porte sul nostro muso&lt;br /&gt;la notte che le "pantere"&lt;br /&gt;ci mordevano il sedere&lt;br /&gt;lasciandoci in buonafede&lt;br /&gt;massacrare sui marciapiede&lt;br /&gt;anche se ora ve ne fregate,&lt;br /&gt;voi quella notte voi c'eravate.&lt;br /&gt;E se nei vostri quartieri&lt;br /&gt;tutto è rimasto come ieri,&lt;br /&gt;senza le barricate&lt;br /&gt;senza feriti, senza granate,&lt;br /&gt;se avete preso per buone&lt;br /&gt;le "verità" della televisione&lt;br /&gt;anche se allora vi siete assolti&lt;br /&gt;siete lo stesso coinvolti.&lt;br /&gt;E se credete ora&lt;br /&gt;che tutto sia come prima&lt;br /&gt;perché avete votato ancora&lt;br /&gt;la sicurezza, la disciplina,&lt;br /&gt;convinti di allontanare&lt;br /&gt;la paura di cambiare&lt;br /&gt;verremo ancora alle vostre porte&lt;br /&gt;e grideremo ancora più forte&lt;br /&gt;per quanto voi vi crediate assolti&lt;br /&gt;siete per sempre coinvolti,&lt;br /&gt;per quanto voi vi crediate assolti&lt;br /&gt;siete per sempre coinvolti..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grado zero della narrazione. Scompare il punto di vista dell'impiegato, cosicché la canzone possa fare da connettore a più livelli: si potrebbe ritenerla l'oggetto fisico, ovvero la canzone effettiva che si cantava per le strade durante quel periodo, che simboleggia tutto l'imporsi delle vicende agli occhi dell'impiegato con la loro pregnanza e evidenza violenta. Unisce quindi sintatticamente Introduzione a La bomba in testa (terza traccia dell'albuma) come una congiunzione (elemento fisico, significante) e anche tematicamente, in La bomba in testa infatti si ritorna all'interno del punto di vista dell'impiegato.&lt;br /&gt;Il canto porta l'evidenza dell'ipocrisia piccolo borghese con una violenza espressiva rivolta direttamente alle orecchie di ascolta, allegoricamente noi, ma letteralmente l'impiegato.&lt;br /&gt;Il rapporto tra "l'essere assolto" e "l'essere coinvolto" si diramerà in tutto l'album, come una profezia da cui non si ha la possibilità di liberarsi, ma che richiedendo una risposta trasforma la reazione in ossessione, introducendo un incredibile spessore psicologico nell'intero discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. A Caddu che parlando di De André, mi ha fatto venir voglia di scriverne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3338510901368235677?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3338510901368235677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3338510901368235677' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3338510901368235677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3338510901368235677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/11/storia-di-un-impiegato-de-andre-1973.html' title='Storia di un impiegato, De André (1973)'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i56.tinypic.com/2igm0rs_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5773578086311010138</id><published>2009-11-17T23:29:00.003+01:00</published><updated>2010-01-05T19:50:42.081+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Recensione: LO SPAZIO BIANCO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/SwMkOmCEoxI/AAAAAAAAAAs/sDuDCdPK6pc/s1600/Lo-spazio-bianco-Margherita-Buy-Salvatore-Cantalupo-Antonia-Truppo-Gaetano-Bruno-20_mid.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 400px; FLOAT: right; HEIGHT: 267px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405203810920735506" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/SwMkOmCEoxI/AAAAAAAAAAs/sDuDCdPK6pc/s400/Lo-spazio-bianco-Margherita-Buy-Salvatore-Cantalupo-Antonia-Truppo-Gaetano-Bruno-20_mid.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ormai è passata qualche settimana da quando ho visto Lo spazio bianco, eppure le emozioni che mi ha suscitato questa pellicola sono vivide e persistenti come le immagini che la compongono. Non voglio raccontare di cosa parla il film ma solo dare un parere, uno scorcio di cosa il cinema può; l'intimità che  &lt;strong&gt;Francesca Comencini&lt;/strong&gt; riesce a trasmettere allo spettatore che guarda scorrere davanti lo schermo la storia personalissima di una donna alle prese con una gravidanza inaspettata e pergiunta prematura è impareggiabile. Ci si sente quasi degli spettatori indiscreti, imbarazzati davanti alla sincerità che esprime ogni respiro della protagonista, ci verrebbe da chiedere scusa allo schermo e ringraziare defilandoci. Non solo le sensazioni fanno di questo film, a mio avviso un bel film, lo è anche perchè è sorretto dalla attrice italiana contemporanea esageratamente migliore di ogni altra (&lt;strong&gt;Margherita Buy&lt;/strong&gt;) e accompagnato da una elegante fotografia di &lt;strong&gt;Luca Bigazzi&lt;/strong&gt;; la colonna sonora risulta raffinata e azzaccatissima con brani di &lt;strong&gt;Nina Simone, Ella Fitzgerald, Lali Puna e Cat Power&lt;/strong&gt; solo per citarne alcuni, ma anche Blondie e molti altri, insomma un gran bel contorno. Detto questo non voglio aggingere altra carne al fuoco, ma solo consigliare a tutti una buona visione e  di lasciarvi trasportare dentro la vita di questa eroina moderna, parleremo poi, qui, dei pareri specifici sul film per chi lo vorrà...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5773578086311010138?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5773578086311010138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5773578086311010138' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5773578086311010138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5773578086311010138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/11/recensione-lo-spazio-bianco.html' title='Recensione: LO SPAZIO BIANCO'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/SwMkOmCEoxI/AAAAAAAAAAs/sDuDCdPK6pc/s72-c/Lo-spazio-bianco-Margherita-Buy-Salvatore-Cantalupo-Antonia-Truppo-Gaetano-Bruno-20_mid.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3517629200465562812</id><published>2009-11-03T15:06:00.004+01:00</published><updated>2010-01-09T13:00:54.456+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><title type='text'>Rubrica: Edvard Munch, Pubertà</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SvA5Vmr00tI/AAAAAAAAAFU/RO8z-3w0VfU/s1600-h/Puberta%27.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SvA5Vmr00tI/AAAAAAAAAFU/RO8z-3w0VfU/s400/Puberta%27.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5399878996541625042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Appendo alla parete un'immagine che difficilmente riuscirò a slegare dall'influenza che ha nel caratterizzare il resto; in questo caso la pagina, il blu dello sfondo, il colore del testo, lo schermo, il mio portatile, l'ora del giorno o della notte...&lt;br /&gt;Non è che in questo momento mi senta molto propenso a confidenze, così forse il tono è piuttosto un'inclinazione suggerita, una suggestione, che un imbonimento. Un po' nello stesso modo in cui l'intimità del quadro di Munch è già, dal momento in cui nasce alla sensibilità, accompagnata dal suo negativo, da una degradazione. Se si volesse descrivere Pubertà in ciò che raffigura si parlerebbe di un nudo, in particolare di un'adolescente nuda seduta su un letto spoglio, all'interno di una stanza altrettanto spoglia e si potrebbe dire, non erroneamente, che l'insieme di queste caratteristiche nella loro osmosi produce la sensazione di degrado e di nausea nell'immagine, come nel tentativo di mostrare l'interiorità della ragazza, di definirla. Allo stesso modo ad aumentare quest'impressione, oltre al tratto caratteristico di Munch e al suo cromatismo, contribuisce la densità iconica che l'ombra della figura femminile ha rispetto al resto degli elementi. Questa ombra letteralmente "incombe" su di lei, presagio di morte forse, certamente della sua presenza fatalistica o metaforica, ma anche dell'esistenza esasperata di una presenza. Spesso nei quadri di Munch le presenze, di qualsiasi natura esse siano, de-formano l'ambiente che le contiene attraverso tutta la loro esistenza, spesso aggiungendo sostanza alla loro figura per mostrare uno stato interiore. L'interiorità altera la realtà e Munch la dipinge. &lt;br /&gt;Ciò che però mi ha portato a scegliere in particolare Pubertà, non è il fatto di preferirla per gusto ad altri suoi dipinti, piuttosto è una riflessione intorno allo sguardo, che credo mi abbia aiutato a capire di più questo artista. A seconda del quadro di Munch che si ha sotto gli occhi, è più o meno semplice affermare se sia l'interiorità dei personaggi ritratti o quella del pittore ad alterare la realtà in cui i personaggi sono immersi. Ovvero se sia una interpretazione o una visione di Munch a far nascere l'immagine. &lt;br /&gt;Accostando Pubertà ad altri nudi, come quelli di Tiziano, di Goya o di Manet, si potrebbe quasi affermare che il soggetto del dipinto si sposti dalla figura rappresentata all'intenzionalità della rappresentazione o se si vuole dello sguardo. In Tiziano, in Goya o Manet, sebbene in modo molto diverso, la rappresentazione di nudi pare coniugare l'intenzionalità dello sguardo dell'artista che propriamente "sveste" la realtà svelando la costante brama del suo sguardo che deve raggiungere sempre più a fondo l'immagine che ritrae per poterla rappresentare, alla figura rappresentata, che essendo un nudo simboleggia maliziosamente tale sguardo. L'artista rinnova e ci mostra il nostro nuovo modo di guardare, che è un tentativo costante di svelare e nasconde una bramosia conoscitiva con forti accenti sessuali. Ma Munch in Pubertà fa un passo ulteriore, non è più una giovane donna piacente a essere ritratta nella sua floridezza, ma un'adolescente o forse ancor più la sua pubertà, ossia il periodo di trasformazione del suo corpo e la trasformazione interiore che ne consegue. E' il gesto ad avere un valore ancor più rivelatore rispetto ai suoi predecessori, visto che le mani giunte a nascondere il proprio sesso e la postura complessiva della ragazza esprimono la sua consapevolezza e il suo sguardo paura, perplessità e fragilità. Di conseguenza la malizia simbolica del nudo, non sta più solo a simboleggiare l'intenzionalità possessiva dello sguardo dell'artista (così come dello spettatore/società) che rimane presente nella sua forza, ma anche la consapevolezza del soggetto ritratto di poter essere oggetto di desiderio e possesso, di star subendo una trasformazione che assume su di sé la propria ambiguità. E' così che a divenire soggetto del dipinto è propriamente la reciprocità di sguardi tra l'artista/spettatore e la ragazza pubescente che perpetuamente continua a realizzarsi ad ogni visione del quadro, dimostrando l'incredibile novità di Munch. &lt;br /&gt;Seguendo questa interpretazione è interessante notare come aumenti la drammaticità del quadro inserendovi la lettura dei temi topici di Munch: la morte, l'angoscia, il dolore.&lt;br /&gt;L'artista traducendo in opera la reciprocità degli sguardi tra lo spettatore e la figura rappresentata può enfatizzare la drammatica dicotomia di Eros e Thantos, a lui cara, dove l'erotismo incastrato nell'intenzionalità dello sguardo dello spettatore si scontra con la consapevolezza di un mutamento del corpo, che più che richiamare la nascita è già annuncio di caducità, di transitorietà, il tempo agisce sul corpo. Il sentimento di morte è evidente per lo spettatore che lo vive in relazione all'erotismo evocato ed è solo un presagio sul viso emaciato della pubescente, un'ombra che incombe, minacciosa per lo spettatore stesso nel suo protendersi. La coscienza della morte, l'angoscia Kirkegaardiana, corre così sullo sguardo dello spettatore verso la sua interiorità, come dall'interiorità di Munch aveva portato a trasformare quell'immagine nel suo dipinto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3517629200465562812?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3517629200465562812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3517629200465562812' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3517629200465562812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3517629200465562812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/11/rubrica-edvard-munch-puberta.html' title='Rubrica: Edvard Munch, Pubertà'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SvA5Vmr00tI/AAAAAAAAAFU/RO8z-3w0VfU/s72-c/Puberta%27.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5738775418997570012</id><published>2009-08-20T12:37:00.006+02:00</published><updated>2010-02-06T14:00:21.442+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Settimo lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://gallery.giovani.it/gruppi/img/contenuti/2007/11/27/l-isola-dei-morti-bocklin_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 500px; height: 357px;" src="http://gallery.giovani.it/gruppi/img/contenuti/2007/11/27/l-isola-dei-morti-bocklin_zoom.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indispensabile ormai è riconoscere una sensibilità che credo sia stata oggetto di mistificazioni, a causa di sovrastrutture culturali e cattiva coscienza, anche nella più onesta e sofferta ricerca dell'autenticità. Questa sensibilità che è propria degli esseri umani e che pascaleanamente penso possa considerarsi il vertice del percorso mentale (uso questo aggettivo evidenziandolo e non "spirituale", perché confonderebbe) di un essere umano, è un sentimento teso al sacro, una sorta credo di espressione profonda e necessariamente impensata di un illimitato, che ricade anche in una dimensione assolutamente sentimentale, che è qualcosa di diverso da una dimensione puramente emotiva e da una sensibile, perché è origine e movente dell'opera, non conseguenza. Quando parlo di opera, forse dovrei parlare di atto sia in potenza che in fatto, ma voglio aprire questo termine a tutto il ventaglio di significati che lo caratterizza, finanche a "opera" come oggetto d'arte.&lt;br /&gt;Per dare risonanza a questo mio discorso, così preciso nel mio tentativo di riconoscerlo tale, eppure così vago da continuare in un certo senso a sfuggirmi, offro questa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Incoraggiamento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eco del cielo! cuore sacro! perché,&lt;br /&gt;  Perché rimani muto tra i mortali?&lt;br /&gt;     E riposi nel sonno, da uomini senza Dei&lt;br /&gt;       Bandito ogni giorno nella notte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fiorisce, come un tempo, per te la madre, la terra?&lt;br /&gt;  Non fioriscono nel chiaro etere le stelle?&lt;br /&gt;    E non vige ovunque la legge dello &lt;br /&gt;      Spirito e dell'amore, ora e per sempre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu solo no, non più! ma ti ammoniscono i Celesti,&lt;br /&gt;  E quieto ondeggia, plasmando, come un campo spoglio,&lt;br /&gt;    Il respiro della natura su di noi, che &lt;br /&gt;      Pervaso dall'anima tutto rasserena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O speranza! assai presto i boschi non&lt;br /&gt;  Canteranno soli la lode degli Dei, perché verrà il tempo&lt;br /&gt;    Quando dalla bocca degli uomini &lt;br /&gt;      L'anima, l'anima divina, si annuncerà di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E i nostri giorni saranno ancora come fiori,&lt;br /&gt;  E lui, il quieto sole celeste, dispensato in alternanza,&lt;br /&gt;    Vedrà la propria immagine e&lt;br /&gt;      Lieta nei lieti si riconoscerà la luce,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E amando con più forza, alleato dei mortali,&lt;br /&gt;  Vivrà l'Elemento e con ricchezza,&lt;br /&gt;    Nella gratitudine dei devoti figli, la forza&lt;br /&gt;      Della terra, infinita, si dispiegherà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed egli che tacito impera, preparando&lt;br /&gt;  Il futuro ignoto, il Dio, lo spirito&lt;br /&gt;    Nella parola umana, nel giorno magnifico&lt;br /&gt;      Con nomi, come un tempo, tornerà a chiamarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Friedrich Holderlin, Incoraggiamento, prima stesura)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non va confusa, a mio avviso, questa Ode, con un rinnovato annuncio del Salvatore in senso cristiano. E' evidente come Holderlin vada alla radice del linguaggio religioso, in questo testo c'è richiamo sia alla tradizione greca, che a quella ebraica, che a quella orientale, o animistica (si pensi al ruolo della natura).&lt;br /&gt;Più in profondità, quindi, c'è un diffuso rifluire di un canto originario, pre-culturale, fondativo. Nello stesso senso e non in uno parziale o specifico di una determinata-determinabile confessione, vuole essere il mio intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ex-titolum:...in eterno ritorno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5738775418997570012?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5738775418997570012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5738775418997570012' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5738775418997570012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5738775418997570012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/08/settimo-lancio.html' title='Settimo lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1631886347679834789</id><published>2009-07-05T12:59:00.004+02:00</published><updated>2010-02-06T13:59:50.803+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Sesto lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.henricartierbresson.org/prix/redimg/photo.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 272px; height: 397px;" src="http://www.henricartierbresson.org/prix/redimg/photo.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ricordo di una lettura. Rilettura. Una lettura che sembrava un sigillo ultimo, il sigillo si ripete. In questo caso fonde è di cera cremisi e ha un indistinguibile marchio, quello dell'autore. Allora più che fondere il cremisi, ardeva di rosso pulsante. Cera cremisi, fonderla, un foglio, spedito...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a challange to the dark&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;shot in the eye&lt;br /&gt;shot in the brain&lt;br /&gt;shot in the ass&lt;br /&gt;shot like a flower in the dance&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;amazing how death wins hands down&lt;br /&gt;amazing how much credence is given to idiot forms of &lt;br /&gt;life&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;amazing how laughter has been drowned out&lt;br /&gt;amazing how viciousness is such a costant &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;i must soon declare my own war on their war&lt;br /&gt;i must hold to my last piece of ground&lt;br /&gt;i must protect the small space i have made that has&lt;br /&gt;allowed me life&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;my life not their death&lt;br /&gt;my death not their death&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;this place, this time, now&lt;br /&gt;i vow to the sun&lt;br /&gt;that i will laugh the good laugh one again&lt;br /&gt;in the perfect place of me&lt;br /&gt;forever.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;their  death not my life.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Charles Bukowski, Betting on the Muse: Poems &amp; Stories)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;una sfida alle tenebre &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;colpito in un occhio&lt;br /&gt;colpito nel cervello&lt;br /&gt;colpito nel culo&lt;br /&gt;colpito come un fiore nella danza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;meraviglioso come la morte vince a mani basse&lt;br /&gt;meraviglioso come prestiamo fede a stupide forme di vita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;meraviglioso come il riso sia stato soffocato&lt;br /&gt;meraviglioso come la malvagità sia così una costante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;devo presto dichiarare la mia propria guerra alla loro guerra&lt;br /&gt;devo difendere il mio ultimo pezzo di terra&lt;br /&gt;devo proteggere il piccolo spazio che mi sono fatto e che mi ha &lt;br /&gt;permesso di vivere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la mia vita non la loro morte&lt;br /&gt;la mia morte non la loro morte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;in questo posto, in questo tempo, ora&lt;br /&gt;faccio voto al sole&lt;br /&gt;che ancora una volta riderò di cuore&lt;br /&gt;nel mio posto perfetto &lt;br /&gt;per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la loro morte non la mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ex titolum:...au bout de la nuit&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1631886347679834789?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1631886347679834789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1631886347679834789' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1631886347679834789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1631886347679834789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/07/sesto-lancio.html' title='Sesto lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-2932000468352345328</id><published>2009-06-05T17:45:00.005+02:00</published><updated>2011-10-04T11:48:23.995+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Antichrist di Lars Von Trier</title><content type='html'>&lt;a href="http://static.blogo.it/cineblog/nuove-immagini-di-antichrist-di-lars-von-trier/big_3.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="168" src="http://static.blogo.it/cineblog/nuove-immagini-di-antichrist-di-lars-von-trier/big_3.jpg" style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt;" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quando faccio un film il primo che voglio provocare è me stesso", questa è una delle risposte date da Lars von Trier all'insinuazione-critica piuttosto condivisa sul fatto che generalmente i suoi film sono provocatori, spesso specificando più incisivamente con un "sterili provocazioni". La risposta del regista appare quanto mai interessante, sopratutto se si pone l'attenzione sul suo carattere di testimonianza di poetica più che su quello di controbattuta in uno scambio di pseudo-opinioni. Provocare se stessi attraverso l'atto creativo e inoltre vedersi provocati dalla propria opera filmica compiuta. E' come se Von Trier ci stesse dicendo che il suo processo creativo, ma anche più semplicemente come direbbe lui il suo modo di lavorare, che è noto essere complesso e rigoroso ai limiti dell'ossessività, tenda alla costante ricerca di elementi di cui egli non ha possesso, o comunque piena coscienza, tanto da creare un distacco tra l'opera e l'autore. Si potrebbe affermare che è una caratteristica comune del fare artistico, ma qui si tratta di assumerlo come principio della propria poetica: è l'autore che teorizza una "maniera" di agire ad arte, poiesis, affinché il proprio prodotto si estranei a tal punto dall'autore da "provocarlo", ossia da porlo in uno stato di problematicità, dubbio, mutamento.&lt;br /&gt;Nel caso di Antichrist, tale interpretazione è più direttamente evidente se si prendono in considerazione le successive dichiarazioni di Von Trier che spiegano come il girare questo film sia valso da terapia psicanalitica per il regista, che aveva passato gli ultimi anni in analisi per superare la depressione. Ma ci dà il via per una lettura particolare anche del film in sé.&lt;br /&gt;Cominciamo da un interrogativo, cosa indica il titolo Antichrist? A stare a quanto dichiarato dal regista, in parte il titolo è stato un richiamo al noto testo di Nietzsche, che è propriamente un saggio di critica al cristianesimo, tesi principale del saggio è la contraddizione insita nella dottrina cristiana che si fonda su una filosofia della "colpa" e su una professione della "debolezza" opponendosi al principale istinto naturale umano dell'autoconservazione. Il film però non fa accenni al cristianesimo, se non molto indirettamente attraverso alcuni elementi della narrazione in cui si parla della persecuzione delle streghe nel sedicesimo secolo, né si può trovare un qualche parallelismo con alcuni temi dell'analisi nietzscheana se non per antitesi: in sostanza gli istinti naturali che caratterizzano l'uomo e gli animali non si fondano su un principio di autoconservazione per Von Trier, ma semmai su uno di sopraffazione, che nell'uomo si accosta ad un elemento coscienziale-razionale che porta anche, ma non solo, a stati di "senso della colpa", ossia ad un prodotto di quello che si può definire senso morale. Tuttavia alcuni elementi del film sono di chiaro carattere biblico: il rifugio nel bosco dove i due protagonisti vivranno per la maggior parte del film è in un luogo chiamato Eden; non vengono mai pronunciati i nomi dei due come a suggerire una universalizzazione di ognuno a simboleggiare il genere maschile e il femminile (Adamo ed Eva? forse solo per il richiamo al carattere-simbolo di progenitori); l'uso di una diffusa simbologia, oltre che i temi chiave della nascita e della morte.&lt;br /&gt;In secondo luogo se si volesse accostare la descrizione di Anticrsito ad uno dei personaggi si verrebbe a caratterizzarli in modo eccessivo, sminuendo il ruolo degli altri. Appare più interessante  porsi in una prospettiva per cui ognuno di essi concorre a sviluppare l'idea-figura dell’Anticristo, finanche il bambino "suicida" che è spinto appunto dalla sua innocenza verso la morte e che si contrappone ad un Cristo-bambino della nascita "eterna". L’approccio assistenziale, che il protagonista maschile (interpretato da Willem Dafoe) ha verso la moglie (Charlotte Gainsbourg), le sue convinzioni razionalistiche, essendo uno psicanalista, e alcuni dei commenti di lei, non fanno che evidenziare una visione logocentrica del mondo, tale per cui ogni allontanamento da una "normalità", sancita dalla società umana (occidentale) secondo un necessaria regolamentazione morale, è una "MALattia" (la radice "male", ha più valore in tale contesto). E mostra più in profondità la morbosità dell’approccio razionalistico, che coniuga tensione al dominio (Adorno) e rifiuto della creaturalità, della materia in quanto carne; tanto più che essendo uno psicanalista, non ha l’approccio puramente positivistico di rifiuto verso l’interiorità, ma vive “professionalmente” la consapevolezza della psiche umana. Caratteristiche che lo porteranno verso l’esperienza di una ineluttabile perdita di controllo (dominio), che avviene come fosse una trasformazione, un percorso rigenerativo fondato sul sentimento-tema della paura. Il suo percorso verso l’Anticristo è quello della perdita del Sé verso una animalità di eco mitica: il finale richiama per opposizione la salita al Golgota, ma anche il Tabor della trasfigurazione di Cristo; mentre per affinità, forse propriamente una citazione, il finale rappresenta il compimento del rito sabbatico che richiamandosi ai riti bacchici, dove il dio Dioniso (che per la filologia classica è ricordato anche nella forma di bambino, ed è accostato spesso alla figura del Cristo) compariva per essere attaccato dalle baccanti, mostra una schiera di donne, nel film anime, che rincorrono il dio, nel film l’uomo (ma anche forse il Satana dei riti sabbatici).&lt;br /&gt;La componente mitica, ossia quella che non solo allegorizza gli elementi narrativi come la natura, ma che inoltre riconduce ad una visione di una realtà sconosciuta, non dominabile, che racchiude in sé dei parossismi di senso che restano non svelabili, permette un accostamento del film alle narrazioni epiche classiche o meglio a quelle speciali narrazioni epiche che sono i testi sacri.&lt;br /&gt;Questa componente preponderante è una delle possibili interpretazioni del comportamento del soggetto-natura: gli animali oltre che compiere atti inusuali, ad un certo punto parlano, usando una linguaggio sentenzioso e sibillino, oracoli di un mondo ancora dominato dalle forze naturali, si dichiarano apertamente e attraverso questo punto di visto perdono la venatura grottesca che una scena come quella di una volpe automutilata che annuncia: “Il caos regna!” come una rivelazione minacciosa, poteva avere. Altra possibile interpretazione è quella che indica come allucinazioni di lui, l’unico a vedere gli animali comportarsi in questi strani modi, queste manifestazioni, ricalcando sull’aspetto psicologico, che però limiterebbe il film ad un horror-psicologico, togliendone il fascino allegorico e metafisico.&lt;br /&gt;Di natura certamente psicologica, tant’è che i suoi comportamenti ricalcano gli stadi di passaggio da un disturbo dell’umore a un disturbo della personalità, sono i comportamenti della protagonista femminile. Così come posso assumere simbologia psicanalitica alcuni elementi: la casa come luogo dell’io, il bosco come brulicante Es, le azioni e le reazioni di allontanamento dal Es come Super-io. Riproponendo anche un parallelismo con l’epos classica e i suoi miti, si potrebbe azzardare la denominazione del suo percorso di svelamento del proprio inconscio, come un “nostos”, un viaggio di ritorno, nel quale da dover abbandonare è la zavorra di un passato di morte, la morte del figlio, che è anche un passato di colpa, il fatto di non essere stata talmente madre da salvarlo, rivelando così a se stessa la propria naturalità che appunto è di natura matrigna, come lo è la Natura che circonda i personaggi. Il male è fondativo della vita e la protagonista spinta a tornare a rivelarselo dal marito: ogni gioco psicanalitico la porta ad affrontare le sue paure e ad immedesimarsi con ciò che esse comportano: la violenza; la protagonista appunto finisce per maturare un disturbo, che è immedesimazione con il male, ma non nel senso in cui ella sceglie il male, ma nel senso in cui ella lo compie, questo è il suo aspetto da Anticristo, esattamente come a compierlo sono gli elementi della natura, in un ciclo costante di sopraffazione e rinascita. Tanto che sarà vittima proprio di tale ciclo, sarà il marito, dopo averla uccisa, a compiere lo stadio finale del nostos, un ritorno al luogo di un infanzia mitica, l’infanzia naturale del figlio che si sentiva attratto da quella Natura fascinosa e avvolgente. Tanto più che nella scena finale egli non ha affatto l'espressione di una colpevolezza, ma diversamente un'innocente ferinità, come quella degli occhi di un qualsiasi animale.&lt;br /&gt;Il percorso e processo è compiuto e si può anche ritornare al collegamento iniziale con la poetica di Lars Von Trier: proprio come un “nostos”, il percorso dell’atto creativo di Von Trier è quello di un tentativo di recuperare attraverso l’opera artistica l’esperienza formativa che ha portato al suo compimento, non più attraverso il fare poietico dell’artista, ma attraverso l’assistere dinamico e rigenerativo alla propria opera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. E' un film su cui si avrebbe molto altro da dire. Passibile di molte interpretazioni, può aprire a vari temi e discussioni.&lt;br /&gt;Voglio solo far notare in più che Lars Von Trier lo dedica ad uno dei registi più amati da lui e da noi del blog, Andrei Tarkovski, anche per questo è stata scelta quella foto per il post, dove si nota come Von Trier per vitalizzare la natura abbia scelto un'ambientazione che richiama molto quella di Lo Specchio, il film più intimo del grande cineasta russo che parla della propria infanzia, a cui come per un parallelismo extra-diegetico si ricollega la nostra interpretazione in chiave di un "ritorno al luogo di una infanzia mitica" di Antichrist.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-2932000468352345328?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/2932000468352345328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=2932000468352345328' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2932000468352345328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2932000468352345328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/06/antichrist-di-lars-von-trier.html' title='Antichrist di Lars Von Trier'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1846043710006739737</id><published>2009-04-08T14:23:00.002+02:00</published><updated>2009-04-08T14:28:14.639+02:00</updated><title type='text'>Il richiamo di Lighea...La risposta di Zingaretti</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdyXkrb9L_I/AAAAAAAAAAk/Tigykt_eGgg/s1600-h/mucha-1898ax.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5322295516036149234" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 197px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdyXkrb9L_I/AAAAAAAAAAk/Tigykt_eGgg/s320/mucha-1898ax.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; Le mani si muovono, ipnotiche disegnano cerchi, fendendo il buio con la rude eleganza di ampi gesti. Tutto un corpo al servizio del racconto. Luca Zingaretti è un prestigiatore, non ho dubbi, calca un metro quadro di palcoscenico costretto dalla staticità di un leggìo, ma è come se lo possedesse per intero. Calamita lo spettatore non c’è che da togliersi il cappello.&lt;br /&gt;L’attore non è che un veicolo e più è bravo, più sa farsi modestamente da parte, sciogliendosi, lasciandosi possedere dal personaggio, o dai personaggi come nel caso di una lettura. Una voce e un corpo concreto si materializzano per personalità che esistono solo sulla pagina.&lt;br /&gt;Con lo spettacolo La Sirena, abbiamo l’occasione di tornare bambini. Bramosi ed attenti, è così che ci vuole il buon istrione, per permetterci di scivolare in una favola, che come nelle migliori tradizioni non ha nulla di infantile, all’infuori del gusto per il magnifico. Tomasi di Lampedusa ritrova l’occasione per ricordare malinconicamente la sua terra, una Sicilia incantata ed ipnotica raccontata nostalgicamente da chi vi è nato e vi ha educato i sensi, che a distanza di decenni non dimenticano la prepotenza archetipica dei sapori e profumi di quella premurosa e carnale madre.&lt;br /&gt;Il racconto Lighea, fu l’ultimo scritto dall’autore, pochi mesi prima di morire per malattia; può essere visto, dunque, come una estrema dichiarazione della propria visione del mondo, il che giustifica anche un ritorno alla giovinezza, al ricordo dell’età dell’oro.&lt;br /&gt;La storia viene costruita su due livelli di narrazione, l’uno a fare da cornice all’altro. Il narratore è un giovane e distinto giornalista, ultimo discendente dei Corbera di Salina. Un uomo azzimato e tutto proteso alla conquista anche simultanea di più “tote”, che ovviamente scoprendo la sua natura da conquistatore lo hanno ridotto ad una prostrazione misantropica, dovuta alle ferite al proprio fragile ego maschile.&lt;br /&gt;Siamo nell’urbanissima e composta Torino del 1938, lo scenario è un pigro e decadente caffè di via Po, definito a più riprese “Erebo spettrale” o “Ade popolato di larve”, un non luogo, dove ognuno sosta convinto di rimanere nella sua solinga tranquillità. Qui il redattore, viene affascinato da un avventore abituale, che sin dall’inizio è presentato come strano, sporco e dalle poco ortodosse abitudini, inavvicinabile nella sua assorta contemplazione di riviste archeologiche. Un vecchio intabarrato, sgualcito, elegante nel suo genere, ma ormai logoro dal tempo come il cappotto che indossa, capace di dimostrare umanità solo dinnanzi alla beffarda bellezza di statue arcaiche (non posso evitare di pensare a Jules e Jim!). Con il tempo, serata dopo serata, il protagonista prende informazioni, scoprendo che quell’ometto grifagno in realtà è un notabile della città, uno stimato grecista, famoso in tutte le università del continente. La curiosità, per i suoi modi bruschi lo porterà ad avvicinarsi e a scoprirlo suo conterraneo. Da questo amore comune nascerà una amicizia, scandita a ritmo di iniziazione sensuale; come in un crescendo veniamo trascinati sempre più a fondo, perdendoci negli abissi, rimanendo quasi senz’aria, per scoprire le origini della visione del mondo del misantropo professore... Colui che non può più amare niente di umano, nessun sentimento, nessuna sensazione, poichè li ha conosciuti allo stato puro, incontaminati, prepotenti, di divina e cruda ascendenza. Come sopravvivere ad un mondo sottotono, quando si conoscono degli accordi tanto suggestivi? Forse semplicemente ci si lascia vivere, aspettando con ansia il richiamo della perduta Sirena.&lt;br /&gt;“Mi voltai e la vidi […] il volto liscio di una sedicenne emergeva dal mare. […] Sono Lighea, sono figlia di Calliope. […] Mi piaci, prendimi [...] Il maggior sortilegio di Lighea è proprio quello operato dal suono della sua voce: un po’ gutturale, velata, risonante di armonici innumerevoli. […] Il suo parlare era di un’immediatezza potente che ho ritrovato soltanto in pochi grandi poeti.”&lt;br /&gt;La storia procede fino all’epilogo in cui, l’Allora e il Qui si ritrovano, si toccano e il cerchio ancora una volta si chiude. Come nel mito tutto torna in perfetto ed Armonico equilibrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ricorda, quando sarai stanco, quando non ne potrai proprio più, non avrai che da sporgerti sul mare e chiamarmi: io sarò sempre lì e la tua sete di sonno sarà saziata”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Zingaretti conclude lo spettacolo con un regalo... “Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”...A voi ogni possibile parallelismo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1846043710006739737?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1846043710006739737/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1846043710006739737' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1846043710006739737'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1846043710006739737'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/04/il-richiamo-di-ligheala-risposta-di.html' title='Il richiamo di Lighea...La risposta di Zingaretti'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdyXkrb9L_I/AAAAAAAAAAk/Tigykt_eGgg/s72-c/mucha-1898ax.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1274450050756924168</id><published>2009-04-02T17:07:00.005+02:00</published><updated>2010-01-05T19:51:26.064+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Il confine FortApasc</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdTU6ns7MeI/AAAAAAAAAAc/xUfDFxDkGc0/s1600-h/locandina-fortapasc.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5320111163386311138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 140px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdTU6ns7MeI/AAAAAAAAAAc/xUfDFxDkGc0/s200/locandina-fortapasc.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E’ la sera del 23 settembre 1985, una canzone di Vasco Rossi viaggia sull’autoradio di una scassatissima Citroen Mehari verde pisello. Dall’alto, non le stacchiamo gli occhi di dosso, la dobbiamo seguire, è lui! Le vie tortuose di Napoli sono illuminate dall’arancione dei lampioni e dal bianco di una grande luna.&lt;br /&gt;Così Marco Risi apre e chiude il cerchio del film FortApasc e lascia che sia la voce citofonica e scanzonata di Libero di Rienzo ad accompagnare lo spettatore-lettore nel racconto dell’ultima notte di vita di un ragazzo. Libero non smentisce il suo nome in una delle interpretazioni più oneste e pacate che abbia mai fatto. Per tutti i 108 minuti rivivifica il libero Giancarlo Siani, giornalista ventiseienne del Mattino di Napoli, morto ammazzato dalla camorra, per aver squarciato il velo d’omertà sulle connivenze tra politica e mafia nella Torre Annunziata degli anni ottanta.&lt;br /&gt;Il film risulta veloce e dinamico, volutamente poco organico come il pensiero di chi sa che morirà di li a poco. Quattro mesi di vita, gli ultimi, ci passano davanti agli occhi, procedendo a ritmo di inchiesta; un puzzle viscoso, costruito per fatti, nessuno spazio per possibili interpretazioni. Così  il regista riesce a creare una storia asciutta e poetica, dove la presa di coscienza di vivere in stato di guerra perenne, in una zona di confine (FortApasc, appunto), avviene gradualmente come in una catarsi collettiva attraverso le parole di un curioso osservatore, che diventa l’unico esempio possibile di redenzione. Siani non è un eroe è solo un comunissimo ragazzo che fa quello che ama fare e che sa fare meglio: informare. Non fugge, non si nasconde, non si lamenta mai, rimane radicato alla sua terra per raccontarla al meglio possibile a chi non la conosce ed anche a chi ci vive ma non si rende conto. Non può fuggire nè lamentarsi perchè è più forte di lui, non potrebbe esistere in modo diverso. La redenzione, però, non sempre si vuole, la redenzione è spesso scomoda e faticosa, perchè prima bisogna ammettere di aver sbagliato, ma un sistema che si pone come Stato alternativo fondato su regole proprie, difficilmente ammette qualcosa, si limita a preservarsi cristallizzato così come è, a qualunque costo! La redenzione che propone Siani sembra, dunque, sin dall’inizio, una lotta contro i mulini a vento, un Davide che scaglia pietruzze contro il gigantesco Golia. Questo giovane, impulsivo, appassionato, precario a tratti incosciente sa quello che è giusto e consapevolmente, come una spada, affonda il colpo, anche lui a qualunque costo.&lt;br /&gt;Attraverso gli occhi del protagonista riflettiamo su una realtà che apparentemente non ci tange, ma nella quale siamo invischiati anche noi, perchè potenzialmente siamo tutti Siani nella scelta del prendere posizione e di vivere una vita veramente informata e consapevole. Ci si interroga sul paese, sulla sua classe politica, sulla magistratura e sull’informazione, ognuno gioca un ruolo a sè stante ma collegato agli altri. Si arriva, così serenamente, ad ammettere che l’Italia non è un paese per giornalisti-giornalisti, è un paese per giornalisti- impiegati, come a dire che è il sistema stesso a non volere libertà: chi è troppo libero, anche se nel giusto, paga ... paga con la vita, paga con il non poter avere una casa, una famiglia, un cane, una vita normale insomma, perchè semplicemente viene fatto sparire (Attenzione al dialogo con il redattore capo della sede distaccata del Mattino a Torre Annunziata).&lt;br /&gt;Il film scivola via e senza accorgercene siamo già all’epilogo che conosciamo, ma che non vorremmo fosse vero.&lt;br /&gt;Le luci si riaccendono, la platea intera è gelata, il loro sangue come il mio si è fermato, l’ultima immagine che abbiamo negli occhi è quella del vero Giancarlo con la faccia dipinta di bianco e sulla guancia il simbolo della pace, forse durante una delle tante manifestazioni di operai organizzati alle quali aveva preso parte. Un ragazzo, non era che questo. Uno che con le sue sole forze e senza abbandonare il campo ha sempre continuato a cercare la verità e per quella ricerca è morto. Uscita dal cinema non posso fare a meno che pensare... “Infondo quello era il 1985, ne sono cambiate di cose, molti boss oggi sono in galera e la stampa nazionale non si spertica a raccontare di mafia così spesso! Vorrà dire che le cose non stanno più così!”... Poi rinsavisco e mi viene in mente il caso Saviano...Saviano che se messo a confronto con Siani mostra tutto il suo limite divistico e me lo fa apparire più per uno scrittore-venditore, che per un giornalista. Non è questo che importa, non è la mutazione genetica dell’informazione a preoccuparmi (per lo meno non in toto) è la consapevolezza di vedere che le cose non cambiano, che non si può mai abbassare la guardia! Mi viene in mente su cosa gioca questa gente: sull’omertà, sull’agire sottobanco tenendo sotto controllo chi effettivamente li traduce per come sono, senza accarezzarli e compiacerli ed allora mi assale la paura come quella dell’Uomo nero, una presenza che si muove nel buio ma che non puoi toccare o vedere se non per gli effetti di terrore che produce.&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1274450050756924168?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1274450050756924168/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1274450050756924168' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1274450050756924168'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1274450050756924168'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/04/il-confine-fortapasc.html' title='Il confine FortApasc'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_9O0M6s-PunU/SdTU6ns7MeI/AAAAAAAAAAc/xUfDFxDkGc0/s72-c/locandina-fortapasc.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5175486240644264832</id><published>2009-03-25T12:48:00.005+01:00</published><updated>2010-01-25T18:36:08.262+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><title type='text'>Quinto lancio: Quando vorremo sentire paura...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/ScoaelsRvkI/AAAAAAAAAFE/jC4Ln7Q3-Nk/s1600-h/incontro.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 279px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/ScoaelsRvkI/AAAAAAAAAFE/jC4Ln7Q3-Nk/s400/incontro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317091422880513602" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Propongo, come a volte mi capita di fare, alcuni articoli...la loro portata è indiscutibile e perlomeno affascinante, almeno quanto è disorientante la prospettiva, se ancora di prospettiva si può parlare...tra una quantità di tempo diranno: un tempo c'erano binari, strade, rotte, tutte si fondavano sul principio della linea, più spesso una linea poco distante da un'altra, che proseguiva sorella, parallelamente...le chiamavano vie...poi successe che anche le linee scoprirono di non capirsi, si sentivano diverse, presero ad allontanarsi. L'uomo sulla via iniziò a chiedersi se fosse un miraggio pareva proprio che i margini si stessero allargando, lui non ci fece troppo caso, del resto non poteva fermare il suo cammino e dopo poco si accorse di essere su uno spazio aperto, nessun margine certo! ora poteva correre a caso, poteva fare curve o cerchi, non avrebbe fatto differenza. &lt;br /&gt;Si narra che passato del tempo si trovò a disperarsi, non sapendo dove fosse, cercava una traccia ma aveva dimenticato troppo presto il bagliore tenue che affascinava il suo orizzonte...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli articoli:&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_marzo_20/emozioni_musica_universali_e8c1af6a-155f-11de-b9ee-00144f486ba6.shtml"&gt; Le emozioni della musica&lt;br /&gt;sono davvero universali &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/09_marzo_04/realta_virtuale_cinque_sensi_9c8db0de-089f-11de-af33-00144f02aabc.shtml"&gt; Arriva la «virtualità reale» &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;a href="http://www.corriere.it/cultura/eventi/2009/Design_arte_merce_441a8dfe-1638-11de-aefc-00144f486ba6.shtml"&gt; Se arte e merce si scambiano i ruoli &lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;extitolum:...ci cingeremo con le nostre stesse infinite braccia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5175486240644264832?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5175486240644264832/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5175486240644264832' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5175486240644264832'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5175486240644264832'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/03/quinto-lancio-quando-vorremo-sentire.html' title='Quinto lancio: Quando vorremo sentire paura...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/ScoaelsRvkI/AAAAAAAAAFE/jC4Ln7Q3-Nk/s72-c/incontro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4708884827846318756</id><published>2009-03-17T20:23:00.004+01:00</published><updated>2011-10-04T11:44:34.779+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><title type='text'>Rubrica: Vanessa Beecroft</title><content type='html'>&lt;a href="http://images.artnet.com/artwork_images_424063138_410432_vanessa-beecroft.jpg"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="317" src="http://images.artnet.com/artwork_images_424063138_410432_vanessa-beecroft.jpg" style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center;" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Installazione, opera del 2001, di Vanessa Beecroft, artista italiana.&lt;br /&gt;Ho deciso di proporre quest'opera per vari motivi, il principale dei quali è legato al dibattito che si è aperto sul "ruolo" dell'arte contemporanea e in particolar modo di quella concettuale. &lt;br /&gt;Questa non è esattamente un'opera da considerarsi concettuale, se non per alcune sue caratteristiche (forse quasi tutte relative ai volti delle modelle), ma è certamente subito evidente il suo impatto, come di una dichiarazione immediata, assolutamente Politico; primo dei motivi per cui l'ho inserita. &lt;br /&gt;Secondo motivo è il suo imprimersi in una traccia di richiami alla "forma", non solo per la composizione, le modelle hanno posizioni e posture volute dall'artista, ma anche per l'evidente citazione di De Chirico, quindi di una precedente rielaborazione del classico.&lt;br /&gt;Il terzo motivo è dato dalla leggibilità, l'opera può apparire criptica, molto più criptica dello zoccolo di Manzoni...ma prima di affermare se lo sia o no, bisogna chiedersi appunto se vi è un messaggio, per così dire "linguistico", altrimenti è inutile parlare di criptico...successivamente ci si chiede: cosa mi si sta dicendo? In questo caso come succede anche per un'opera mimetica, si osserva ciò che è riconoscibile (donne, maschere senza volto, nudità, numero di persone, ecc.) si prendono questi elementi e ci si chiede se hanno una relazione tra loro, come si fa osservando un qualsiasi quadro, come ad esempio la S.Cecilia di Raffaello. &lt;br /&gt;Se poi mi si dice che gli elementi del quadro del cinquecento, sono meno criptici per gli spettatori del tempo, rispetto a quelli usati nell'opera della Beecroft, direi che c'è un errore di fondo, si confonde un messaggio con la riconoscibilità dei simboli che lo compongono; ma soprattutto si confonde la "dichiarazione" che un'opera compie con la sua spiegazione.&lt;br /&gt;Infine non bisogna reprimere dinnanzi ad un'opera tutto il suo richiamo al nostro "corpo", come già è stato suggerito, il fatto che essa "vuole" interagire con noi, a livelli e in modi diversi a seconda dell'opera in questione... non bisogna per questo chiudersi cercando di fagocitare per ben digerire, ma lasciarsi ad ogni propria compromissione con l'opera stessa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4708884827846318756?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4708884827846318756/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4708884827846318756' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4708884827846318756'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4708884827846318756'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/03/rubrica-vanessa-beecroft.html' title='Rubrica: Vanessa Beecroft'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1667991450633615494</id><published>2009-03-11T13:27:00.007+01:00</published><updated>2010-01-25T18:36:34.324+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><title type='text'>Quarto lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbgDOyLH5yI/AAAAAAAAAEc/9ItCBoTfVi8/s1600-h/bruce-nauman-the-true-artist-helps-the-world-by-revealing-mystic-truths-1967_courtesy-of-sperone-westwater.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbgDOyLH5yI/AAAAAAAAAEc/9ItCBoTfVi8/s320/bruce-nauman-the-true-artist-helps-the-world-by-revealing-mystic-truths-1967_courtesy-of-sperone-westwater.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311999313004980002" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Manifesto prog-grammatico del...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.1&lt;br /&gt;Irridiamo il chiaro di luna. Sbeffeggiando cordialmente vittima e carnefice. &lt;br /&gt;Prendiamo una scacchiera, dipingiamo di nero (tres chic!) tutti i quadrati, lasciando solo i margini bianchi a testimonianza della loro presenza, posizioniamo le pedine nei due schieramenti. (Non ce ne voglia Yoko Ono, ma ci sembra più attuale...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.2&lt;br /&gt;Sminuzziamoci, ma fluidamente. Siamo in sospensione, fluidi ma non liquidi, per paura che ci si secchi la pelle. Polluzzioniamoci... &lt;br /&gt;Siamo eterei (nella falsa accezione di aei-theo: sempre scorre; diviene): Eter(e)ogenei; Eter(e)oformi; Eter(e)oglotti; Etereosessuali (mi raccomando senza parentesi).  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corollario:&lt;br /&gt;Siamo gli Altri, presi individualmente, anzi no per parti, parti individuali. Oppure per gruppi, fusi, siamo fissioni... gruppi di parti individuali, non troppo estesi, magari se proprio vogliamo essere massa che si sia tutta intera: tutti gli uomini esistenti o esistiti e che non manchi nessuno, se qualcuno viene a mancare lo si deve inventare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Postilla al corollario: &lt;br /&gt;Siamo gli Altri passibili di autolesionismo...ogni nascita è una sopraffazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.3&lt;br /&gt;Evitiamo di stipulare manifesti prog-grammatici. Tanto non è che ci si debba identificare o far identificare. A meno che non vogliamo definirci Neo-Retroguardia: troppo pavidi per la prima fila, veniamo a sostituire la melma più profonda, un humus di fermenti distillato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corollario: &lt;br /&gt;Inneggiamo alla pompa sodio-potassio!!!!!&lt;br /&gt;Inneggiamo al brodo (anche a quello triste)!!!!&lt;br /&gt;Inneggiamo alla vanità di un sorriso lucido...godendone!!&lt;br /&gt;Viviamo la sensibilità di un magnetismo tra gli interstizi!! &lt;br /&gt;Viviamo la venerazione del sacro che si nega!&lt;br /&gt;Ri-veliamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Art.4&lt;br /&gt;Allarmati?Dovete preoccuparvi, poiché forse scherzavo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Corollario:&lt;br /&gt;L'art.4 può essere passibile di emendamenti...hihihiihihiihihi!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firme:&lt;br /&gt;Artax&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Extitolum:...nella centrifuga!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1667991450633615494?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1667991450633615494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1667991450633615494' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1667991450633615494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1667991450633615494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/03/quarto-lancio.html' title='Quarto lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbgDOyLH5yI/AAAAAAAAAEc/9ItCBoTfVi8/s72-c/bruce-nauman-the-true-artist-helps-the-world-by-revealing-mystic-truths-1967_courtesy-of-sperone-westwater.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-8679190460296341460</id><published>2009-03-10T12:04:00.007+01:00</published><updated>2010-01-25T18:37:14.777+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><title type='text'>Terzo lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbZJh7wKjkI/AAAAAAAAAEU/ms1zXJJ3eqM/s1600-h/socle_du_monde.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 246px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbZJh7wKjkI/AAAAAAAAAEU/ms1zXJJ3eqM/s320/socle_du_monde.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311513657854299714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con il Terzo lancio...intendo aprire una sorta di rubrica, se così può chiamarsi e se si riuscirà a tenerla, diciamo settimanale (con liberi slittamenti) di opere artistiche. &lt;br /&gt;La prima proposta è questo "Socle du monde" ( "Zoccolo del mondo", "Base of the World", 1961,iron, bronze, 82x100x100cm, Herning Kunstmuseum, Denmark), del non ancora, se non forse in ambito specialistico, sufficientemente acclamato, perlomeno nel nostro e suo paese, Piero Manzoni, certamente uno dei più grandi artisti italiani del secolo scorso.&lt;br /&gt;Essendo opera di arte concettuale e essendo per me fulminante, non mi metterò a commentarla (anche a causa dell'inesperienza), ma lascio a voi l'impatto, per me così piacevole, con questa evidenza. Faccio solo notare che se la scritta sul blocco è a rovescio, non è certo ovviamente per un errore fotografico...:)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ex titolum:...contro una lastra di vetro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-8679190460296341460?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/8679190460296341460/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=8679190460296341460' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8679190460296341460'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8679190460296341460'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/03/terzo-lancio.html' title='Terzo lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SbZJh7wKjkI/AAAAAAAAAEU/ms1zXJJ3eqM/s72-c/socle_du_monde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-6493509023372426594</id><published>2009-02-26T22:20:00.003+01:00</published><updated>2010-02-06T13:58:50.249+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Un posto pulito e illuminato bene</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/SacIQ9kK27I/AAAAAAAAAAg/Qf3ybo_Vdx4/s1600-h/hemingway.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px; height: 298px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/SacIQ9kK27I/AAAAAAAAAAg/Qf3ybo_Vdx4/s320/hemingway.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5307219773376617394" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CUsers%5CLUCYGR%7E1%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtml1%5C05%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Un posto pulito e illuminato bene. Non desidero altro. &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Rimanere da sola in mezzo alla gente. E pensare che potrei togliere alla folla ancora un pezzo di me. Ai discorsi le chiacchiere, a beneficio dei silenzi, delle pause e dei respiri.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;A scuola ti abituano a pensare che raccontare sia soprattutto autocelebrarsi. Forse non in tutte le scuole, ma nel mio caso è andata così. Dire alla gente ‘chi siamo’ e convincerli che siamo interessanti. Con la sovrabbondanza di aggettivi, gli avverbi in -mente e l’abusato costume dell’espressione per metafore. A dispetto di quello che abbiamo da dire.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Nei temi in classe ci vendevamo all’insegnante fino all’ultima riga: “Concludendo ritengo fondamentalmente e verosimilmente… Sono quindi convinta che sia utile, necessario e importante…Quello che ho imparato da questa esperienza e che qui riassumerei con la metafora del baco da seta…”. Ma non è vero. Non c’è sempre una conclusione, una morale. Non c’è sempre una metafora del baco costruita ad hoc per uscirne come le farfalle, con un leggero sbattere d’ali (aridaje ste figure retoriche!). Educati ad avere un’opinione su tutto, spesso parliamo di problemi e non di persone, di astrazioni e non di situazioni concrete. Ma non si possono suscitare pensieri con i pensieri, emozioni con le emozioni.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Per me raccontare è togliere più che aggiungere. Osservare e ascoltare, senza buttare via niente. Mai credere che un dente scheggiato non possa mordere il nostro interesse, che in un piccolo caffè non si giochi una partita importante. Poi prendere il blocco, il ceppo grezzo di realtà che ci è caduto tra capo e collo… e lavorarlo. Schizzare via la confusione a colpi di cesello e fare una scelta: la parola adatta, al momento adatto, nel modo adatto. Forse raccontare, in questa accezione, può anche insegnarci qualcosa. Che la nostra voce e i nostri occhi non servono a niente se non li mettiamo a servizio. Che scrivere, fotografare, filmare sono mestieri che implicano cura. La stessa che trovo in un luogo tranquillo e illuminato bene.&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;P.S. Aggiungo di seguito il racconto di Hemingway, perché solo dopo averlo letto ci si convince dell’esigenza di questo posto. Trattasi non di desiderio indotto, ma di coscienza sopita… e del racconto mi piacerebbe discutere.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; charset=utf-8"&gt;&lt;meta name="ProgId" content="Word.Document"&gt;&lt;meta name="Generator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;meta name="Originator" content="Microsoft Word 11"&gt;&lt;link rel="File-List" href="file:///C:%5CUsers%5CLUCYGR%7E1%5CAppData%5CLocal%5CTemp%5Cmsohtml1%5C07%5Cclip_filelist.xml"&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:worddocument&gt;   &lt;w:view&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt;   &lt;w:hyphenationzone&gt;14&lt;/w:HyphenationZone&gt;   &lt;w:punctuationkerning/&gt;   &lt;w:validateagainstschemas/&gt;   &lt;w:saveifxmlinvalid&gt;false&lt;/w:SaveIfXMLInvalid&gt;   &lt;w:ignoremixedcontent&gt;false&lt;/w:IgnoreMixedContent&gt;   &lt;w:alwaysshowplaceholdertext&gt;false&lt;/w:AlwaysShowPlaceholderText&gt;   &lt;w:compatibility&gt;    &lt;w:breakwrappedtables/&gt;    &lt;w:snaptogridincell/&gt;    &lt;w:wraptextwithpunct/&gt;    &lt;w:useasianbreakrules/&gt;    &lt;w:dontgrowautofit/&gt;   &lt;/w:Compatibility&gt;   &lt;w:browserlevel&gt;MicrosoftInternetExplorer4&lt;/w:BrowserLevel&gt;  &lt;/w:WordDocument&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:latentstyles deflockedstate="false" latentstylecount="156"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman"; 	mso-fareast-language:EN-US;} @page Section1 	{size:595.3pt 841.9pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:35.4pt; 	mso-footer-margin:35.4pt; 	mso-paper-source:0;} div.Section1 	{page:Section1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 	mso-tstyle-rowband-size:0; 	mso-tstyle-colband-size:0; 	mso-style-noshow:yes; 	mso-style-parent:""; 	mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; 	mso-para-margin:0cm; 	mso-para-margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:10.0pt; 	font-family:"Times New Roman"; 	mso-ansi-language:#0400; 	mso-fareast-language:#0400; 	mso-bidi-language:#0400;} &lt;/style&gt; &lt;![endif]--&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:78%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;Era tardi e tutti avevano lasciato il caffè tranne un vecchio seduto all'ombra che le foglie dell'albero formavano contro la luce elettrica. Di giorno la strada era polverosa, ma di notte la rugiada fissava la polvere e al vecchio piaceva stare seduto fino a tardi perché era sordo e di notte c'era un gran silenzio e lui avvertiva la differenza. I due camerieri dentro il caffè sapevano che il vecchio era un po' sbronzo, e pur essendo un buon cliente sapevano che se si fosse sbronzato un po' troppo se ne sarebbe andato senza pagare, perciò lo tenevano d'occhio.&lt;br /&gt;"La settimana scorsa ha tentato di suicidarsi" disse un cameriere.&lt;br /&gt;"Perché?"&lt;br /&gt;"Era disperato."&lt;br /&gt;"Per cosa?"&lt;br /&gt;"Niente."&lt;br /&gt;"Come sai che non era niente?"&lt;br /&gt;"Ha un mucchio di quattrini."&lt;br /&gt;Sedevano insieme a un tavolo contro il muro vicino alla porta del caffè e guardavano il marciapiede dove i tavoli erano tutti vuoti tranne quello dove sedeva il vecchio all'ombra delle foglie dell'albero che il vento muoveva appena. Una ragazza e un soldato passarono per la strada. La luce del lampione brillò sul numero di ottone che il soldato aveva sul colletto. La ragazza era senza cappello e camminava frettolosamente al suo fianco.&lt;br /&gt;"Si farà pizzicare dalle guardie" disse un cameriere.&lt;br /&gt;"Cosa importa se ottiene ciò che vuole?"&lt;br /&gt;"Faceva meglio a togliersi dalla strada. La guardia lo pescherà. Sono passati cinque minuti fa."&lt;br /&gt;Il vecchio seduto nell'ombra tamburellò col bicchiere sul piattino. Il cameriere più giovane gli si avvicinò.&lt;br /&gt;"Che cosa desidera?"&lt;br /&gt;Il vecchio lo guardò. "Un altro brandy" disse.&lt;br /&gt;"Si ubriacherà" disse il cameriere. Il vecchio lo guardò. Il cameriere se ne andò.&lt;br /&gt;"Rimarrà tutta la notte" disse al collega. "Io comincio ad aver sonno. Non vado mai a letto prima delle tre. Avrebbe dovuto uccidersi la settimana scorsa."&lt;br /&gt;Il cameriere prese la bottiglia di brandy e un altro piattino dal banco all'interno del caffè e marciò verso il tavolo del vecchio. Depose il piattino e riempì il bicchiere di brandy.&lt;br /&gt;"Avrebbe dovuto uccidersi la settimana scorsa" disse al sordo. Il vecchio fece dei segni col dito. "Un altro po'" disse. Il cameriere continuò a riempire il bicchiere finché il brandy traboccò e colò lungo lo stelo del bicchiere nel primo piattino della pila. "Grazie" disse il vecchio. Il cameriere riportò la bottiglia nel caffè. Tornò a sedersi al tavolo con il collega.&lt;br /&gt;"Adesso è ubriaco" disse.&lt;br /&gt;"È ubriaco ogni notte."&lt;br /&gt;"Perché voleva uccidersi?"&lt;br /&gt;"Come faccio a saperlo?"&lt;br /&gt;"Come ha fatto?"&lt;br /&gt;"Si è impiccato con una corda."&lt;br /&gt;"Chi lo ha tirato giù?"&lt;br /&gt;"Sua nipote."&lt;br /&gt;"Perché lo hanno fatto?"&lt;br /&gt;"Paura per la sua anima."&lt;br /&gt;"Quanti soldi ha?"&lt;br /&gt;"Tanti."&lt;br /&gt;"Avrà ottant'anni."&lt;br /&gt;"Forse qualcuno di più."&lt;br /&gt;"Vorrei che andasse a casa. Non vado mai a letto prima delle tre. È quella l'ora di andare a letto?"&lt;br /&gt;"Sta alzato perché gli piace"&lt;br /&gt;"Lui è solo. Io no. A letto ho una moglie che mi aspetta."&lt;br /&gt;"Una volta l'aveva anche lui."&lt;br /&gt;"Adesso una moglie non gli servirebbe a niente."&lt;br /&gt;"Chi lo sa? Con una moglie forse starebbe meglio."&lt;br /&gt;"Gli bada sua nipote. Hai detto che lo ha tirato giù lei."&lt;br /&gt;"Lo so."&lt;br /&gt;"Non vorrei diventare così vecchio. I vecchi sono sporchi."&lt;br /&gt;"Non sempre. Questo vecchio è pulito. Beve senza sbrodolarsi. Anche adesso che è ubriaco. Guardalo."&lt;br /&gt;"Non ho voglia dì guardarlo. Vorrei che andasse a casa. Non ha rispetto per chi deve lavorare."&lt;br /&gt;Il vecchio alzò gli occhi dal bicchiere, guardò la piazza, e poi i due camerieri.&lt;br /&gt;"Un altro brandy" disse, indicando il bicchiere. Il cameriere che aveva fretta gli si avvicinò.&lt;br /&gt;"Finito" disse, parlando con quelle omissioni sintattiche di cui si servono gli stupidi quando si rivolgono agli ubriachi o ai forestieri. "Stasera basta. Adesso chiuso."&lt;br /&gt;"Un altro" disse il vecchio.&lt;br /&gt;"No. Finito." Il cameriere pulì l'orlo del tavolo con uno strofinaccio e scosse la testa.&lt;br /&gt;Il vecchio si alzò in piedi, contò lentamente i piattini, tolse di tasca un borsellino di cuoio e pagò, lasciando mezza peseta di mancia.&lt;br /&gt;Il cameriere lo seguì con lo sguardo mentre si allontanava lungo la strada, uomo vecchissimo che camminava con passo incerto ma con grande dignità.&lt;br /&gt;"Perché non hai lasciato che restasse qui a bere?" chiese il cameriere che non aveva fretta. Stavano abbassando le serrande. "Non sono ancora le due e mezzo."&lt;br /&gt;"Voglio andare a letto."&lt;br /&gt;"Cos'è un'ora?"&lt;br /&gt;"Per me più che per lui."&lt;br /&gt;"Un'ora è uguale per tutti."&lt;br /&gt;"Parli anche tu come un vecchio. Può comprarsi una bottiglia e bersela a casa."&lt;br /&gt;"Non è la stessa cosa. "&lt;br /&gt;"No, non è la stessa cosa" ammise il cameriere ammogliato. Non voleva essere ingiusto. Aveva soltanto fretta.&lt;br /&gt;"E tu? Non hai paura di andare a casa prima della solita ora?"&lt;br /&gt;"Stai cercando d'insultarmi?"&lt;br /&gt;"No, hombre, solo di dire una battuta."&lt;br /&gt;"No" disse il cameriere che aveva fretta, raddrizzandosi dopo aver abbassato le serrande di metallo. "Io ho fiducia. Sono pieno di fiducia."&lt;br /&gt;"Hai giovinezza, fiducia, e un lavoro" disse il cameriere più vecchio. "Hai tutto."&lt;br /&gt;"E a te cosa manca?"&lt;br /&gt;"Tutto tranne il lavoro."&lt;br /&gt;"Hai tutto quello che ho io."&lt;br /&gt;"No. Non ho mai avuto fiducia e non sono giovane."&lt;br /&gt;"Dai. Smettila di dire sciocchezze e chiudi a chiave."&lt;br /&gt;"Io sono di quelli ai quali piace stare al caffè fino a tardi" disse il cameriere più vecchio. "Con tutti quelli che vogliono andare a letto. Con tutti quelli che hanno bisogno di una luce per la notte."&lt;br /&gt;"Io voglio andare a casa e a letto."&lt;br /&gt;"Siamo due razze diverse" disse il cameriere più vecchio. Adesso era vestito per andare a casa. "Non è solo questione giovinezza e di fiducia, anche se sono bellissime cose. Ogni notte io sono restio a chiudere perché può esserci qualcuno che ha bisogno del caffè."&lt;br /&gt;"Hombre, ci sono delle bodegas aperte tutta la notte."&lt;br /&gt;"Non capisci. Questo è un caffè piacevole, pulito. È illuminato bene. La luce è molto buona e, adesso, ci sono anche le ombre delle foglie."&lt;br /&gt;"Buonanotte" disse il cameriere più giovane.&lt;br /&gt;"Buonanotte" disse l'altro. Spegnendo la luce elettrica continuò la conversazione con se stesso. È la luce, naturalmente, ma bisogna che il locale sia piacevole e pulito. Non ci vuole la musica. La musica non ci vuole di certo. E non puoi stare dignitosamente in piedi davanti a un banco, anche se per queste ore della notte un banco è tutto quello che ti danno. Di che cosa aveva paura? Non era né paura né timore. Era un niente che conosceva troppo bene. Era tutto un niente, e anche un uomo era niente. Era soltanto questo, e tutto quello che ci voleva era la luce, e un certo ordine e una certa pulizia. Alcuni ci vivevano e non lo avvertivano mai, ma lui sapeva che era tutto nada y pues nada y nada y pues nada. Nada nostro che sei nel nada, nada sia il nome tuo, il regno tuo, nada sia la tua volontà, nada in nada come in nada. Dacci questo nada il nostro nada quotidiano e nadaci il nostro nada come noi nadiamo i nostri nada e non nadarci in nada ma liberaci dal nada; Ave niente pieno di niente, niente sia con te. Sorrise e si fermò davanti al banco di un bar con una lucente macchina da caffè a vapore.&lt;br /&gt;"Cosa prende?" chiese il barista.&lt;br /&gt;"Nada."&lt;br /&gt;"Otro loco mas" disse il barista, e gli voltò le spalle.&lt;br /&gt;"Una tazzina" disse il cameriere.&lt;br /&gt;Il barista glielo versò.&lt;br /&gt;"La luce è molto viva e piacevole, ma il banco non è lucido" disse il cameriere.&lt;br /&gt;Il barista lo guardò, ma non rispose. Era troppo tardi per fare conversazione.&lt;br /&gt;"Vuole un'altra copita?" chiese il barista.&lt;br /&gt;"No grazie" disse il cameriere, e uscì. Non gli piacevano né i bar né le bodegas. Un caffè pulito, illuminato bene, era una cosa molto diversa. Adesso, senza pensarci più, sarebbe tornato nella sua stanza. Si sarebbe messo a letto e finalmente, alle prime luci dell'alba, si sarebbe addormentato. Dopo tutto, si disse, probabilmente è soltanto insonnia. Chissà quanti ce l'hanno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-6493509023372426594?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/6493509023372426594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=6493509023372426594' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6493509023372426594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6493509023372426594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/02/un-posto-pulito-e-illuminato-bene.html' title='Un posto pulito e illuminato bene'/><author><name>kia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17826692569350942668</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/SacIQ9kK27I/AAAAAAAAAAg/Qf3ybo_Vdx4/s72-c/hemingway.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4698379650752315084</id><published>2009-02-25T11:41:00.004+01:00</published><updated>2010-01-25T18:37:44.319+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><title type='text'>Secondo lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.scanner.it/tv/images/amici.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 300px;" src="http://www.scanner.it/tv/images/amici.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che Alessandro Baricco non mi è mai piaciuto un granché...delle sue cose non ho letto molto e del personaggio-autore so ancora meno, forse perché l'impressione che ho sempre avuto da lui è quella di un venditore; non mi verrebbe da dire un buon venditore, forse perché ritengo che un buon venditore deve saper far credere al cliente che è stato il cliente stesso a scegliere il prodotto e non il venditore a proporlo più o meno insistentemente; è possibile che mi sbagli nei suoi riguardi, del resto sono innegabili le sue capacità retoriche e per così dire carismatiche. &lt;br /&gt;Questo preambolo però non ha quasi nulla a che vedere con la proposta del post, se non il fatto che l'articolo che vi propongo è scritto da Baricco, il titolo è &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/spettacoli_e_cultura/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco/spettacolo-baricco.html"&gt;Basta con i soldi pubblici al teatro meglio puntare su scuola e tv&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;Lo so l'articolo è lungo, cosa che stona con la dinamicità del web, ma è piuttosto interessante e appare evidente come l'impressione, per me fastidiosa, di un Baricco venditore venga più o meno confermata ma che assuma una prospettiva non priva di fascino e rivalutazione delle intenzioni. &lt;br /&gt;Ciò che appare evidente è la consapevolezza che Baricco ha della società, o meglio dei meccanismi e delle spinte che la regolano, che sono sempre e costantemente basati sulla soddisfazione di una domanda con una offerta. &lt;br /&gt;Se alfabetizzare significa insegnare alla massa, che vige, a saper chiedere, a domandare il "meglio", così che la massa sappia fruirne, allora credo che siamo per la maggior parte d'accordo, e Baricco non fa altro che proporre un metodo forse corretto di migliorare la situazione.&lt;br /&gt;Quello che credo io, è che sia una analisi tutto sommato giusta, gli sprechi sono molti, probabilmente in ogni settore, ma che l'autore-venditore, un po' alla sua maniera ricalcando il ruolo che si è disegnato di voce anti-accademica, non faccia che lanciare una provocazione più che una proposta. Se fosse stata una proposta seria, si sarebbero dovuti considerare gli sprechi del denaro pubblico come una totalità, un sistema da analizzare nella sua complessità secondo parametri di servizio e principio. Del resto dire che il modo migliore di alfabetizzare è nella tv, nell'era ormai consolidatissima del world wide web, mi sembra proprio una baggianata!!!Proprio per questo credo che di proposte più serie, come per esempio usare il denaro pubblico per portare la rete nei luoghi più remoti del nostro paese, ce ne siano da fare, le sue restano in calce, piuttosto ridicole nella situazione generale del paese in questo momento (...sembra di stare di fronte alla classica sindrome dell'umanista che vive tra le nuvole!!), ma apprezzabili per la spinta culturale che molti di noi auspicano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;extitolum:...in aria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4698379650752315084?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4698379650752315084/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4698379650752315084' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4698379650752315084'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4698379650752315084'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/02/secondo-lancio.html' title='Secondo lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-7996374820218797627</id><published>2009-02-24T23:40:00.004+01:00</published><updated>2010-01-25T18:38:30.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lanci'/><title type='text'>Primo lancio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://liternet.bg/publish11/avangelov/christo/2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 307px; height: 492px;" src="http://liternet.bg/publish11/avangelov/christo/2.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A volte chiedo alla voce di dirmi, di pronunciarmi. Forse è quello che per essenza è l'indistinto. Un indistinto di cui non saprò mai se è ciò che percepisco, più esattamente sento: se è qualcosa di cui sono cosciente: una nota, un timbro, un interstizio, una demarcazione, nessun margine, uno svanire, un apparire: non saprò mai se sono suggestionato dallo scorrere, se è l'appercezione, se è il fuori, se è.&lt;br /&gt;A volte sembra di riconoscerne l'intenzione, è come una rielaborazione estetica, essa eccede, è eccedenza, si eccede. Pare che lei sia lì e la si senta come un sibilo, un sussurro continuato, sempre uguale, mai riconoscibile in un detto. Pare altre volte, che sia violenza che non si esaurisce nell'atto, che non è l'atto, che non sia nell'atto, ma che ci sia come una dichiarazione...&lt;br /&gt;....la parata si impone alla vista, in tutta la sua orchestrazione, è così prorompente da non permettere di sciogliere la sensazione di totalità che provoca benché ci si possa concentrare sui suoi ballerini festanti, sui tendoni e gli scoppi, i suoni e gli applausi. Dinnanzi la folla e lei che avanza, lei che avanza con la sua impressione gigantesca, ci assorbe, ci colpisce. Poi come per un risveglio insofferente vogliamo, vogliamo e vediamo che era tutta lì ed ora è tutta altrove, è passata, noi siamo distanti ma non ci è sembrato che lei ci abbia allontanato, che lei potesse privarci del suo materno abbraccio deliberatamente, avevamo semplicemente bisogno della nostra indipendenza e non era possibile che lei potesse privarci del suo materno abbraccio deliberatamente; ormai distanti siamo soli, la calca si dirada, l'impressione di soffocamento e insieme di abbandono ad un unico respiro, è passata. Ci voltiamo e d'un tratto riconosciamo il legame che ci conduce alla sua scia, sembra di sentirla ancora la parata lì lontano, se non ci fosse nulla a distrarci, se non dimenticassimo di trattenerla potrebbe sembrare di sentirla ancora la parata lì lontano, resterebbe quella grande voce; e ci voltiamo stupiti, deve essere vicina, deve averci unito a lei, è una minaccia suadente, una nostalgia viva, resta quella grande voce forse ne facciamo ancora parte, mentre la sentiamo riecheggiare quando sembrava ormai che dovesse essere concluso tutto. Sorridiamo prima di rientrare nelle mura domestiche quando sembrava ormai che dovesse essere concluso tutto e senza chiederci più di tanto, come se ci dovesse essere certamente una qualche spiegazione a quella voce, a quei suoni che tornano, non si sa bene da dove...quella grande voce... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;extitolum:...nello stagno&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-7996374820218797627?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/7996374820218797627/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=7996374820218797627' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/7996374820218797627'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/7996374820218797627'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/02/primo-lancio.html' title='Primo lancio...'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5276255245146951000</id><published>2009-02-12T10:24:00.007+01:00</published><updated>2011-09-30T11:51:04.362+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Una voce fino in fondo: Milk.</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://i54.tinypic.com/2uh0oxl.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://i54.tinypic.com/2uh0oxl.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dare voce alla minoranza, dare voce all'emarginazione, mostrare l'evidenza di ciò che la compone. Il film si apre &lt;span style="font-style:italic;"&gt;su&lt;/span&gt; un uomo, nel momento in cui sta registrando il proprio discorso, forse l'ultimo. E' in una stanza vuota e parla attraverso un registratore, si narra e narrandosi si rende evidente a se stesso, si percorre per essere mostrato tutt'intero come in un confiteor dove il fine è essere assolto, ma nel senso di "sciolto, slegato" da sé, per farsi voce comune e rendersi fino in fondo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;presente&lt;/span&gt;. Quest'uomo è Harvey Milk, primo uomo politico dichiaratamente omosessuale ad aver raggiunto una carica pubblica negli Stati Uniti e la storia narrata attraverso il film di Gus Van Sant, è la ricostruzione di alcune vicende che hanno caratterizzato il percorso di presa di coscienza, attivismo e rappresentanza che Milk ha intrapreso, facendosi primo ispiratore del movimento gay di quegli anni. Lo spettatore assiste e sembra accompagnato docilmente, con generosità, da quella voce narrante e dalle sequenze filmiche, attraversando come per una lacerazione che si apre fino a compiersi al termine della visione tutto lo spazio di separazione che gli dona una visuale privilegiata e la capacità di giudicare, egli si accorge che ciò che viene messo in scena principalmente è lo "svelamento": Harvey che invita ogni omosessuale a dichiararsi dinnanzi alla comunità, educa allo sguardo una società che si rende cieca e violenta per paura; è così che noi spettatori ci accorgiamo di aver colmato quello spazio, cioè attraverso la lacerazione della nostra capacità di distinguere e distinguerci, scoprendo di comprendere quella vita messa in scena perché non più capaci di estrarre ciò che veniva chiamato gay come un giudizio, da ciò che è una vita nel suo svolgersi. Quella voce si fa specchio di ogni voce, di ogni minoranza propria della nostra interiorità. Allo stesso tempo nella scelta di inserire sequenze di filmati storici che sono memoria condivisa, si nota la volontà del regista di riproiettare chiunque all'interno degli eventi, ricordare che è una storia "condivisa" per molti aspetti e che lo è proprio per il fatto che ha alla base una storia individuale, questo forse il motivo di una mistione non forzata, ma solo accennata, di stile documentaristico e narrazione finzionale.&lt;br /&gt;In ultimo, però, come sempre, c'è da chiedersi se si fosse potuto raccontare in modo diverso, soffermarsi su altri temi, agganciarsi ad altri sentimenti...ciò che appare chiaro è come Van Sant abbia calcato sulla forza d'urto, sull'atmosfera energica, sull'impatto civile, che le vicende di Milk e il suo esempio hanno portato, girando più volte sequenze in cui a essere soggetto è la massa, l'urlo plurimo e indistinto, che attraverso la propria legittimazione faceva breccia all'interno del soffocamento di una società bigotta. Ma poca, o quasi nulla, è la narrazione di uno degli ostacoli, certamente attualissimo, più difficilmente sormontabile, ovvero il dissenso interiore e interno: interiore perché è il dissenso che il proprio io fa a se stesso negandosi, nascondendo le sue inclinazioni, attanagliandosi intorno alla mancanza di risposte che immobilizza; interno perché è quello che può venire dai componenti del movimento stesso, che non vogliono sacrificare i valori di cui si sentono fondati e che entrano in contraddizione con se stessi, rivendicando però la legittimità di tale contraddizione (basta guardare al fenomeno degli omosessuali-cattolici). Questo nel film viene forse a mancare o ad ogni modo è solo accennato qua e là, senza dargli il giusto peso, forse perché esso ha un andamento a climax, che trasporta per ritmo indipendentemente dallo sviluppo degli argomenti che vengono toccati...ma forse è anche vero che altrimenti sarebbe stata un'altra storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5276255245146951000?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5276255245146951000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5276255245146951000' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5276255245146951000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5276255245146951000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2009/02/dare-voce-alla-minoranza-dare-voce.html' title='Una voce fino in fondo: Milk.'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i54.tinypic.com/2uh0oxl_th.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-582512274986091848</id><published>2009-02-06T13:32:00.003+01:00</published><updated>2009-02-06T15:11:46.260+01:00</updated><title type='text'>I Classici</title><content type='html'>Aggiungo il link di un "interessante" articolo sul rapporto generico con quelli che sono considerati i classici della letteratura(&lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/grubrica.asp?ID_blog=54&amp;ID_articolo=1910&amp;ID_sezione=81&amp;sezione="&gt;articolo&lt;/a&gt;). La definizione, inserita nell'articolo, è quella di canone letterario che fa di un'opera un classico. Questo certo estendibile a qualsiasi disciplina in cui si considerino alcune opere come dei classici. E la domanda che per prima ci si dovrebbe porre è se ci sia bisogno di questa categoria o sia "interessante" chiedersi cosa o no è considerabile classico...ma si deve ammettere che questa domanda non sussiste, per fortuna, anche solo per il fatto che non stiamo qui a dimostrare una verità, ma al massimo a ragionare su un fenomeno che di per sé appare strano: esistono definizioni o più propriamente aggettivi che possano nascondere la qualità, essi non definiscono propriamente, ovvero non distinguono e forse nemmeno accomunano ciò a cui si accostano. Ne è un esempio il "classico", che di per sé in realtà non si sa bene quali qualità e caratteristiche associ all'opera; esso descrive la sua diffusione? La sua popolarità? Il suo valore? La sua immortalità presunta? L'influenza sulla cultura della propria civiltà? La capacità di esprimerla, di esprimerne dei tratti? La bellezza dell'opera? La quantità di esperti del settore che la apprezzano? O che la criticano? La quantità di citazioni che ha avuto? Tutte queste cose insieme? Nell'articolo si cita Berardinelli che dice che un classico è ciò che sopravvive a ondate di consenso successive, e allora mi chiedo un'opera che sopravvive pur non avendo ricevuto mai consenso è o no un classico? Potremmo fare l'esempio di un maestro del cinema che ha recuperato per un suo film la figura di Ed Wood, quello considerato come il peggior regista della storia, praticamente rendendola un classico, o forse mi sbaglio? E in una cultura postmoderna e citazionista che è passata attraverso la pop-art,il pulp e la consacrazione dei b-movie, dove tutto è recuperabile e ogni cosa è associabile in quanto fruibile, come fare a dare voce alla parola classico? (Potrebbero essere pippe da critici, se non fosse che tutti usiamo questo termine, per lo meno però credo che quando lo usiamo noi, una cosa la intendiamo tutti, se un'opera è un classico indipendentemente da tutto è certamente "interessante" conoscerla.)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-582512274986091848?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/582512274986091848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=582512274986091848' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/582512274986091848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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id="BLOG_video-8b10f2b991b6f35d" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v15.nonxt5.googlevideo.com/videoplayback?id%3D8b10f2b991b6f35d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D470F4FF5725B8AC0A1DD9BEE669286A207EA2E45.72AFD9BC9189AB37965244C11E1A4750B136054D%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D8b10f2b991b6f35d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DFPxVXeCzXd0htiV69IR0pelx4c8&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" 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In raltà credo che stia  da sempre fermo. Siamo solo noi a vederlo in maniera diversa. Ogni volta è nuovo, puro, sporco, vile, così come siamo noi nuovi, puri, sporchi o vili.&lt;br /&gt;Non c’è remissione, perchè le colpe non ci sono. &lt;br /&gt;Non c’è peccato perchè la remissione  non esiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...E allora mi perdo, mi perdo a pensare a quello che vorrei, che spesso è irrealizabile, che più è difficile da ottenere e più spero che invece possa trovare una via per realizzarsi, una via, che dipenda o no da me. Perchè sarebbe bello se tutto per una volta andasse senza fatica nel verso che vogliamo noi. L’irenismo è una utopia? Erasmo sulle sue navi aveva trovato una risposta, dicendo che semplicemente non ne esisteva alcuna perchè l’uomo di fatto continuerà sempre a cercare un Senso al di fuori di sè.&lt;br /&gt; Stare bene è, allora, una utopia perchè non dipende mai da noi ? Il creare un mondo dove ognuno possa finalmente sentirsi appagato, soddisfatto, satollo della vita appena divorata è utopia?&lt;br /&gt;Penso spesso alla follia, mi affascina...Se faccio ben attenzione ai libri che leggo con più gusto o ai film che mi inietto endovena, non posso fare a meno di ammettere che sono tutti un tassello di un grande puzzle. C’è la disperazione, l’emarginazione, le grida di aiuto degli invisibili, i sussurri di chi è stato definito pazzo. Se penso ai quadri che adoro, sono tutti brulicanti di una umanità malata: penso a Heronymus a Peter a Dalì alle cattedrali gotiche...Al disordine, alla meraviglia del Caos che mi sembra più vicina al mio Modo, a quella che sono. Io capisco ed adoro il butto. Ciò che ripugna, quello che gli altri scansano, ha molto da dire per me. Sento la forza straziante di chi stanco di darsi sempre risposte ha preferito ad un certo punto abbandonarsi al dubbio. Anche se il bisogno di certezze da sempre fa parte di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...E allora mi perdo, mi perdo in parole che non possono ferire, perchè per farlo avrebbero bisogno di cadere in un Non Vuoto, ma qui il vuoto c’è eccome, senza spinta  nè comprensione ribatte l’eco. Tutto è così vuoto e allo stesso tempo pieno di interrogativi.&lt;br /&gt;E’ così difficile rinunciare per una volta alla razionalità? E’ così tremendo lasciarsi andare alla speranza? In effetti pare si!&lt;br /&gt; Un giorno incontrai un pazzo come tanti per strada che gridava al mondo la Speranza, diceva di credere negli uomini, nella loro fragile forza, nel coraggio di poter costruire un mondo nuovo.&lt;br /&gt;Non aveva nome, o forse ne aveva troppi.&lt;br /&gt;Cantava di donne e di uomini che aveva amato perchè non li aveva mai avuti o compresi, dell’odio che provava per chi invece lo aveva posseduto e nonostante tutto si ostinasse a pensare ed agire in modo tanto diverso dal suo.&lt;br /&gt;Non era più lui. Non si riconosceva in quegli occhi, detestava chiunque lo facesse sentire come non sopportava di essere. Era lui, ma senza volontà. Viveva senza un senso la vita che gli altri decidevano. Non sapeva ancora chi o cosa scegliere di essere...Marionetta senza fili, la vita gli scorreva a fianco senza averlo mai come fulcro centrale.&lt;br /&gt;Aveva fame ma non sapeva come cibarsi, aveva sete, ma pensava di poter vivere senza bere. Sapeva solo cantare, con parole affascinanti di persone affascinanti. La cosa più importante era non pensare mai realmente a sè. Sperava di costruirsi solo in relazione all’idea che gli altri avevano di lui. Tutto lo snaturava. Era ciò che era, senza sconti solo quanto perseguiva l’istinto, la parte che meno lo rendeva uomo. Era due, tre, mille persone: era chi aveva conosciuto, era chi doveva ancora conoscere, era lui ed era qualcun altro che detestava, quello che gli altri vedevano.&lt;br /&gt;Quando, esausto da questo peregrinare, decideva di mettere in campo ai massimi livelli il suo sforzo intellettuale, l’orizzonte si perdeva, quella spinta al miglioramento, al perseguimento di un fantasma solo sperato lo faceva morire di continuo in un contrabbasso fatto di disillusione.&lt;br /&gt;Non so dire alla fine che ne è stato di quel pazzo, posso solo immaginare che non si sia mai arreso, che abbia continuato a lottare con se stesso fino alla morte, recitando per tratti di vita ed essendo se stesso in altri.&lt;br /&gt; Ancora un attore.&lt;br /&gt; Se il mondo è tutta un gran messinscena, se siamo tanto bravi nella recita perchè nessuno è contento? Perchè la speranza fa tanto male? Pandora, lo sapeva che da quel vaso sarebbero usciti solo grandi dolori ed è stata capace di richiuderlo appena prima che anche la maledetta Speranza trovasse un varco. C’era anche questo anelito tra le pestilenze, tra i mali, tra le sciagure e le frustrazioni... ancora oggi riesce a seminare dubbi, incertezze, a convincere taluni che in fondo sognare fa bene e nobilita, perchè credere irrazionalmente, spasimare,  bramare qualcosa può farci sentire ancora vivi. Solo il Dolore alle volte è capace di darci conferma della nostra stessa esistenza ... tensione romantica e titanica a quello che non c’è.&lt;br /&gt;E’ questo, forse, essere pazzi, alienati, biologicamente tarati, è questo, forse, il non sapersi confrontare con la Realtà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...E allora mi perdo, mi perdo in opere ed azioni sconnesse, così, tanto per non sentirmi ferma con l’acqua alla gola. Che brutta sensazione l’impotenza. Pare un vero delitto provare sempre e comunque a migliorarsi...Già! Perchè se poi ti rendi conto che non porterà mai a qualcosa di definitivo sei autorizzato a credere di poterti evitare tutta la fatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...E allora mi perdo, mi perdo in quello che reputo più grave di tutto, l’omissione. Non dico. Sembra che non serva a nulla dire, ripetere allo spasimo che qualcosa che non va c’è, che nonostante tu abbia ottenuto qualcosa non sia mai abbastanza.&lt;br /&gt;Un giorno ometterò perchè non ci sarà più nessuno a cui interessi realmente che le cose cambino, io compresa! Sarà la disfatta, che tutti si sono sempre aspettati ma che per me era impensabile...&lt;br /&gt;Per ora scelgo di credere, voglio sperare, voglio crogiolarmi nella mia di pazzia ... Quella che ai più mi fa riconoscere come una Ottusa Idealista senza sensi di colpa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3204374242444514467?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3204374242444514467/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3204374242444514467' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3204374242444514467'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3204374242444514467'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/12/peccato-pazzia.html' title='Peccato &amp; Pazzia'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-6846355218884868410</id><published>2008-12-12T14:50:00.021+01:00</published><updated>2010-01-05T19:52:31.870+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Il divo ...e Todo modo</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f1271bec8461133d" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v19.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df1271bec8461133d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D50AFF4C68D68B3D4EE3C5F2214E1F2AB48493ABE.45399C20C3A5956B7489A88F5FD30321E02DAA4A%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df1271bec8461133d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DxAeL2sCL7CmSa3z6YUwHWOeCw4g&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v19.nonxt7.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df1271bec8461133d%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D50AFF4C68D68B3D4EE3C5F2214E1F2AB48493ABE.45399C20C3A5956B7489A88F5FD30321E02DAA4A%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df1271bec8461133d%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DxAeL2sCL7CmSa3z6YUwHWOeCw4g&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(brevi accenni su Todo Modo: film del 1977 di Elio Petri, narra le giornate di alcuni esponenti di spicco del potere politico economico e mediatico della società italiana di quegli anni, passate nella pratica degli esercizi spirituali gesuitici, chiusi in un edificio costruito su un sito di catacombe, mentre all'esterno in tutta Italia miete vittime una epidemia...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pare evidente dalle parole stesse di Sorrentino, la relazione che intercorre tra Todo modo di Elio Petri e Il divo. L'incredibile e irripetibile potenza iconica oltre che narrativa del film di Elio Petri, potrebbe essere pensata come una necessità propria del tema, come Paolo Sorrentino stesso ammette, poiché l'audacia mostrata e forse intrinseca nelle intenzioni dell'autore, nel procedere del suo narrare, è il bisogno di darsi e dare una risposta che si è celata, che è difficile da scovare, che è un percorso e non si arresta all'evidenza di una storia personale narrata, pur nei suoi più oscuri risvolti. La mia forse appare una provocazione, sto in pratica dicendo che raccontare alcuni episodi della storia di Andreotti non basta, ma è Sorrentino stesso a dirlo; egli, come io sto solo sottoscrivendo, si chiede se la sua domanda su Andreotti sia abbastanza, sia il pretesto per narrare ad arte (cioé fino all'indicibile che è proprio dell'arte) la realtà del potere e della politica dal suo concretizzarsi in un tempo e un luogo, come la DC del compromesso storico per Todo Modo o la corrente di Andreotti e la DC stessa degli anni che di poco precedono tangentopoli, al suo dissolversi nella apparente astrazione dei processi che legano ogni comportamento politico o le riflessioni sul potere nell'uomo. Con questo non voglio certo dire che una narrazione che si fermi ai fatti o che ne stabilisca delle relazioni libere, attraverso la disposizione e il montaggio, nel tentativo d narrare la storia di un uomo in un periodo, non possa condurre alla realizzazione di un opera d'arte, tanto più che Il Divo si connota attraverso una scelta di stile e di approccio originale, ma che il coraggio di cercare e di affrontare la propria materia nel modo più appropriato perché sia un capolavoro è "l'audacia" di cui parla Sorrentino rispetto a Petri.... "TODO MODO PAR ABUSCAR LA VOLONTA' DIVINA"...e non di lui stesso. Paragonare i due film è un azzardo a dir poco, come anche dire che IL DIVO è uno dei più grandi film della cinematografia italiana...quest'ultima certo è un'opinione personale. Ma avrei voluto vedere più "audacia", se la prima cosa che viene in mente quando vedi che hanno fatto un film su Andreotti è "dev'essere un film coraggioso"!!!...A mio avviso preoccupato dal pensiero di mostrare l'umanità di una figura così oscura Sorrentino ha dimenticato che essa era e rimane soprattutto una maschera, un personaggio, la pedina di un gioco più grande. Se si pensa all'Andreotti del film ci si risponde che egli è stato un uomo che ha sacrificato la sua umanità alle logiche di potere e alla stretta che il suo possesso aveva su di lui, ma perché è successo, l'analisi o solo il mostrare come agisce il potere negli uomini e che cos'è, questo per me è stato solo accennato, e credo sia questo il fulcro, non Andreotti in sé. Resta per questo un bel film "storico", ma non certo un capolavoro che trascende le circostanze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-6846355218884868410?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=f1271bec8461133d&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/6846355218884868410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=6846355218884868410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6846355218884868410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6846355218884868410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/12/il-divo-e-todo-modo.html' title='Il divo ...e Todo modo'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-8529389019785386658</id><published>2008-12-01T12:50:00.005+01:00</published><updated>2008-12-01T15:01:03.416+01:00</updated><title type='text'>FACCIALIBRO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/STPsrvOcd6I/AAAAAAAAABQ/v8gMyguYUao/s1600-h/libro-uomo-faccia_~FOP008.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 246px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/STPsrvOcd6I/AAAAAAAAABQ/v8gMyguYUao/s320/libro-uomo-faccia_~FOP008.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5274819824736565154" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi tutti siamo testimoni, più o meno consapevolmente, dell'incredibile fenomeno di Facebook. Quanti di noi già esistono attraverso di esso e quanti ci affabulano con miriadi di motivazioni che proverebbero l'indispensabilità ontologica del social network più usato da un mese a questa parte, nelle divagazioni internautiche degli italiani. E io, forse come molti di voi, mi ritrovo a vedermi affrancato del bollino dell' a-sociale o a-facebooker, tra l'altro credo ne esista anche un gruppo all'interno del facebook stesso; mio malgrado, però!! Che benché riconosca le mie cattive propensioni che mi spingono a volte ai luoghi più intimi e meno affollati, non mi sento certo identificato dal modello dell'asociale o perlomeno non in tutte le mie manifestazioni. Son certo che anche per voi, che come me non ancora siete su Facebook, è lo stesso; inoltre alcuni di voi, come me ci staranno pensando, perché non farlo? perché non entrare a farne parte? &lt;br /&gt;Di qui adduco, come si suole nel più ardito dei salotti eruditi, in cui si giocano le sorti del mondo, le mie più umili motivazioni verso il no, che mi sono sovvenute come d'incanto stamane appena sveglio (e poi dicono che la mattina non porta consiglio!!):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Temo, tra le altre cose, che ci sia il rischio che mi si scopra davvero per quello che sono; chi non ama la sua maschera sociale? chi vorrebbe che tutti sapessero dei suoi spostamenti? Certo non io e credo neanche voi!!Il mito della trasparenza è ciò che forse ci avvicinerebbe di più ad una società sana, ma è anche ciò che più ci allontana dalla nostra essenza di persone. La legge sulla privacy è un vezzo dello stato giuridico, infatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2)C'è un detto o forse un proverbio, che recita più o meno "Ognuno si giudica dagli amici che ha"; direi che come tutte le frasi popolari certo conserva un fondo di verità. Se questo resta come assunto ne consegue che l'indice più o meno alto di gradimento e fama che ognuno ha, a seconda di quanti amici possiede in facebook, snatura qualsiasi più o meno legittima capacità di produrre sani PREGIUDIZI sulle persone... un disastro di proporzioni colossali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)E ultima, ma non meno importante, tra le motivazioni, è quella che si basa su un principio che credo di aver letto una volta in Pirandello. Egli, se non erro, descrive la sensazione di disagio e di assoluta disapprovazione che afferra l'uomo che si ritrova di fronte alla scena di due suoi buoni amici, che non si conoscevano prima, parlare e che magari proprio lui ha fatto incontrare per la prima volta, quella volta. Erano amici frequentati in ambiti diversi e lui era lì immobile e li stava guardando terrorizzato conversare piacevolmente. Può apparire tale atteggiamento proprio di una persona estremamente egocentrica e gelosa. Ma non è questo a mio avviso, esso è il terrore di fronte all'annullamento della propria frammentazione, del dissolversi in una identità data dalle circostanze di due ambiti diversi che si uniscono. E' banale e improprio dire che ci sono degli aspetti positivi nel fare conoscere i propri amici tra loro, questo lo sa anche l'uomo in questione, ma non toglie il dramma del suo verificarsi. E cos'è facebook se non quest'incubo elevato a prassi?!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che se voi avete un po' di buon senso, sarete stati pienamente convinti dalle mie pur modeste tesi. Approvandole a pieno e agendo di conseguenza...ovvero come vi è d'uopo...incoerentemente, com'è giusto!... siete subito corsi a guardare se qualcuno vi abbia aggiunto tra i suoi amici! Lasciando queste vaghe parole alla loro bizzarria. &lt;br /&gt;Ma se siete come me e quindi assolutamente colti da spirito di furente contraddizione, resterete fermi nel vostro proposito di non indulgere in queste nuove forme di rilassatezza conviviale. &lt;br /&gt;Poiché chi è savio sa concedersi ai piaceri più vani e multiformi, al contrario chi è folle gode solo nell'ostinarsi nella propria fissazione e non cedere... &lt;br /&gt;..hihiihihiihihihihihiihi!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-8529389019785386658?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/8529389019785386658/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=8529389019785386658' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8529389019785386658'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8529389019785386658'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/12/faccialibro.html' title='FACCIALIBRO'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/STPsrvOcd6I/AAAAAAAAABQ/v8gMyguYUao/s72-c/libro-uomo-faccia_~FOP008.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-6147645038333967425</id><published>2008-11-30T20:26:00.005+01:00</published><updated>2010-01-05T19:53:00.350+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Cromatismi nei film</title><content type='html'>Spesso, durante la visione di un film, nel percorso di immedesimazione che il cinema opera su di noi, incappiamo in una sensazione di disagio. Più tardi riteniamo tale sensazione legata ad un impressione della visione, facendone un giudizio estetico, però non sapremmo dire da cosa esattamente essa è prodotta, ci sembra che la scelta dei colori, la nitidezza, la gamma dei contrasti...in qualche modo l'insieme dell'immagine, non ci convinca. Finiamo per soprassedere a quell'impressione, non dandogli troppo peso, a meno che essa non sia tremendamente evidente come in molte delle varie fiction televisive. Certo poi c'è da considerare il grado di conoscenza che ci permette una critica delle immagini stesse, diciamo che il mio discorso è abbastanza generalista e superficiale. Ad ogni modo, mi è capitato di incappare in un breve estratto di un'intervista a Tarkovskij, che, come capita solo di rado, ha espresso chiaramente e perfettamente ciò che per me era solo un'impressione, illuminandomi e regalandomi ulteriori spunti di riflessione. Ecco l'estratto:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Colore (e Bianco e Nero)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse occorrerebbe neutralizzare l'effetto troppo attivo del colore alternando quest'ultimo con delle scene monocrome, allo scopo di scaricare, di attutire l'impressione che esso produce nel suo intero spettro. Sembrerebbe che la macchina da presa si limiti a fissare esattamente sulla pellicola la vita reale: perché allora da un'inquadratura a colori spira un sentore di così impensabile, mostruosa falsità? Evidentemente ciò dipende dal fatto che nella riproduzione meccanicamente esatta del colore è assente il punto di vista dell'artista che, in questa sfera, perde il proprio ruolo organizzativo e la possibilità di scegliere. Manca una "partitura coloristica" del film, con una propria logica di sviluppo, tale possibilità è stata tolta al regista dal procedimento tecnologico. Analogamente diventa impossibile un'accettazione personale, selettiva, degli elementi coloristici del mondo circostante. Per quanto ciò possa apparire strano, nonostante che il mondo che ci circonda sia colorato, la pellicola in bianco e nero ne riproduce l'immagine in maniera più vicina alla verità psicologica, naturalistica e poetica di quest'arte che è basata sulle caratteristiche della nostra vita, oltre che dell'udito. In sostanza un autentico film a colori costituisce il risultato di una lotta contro la tecnologia del cinema a colori, oltre che contro il colore tout court."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per me è stato esaltante poter riconoscere ciò che sentivo da spettatore a volte, in queste parole che sono di chi ha operato nel campo. Riconoscersi in delle parole è certo sempre esaltante e per questo ho deciso di postarle, questo non significa che si debba essere d'accordo. Probabilmente c'è chi la pensa diversamente, mi viene anche da pensare al cinema digitale e a come con esso sia più semplice operare sui colori, ma forse lì ci sono altri problemi. Il punto della questione resta...non trovate?&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-5088f51d1c478a25" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v12.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5088f51d1c478a25%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DEDF969EAB5F192DEF248BB96FFA8FB6C3FC20A.32AB10FA3921D061A04114EB0D94DF44C6C07E19%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5088f51d1c478a25%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DW6qGCsxS-3n1JGKFsHKgIko0NE0&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v12.nonxt4.googlevideo.com/videoplayback?id%3D5088f51d1c478a25%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3DEDF969EAB5F192DEF248BB96FFA8FB6C3FC20A.32AB10FA3921D061A04114EB0D94DF44C6C07E19%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3D5088f51d1c478a25%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3DW6qGCsxS-3n1JGKFsHKgIko0NE0&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-6147645038333967425?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=5088f51d1c478a25&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/6147645038333967425/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=6147645038333967425' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6147645038333967425'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6147645038333967425'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/cromatismi-nei-film.html' title='Cromatismi nei film'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-6393964320132848054</id><published>2008-11-23T16:45:00.002+01:00</published><updated>2008-11-23T16:48:05.218+01:00</updated><title type='text'>Rousseau quanti danni ai cervelli anfibi!</title><content type='html'>Siamo tutti dei terremotati e non ce ne rendiamo conto!&lt;br /&gt;Intorno a noi il mondo si sgretola, crolla, non ce la fa a stare su, non ce la può fare, perchè tutto e tutti remano contro ad un reale cambiamento. Quanto è facile distrarsi dalle situazioni più penose, porre lo sguardo altrove, dove un pensiero felice e l’illusione del benessere ci fanno sentire meno soli. Ma per quanto si può continuare? Per quanto riusciremo ad ignorare che le cose in Italia così come sono non vanno?  Che siamo pieni di apparenti certezze, di cose, di inutili passatempi, ma non di Sostanza? Indignazione o Indifferenza? Che cosa è meglio? Che atteggiamento vogliamo mantenere se pensiamo al nostro futuro?&lt;br /&gt;Troppe domande Rana... crollerà il cielo anche sul tuo stagno! Crollerà come crollano i soffitti di fatiscenti istituti sulle teste di ragazzini, verrà dimenticato come i laboratori di ricerca universitari, verrà violentato come i corpi di chi chiede solo la possibilità di scegliere, sarà seppellito sotto le macerie di disastri annunciati, verrà  fatto passare sotto silenzio, perchè fa paura aprire gli occhi, fa paura rendersi conto di quanto gli esseri umani siano alle volte peggio degli animali, capaci di bassezze inspiegabili, di follie senza giustificazione. L’autodistruzione prima di tutto! Vivi veloce, mangia, cresci, sbaffa, fotti, calpesta, fai soldi, sporcati, pulisciti, redimiti, ma anche no, sensi di colpa, sesti sensi, onnipotenza, violenza, violenza, violenza. Non c’è tempo, non ne abiamo mai avuto, tutto corre, o ci vogliono far credere che sia così. Gli animali non hanno la percezione del Tempo, noi siamo troppo consapevoli, ecco che cosa è tutta questa foga: Fai qualcosa, non c’è Tempo, è TARDI tutto è perso, presto che è tardi.....Non c’è TEMPO.&lt;br /&gt;Reagisci, ti dibatti, ma se sei solo come fai? Ci vuole il numero, ci vogliono le persone che vogliono smettere di avere paura nonostante sia così difficile, che si siano rese conto della situazione grottesca, da commedia dell’arte, perchè i personaggi ci sono tutti. Siamo tutti personaggi...Viviamo recitando staticamente, siamo automi, siamo fotogrammi, siamo tutto e niente, siamo quello che vogliamo essere, siamo una generazione Inconsistente! Rime, rime, scioglilalingua...&lt;br /&gt;Mi gira la testa, mi si chiudono i pori anfibi..Non respiro. Asfissia!&lt;br /&gt;E allora assisti, sei impotente, perchè ti hanno fatto credere di essere impotente. Piangi per le stragi, i genocidi, le pulizie etniche, la noia che genera la più assurda violenza e ti chiedi perchè? Ti chiedi anche perchè nessuno sembri chiedersi il perchè? Chaplin che stringe i bulloni....La catena di montaggio...dove è Rousseau? Tu lo conosci Rousseau? “L’uomo è nato libero, ma ovunque è in catene!”.&lt;br /&gt;Le catene, catene che nessuno vuole avere, ma tutti vogliono mettere: possesso, potere, volontà altrui piegate al tuo volere...Onnipotenza...Follia umana!&lt;br /&gt;Mi serve una doccia calda, uno stagno tropicale, la foresta Amazzonica, la Natura (finchè ci sarà ancora)...Ho freddo, ancora tanto freddo!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-6393964320132848054?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/6393964320132848054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=6393964320132848054' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6393964320132848054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/6393964320132848054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/rousseau-quanti-danni-ai-cervelli.html' title='Rousseau quanti danni ai cervelli anfibi!'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4865911322183247636</id><published>2008-11-19T11:40:00.004+01:00</published><updated>2010-01-05T19:53:22.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Changeling:Il Cinema "classico" ci salverà?</title><content type='html'>&lt;a href="http://cache.daylife.com/imageserve/01AddjBent9a8/610x.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 610px; CURSOR: hand; HEIGHT: 392px" alt="" src="http://cache.daylife.com/imageserve/01AddjBent9a8/610x.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Pochi istanti in un irreale bianco e nero e subito si colorano con toni lividi le prime inquadrature, si apre così Changeling.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Eastwood ricostruisce minuziosamente l'epoca della storia(vera) che ci vuole raccontare,siamo nel 1928 alla vigilia della Depressione...attuale no?...incontriamo subito la protagonista Christine Collins madre esemplare e competente lavoratrice,occhio di ghiaccio Clint afferma da subito che la sua eroina è senza macchia e ci suggerisce quindi che sarà vittima di sicura ingiustizia,infatti dopo pochi minuti l'evento clou dell'opera è già compiuto...Il figlio Walter viene misteriosamente rapito, da questo momento in poi non ci sarà pace per tutto il film, che si snoda in varie vicende giudiziarie,denucia dell'incompetenza e arroganza della polizia di L.A.,affronta tutti i sottotesti cari al regista,dalla violenza a carico dei più piccoli alle ingiustizie vissute dal singolo contro il sistema corrotto passando ovviamente per la forza d'animo e la determinazione della protagonista,alla fede e alla pena di morte...c'è tutto,carne al fuoco a iosa,ma è tutto arrosto e niente fumo.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Parliamo ora del significato del film e del perchè Eastwood senza concedersi la più piccola novità ci regala comunque un grande film...la regia è accademica,naturalmente perfetta,classica fino al manicheo eppure appaga anche noi generazione che va al cinema ormai solo per essere stupita o instupidita..le inquadrature sono bellissime e perfette,la fotografia è piena di estro,trabocca di chiari-scuri,un pò opaca e rende immortale lo sguardo della Jolie che guarda di sbieco con i suoi occhioni verdi da sotto il cappellino,ci sono qua e là giochi di riflesso di Christine tra vetri di finestre o specchi,finezza fotografica o forse metafora della vita a metà della protagonista che non rivedrà più il figlio tanto amato oppure che l'ingiustizia potrebbe capitare a chiunque..di riflesso potremmo essere noi Christine Collins.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Tirando le somme Changeling è un gran bel film,ben girato,bravi gli attori,ottima sceneggiatura e bhè diciamolo rispondendo al titolo che ho dato direi :si,certo, il cinema classico all'americana può ancora dare molto..è affascinante come un film così che non dice assolutamente nulla di nuovo ma che si sviluppa linearmente e tecnicamente sempre uguale a se stesso sia ancora in grado di dare così tanto a chi lo guarda che non si annoia mai e anzi se ne compiace..ben vengano i film di Eastwood perchè pieni di concretezza e sempre attuali nonostante la regia sempre maledettamente funzionale solo ed esclusivamente alla storia..come a dirci io ci metto la cornice(bella ovvio!) come a un quadro o la copertina di un libro..la STORIA vale già tutta da sola..BRAVO CLINT!&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4865911322183247636?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4865911322183247636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4865911322183247636' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4865911322183247636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4865911322183247636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/changelingil-cinema-classico-ci-salver.html' title='Changeling:Il Cinema &quot;classico&quot; ci salverà?'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3162855620567958078</id><published>2008-11-10T01:04:00.002+01:00</published><updated>2008-11-10T01:07:05.061+01:00</updated><title type='text'>La chiave della felicità è la disobbedienza in sè...</title><content type='html'>- Salta, salta, piccola rana, salta, salta intorno a questo mondo che frana. Non trovare scuse, non legarti alla decadenza, cerca, trova e senti una linea che ti  porti ad una conoscenza. Danza sotto tristi cieli color del rubino, affonda le tue zampe in quel carminio, sguazza e gracida sotto la pioggia, fanne sentire la placida bellezza.  Non pretendere che tutti si innamorino di questa realtà, suggeriscine solo la potenziale mancanza di banalità. Rauca ed intermittente gridalo, non ti fermare, perchè le idee sono le uniche cose che non si possono violare...&lt;br /&gt;Non c’è fine non c’è inganno... “Venghino signori, che qui si può parlare senza affanno”.&lt;br /&gt;Annusa come ratto le claustrofobiche rovine del passato che mai tornerà e poi d’incanto ritrova il centro, ritrova la via. Ridi e ricadi in quel forsennato ballo su candide ninfee “Casa mia, casa mia”...&lt;br /&gt;Cattiva si allontana e ritorna Rana...&lt;br /&gt; Un cordiale buonasera a tutti... è l’irrazionalità della RanaCattiva a parlare...So che prima o poi romperò definitivamente i coglioni con questa storia, ma il problema è che la schizofrenia è una brutta bestia e non volendo finanziare le vacanze caraibiche di qualche gretto psichiatra, ho ripiegato su questo mezzo meno costoso, forse un pò cheap, ma tanto chic! Eh, vabbè a questo giro prendetemi così...E’ colpa di tutta questa dannata umidità che ti entra nelle ossa... Sono l’unica rana al mondo che soffre di reumatismi...Costretta in casa dal tempo e dall’influenza che si può mai fare?... Ovvio, dare fondo alla quantità industriale di DvD più o meno originali che si sono messi da parte per tempi peggiori, tempi tipo questi, in cui lo sconforto e la depressione, dettati dalla nostra condizione di nullafacenti-bamboccioni-pseudostudenti-impegnati, ci hanno stritolati.&lt;br /&gt;E’ stato così che il 4 Novembre scorso durante un temporale pomeridiano mi sono ritrovata con le alte bestie che popolano il mio stagno studentesco a prendere una decisione....O spaccare il muro con l’annessa spina televisiva che mai funzionò (ribbattezzata la malefica spina dell’antenna televisiva che mai funzionò) o vedersi un film dalla mia riserva personale.&lt;br /&gt;IlRagnoIperattivo era già pronto con mazza e piccone, vista la sua  scarsa stima nei confronti dei miei gusti in fatto di cinema; ma come sempre la mia fidata amica L’AllegraKoala, ottimista e pacificatrice ha optato per la soluzione più diplomatica un film che neppure io avevo mai visto...Almeno non ci sarebbero stati dubbi... meglio di quelli che sponsorizzo di solito doveva essere per forza! Così è iniziata la visione di V per Vendetta... tratto dall’omonimo fumetto scritto da Alan Moore e disegnato da David Lloyd pubblicato la prima volta tra il 1982 e il 1985.&lt;br /&gt;Ora, potrei abbandonarmi ad una digressione sull’ultima mia mania per le Graphic Novel, ma  la riservo per eventuali nuovi suggerimenti...Dove eravamo? Ah, si...Ecco il bandolo V per Vendetta come momento illuminante della mia giovine vita, stimolo indefesso per il mio animo già di per sè abbastanza sovversivo...Avete presente quando vi si palesano delle cervellotiche corrispondenze, delle relazioni tra quello che vi accade intorno, tra quello che pensate, che siete e un’ opera che riesce a tradurlo tanto semplicemente da rimanerne senza fiato, una storia assolutamente diversa da voi, una realtà fuori da voi e dalle vostre esperienze, che comunque è lì, una Nuda Verità e per niente Scomoda? Ecco quel che mi è successo! E’ una sensazione di totale comprensione, di avvicinamento completo, di profonda solidarietà...Cosa che a me capita poche volte, ma quando succede riesce a darmi la spinta, l’ispirazione necessaria per continuare con i miei sproloqui, semplicemente perchè solo se capita riesco ad avere la forza necessaria per credere in me. E vivo per questi momenti in cui mi posso sentire parte di un tutto. Il film inizia, udite, udite, raccontando gli eventi  occorsi in un futuribile 4 Novembre...particolare che ha stuzzicato la mia suggestionabile mente....per poi svilupparsi in un anno solare, anno nel quale il destino di una Londra grigia ed oppressa da un governo totalitario, verrà riportata a nuova consapevolezza dall’eroe positivo-negativo V...Ovviamente non sto a raccontare per filo e per segno la storia, anche perchè siete grandicelli e se volete ve la andate a vedere da soli, quello che mi preme e far capire quanti sono i possibili punti di paragone tra la nostra situazione politica ad oggi e quella che il film propone. Io lo ho visto come un monito, l’ennesimo nato da una mente geniale che ha voluto donare al mondo la sua visione consapevole, per scongiurare il pericolo di eventuali revisionismi storici, che ci lascierebbero in balia della sconcertante ciclicità degli eventi o più semplicemente della stupidità umana. Una magnifica summa di ciò che accade ad un paese quando perde la sua identità e si affida per paura a chi sa proporre le soluzioni più semplici, anche se violente e censorie. Il simbolo di tutte le dittature  tristemente ed eternamente uguali a se stesse. Basta astrarre e fare un simpatico giochino di cambio di nomi...&lt;br /&gt;Il film è, inoltre, apprezzabile tecnicamente; chi ama le finezze della fotografia e le regie vivaci troverà terreno fertile (non storcete subito il naso di fronte al nome dei fratelli wachowski che hanno scritto e prodotto...Anche io temevo, ah se temevo l’americanata! Invece, alla fine, il tutto risulta molto inglese nella forma, solo verso la fine si vedono alcuni “calci rotanti” di troppo), anche dal punto di vista interpretativo il cast non delude...Insomma, non farò la specialista che non sono, dico, semplicemente che di carne al fuoco  o trippa  per gatti ce n’è, chi vuole incazzarsi un pò per la situazione politica attuale e per la  sua sconcertante banalità si guardi V per Vendetta...E con questo mi congedo. Un saluto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Prossimamente per continuare con i soliti viscosi discorsi sulla precarietà della Nostra generazione, andrò a vedermi un gruppo di traduttori del disagio: “Le Luci della Centrale Elettrica”...Ora non per fare pubblicità, perchè tanto sappiate che non intasco nulla, sono a Bologna a presentare il loro libro sulla Generazione Zero il 13 Novembre in via Mascarella e il 14 in Viale Zagabria per il loro concerto....Comunque se volete saperne di più su questo gruppetto di angoscianti virgulti e se volete visionarvi bene le date in giro per il Belpaese, vi consiglio di sbattervi un pò, di cercare sul webbe, tanto non essendo dotati di dita palmate, non farete neppure fatica...Vi saprò poi dire qualcosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3162855620567958078?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3162855620567958078/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3162855620567958078' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3162855620567958078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3162855620567958078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/la-chiave-della-felicit-la.html' title='La chiave della felicità è la disobbedienza in sè...'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1653046860519911939</id><published>2008-11-05T22:03:00.002+01:00</published><updated>2008-11-05T22:18:16.131+01:00</updated><title type='text'>LaRanaCattiva nello stagno della generazione precaria</title><content type='html'>NOTA BENE: Questo sfogo nasce il finesettimana scorso, durante un viaggio in treno durato più del previsto. Di fronte a 3 ore d’attesa da passare alla stazione di Parma, la prospettiva sarebbe stata quella di lanciarsi a pelle d’orso sui binari, invece è successa una cosa strana che da tempo non capitava...L’impulso irrefrenabile di scrivere. Ecco perchè non ho cambiato una virgola, sarebbe stato ingiusto ed ecco perchè alcuni riferimenti all’inattività del blog sembreranno fuori dal mondo ora che il giorno dei morti ha miracolosamente ridato vita a questa piattaforma....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sento freddo...&lt;br /&gt;- Forse sarà l’autunno!&lt;br /&gt;- No...non è la stagione, è un freddo che parte da dentro non da fuori.&lt;br /&gt;- Che intendi Rana? Spiegamelo non posso sentire quello che provi tu, siamo diversi.&lt;br /&gt;- Cattiva, dovresti essere in grado di avvicinarti empaticamente a me, ma so che non è per niente facile...&lt;br /&gt;- Ma io sono te, eppure alle volte non ti capisco. Non puoi farne un dramma se siamo diversi. Io ragiono, tu senti... Io sdrammatizzo e non prendo sul serio niente sul quale si possa ragionare, perchè analizzando... qualunque evento può essere ridotto al semplice, al comprensibile, qualcosa di acettabile e divertente come un gioco... Dai che lo puoi capire...La classica Ironia della sorte!&lt;br /&gt;- “Il gioco è uno dei lavori più seri del mondo”... Io non posso far altro che strepitare per ogni accidente che mi si para di fronte, perchè sono delle pulsioni incontrollabili quelle che mi muovono. Non ho la lucidità necessaria per discernere tra “Me” e il “Fuori da Me”. Tutto è così viscosamente collegato, un pantano indecifrabile, quello che mi calpesta dall’esterno non posso leggerlo se non in relazione a quello che provoca, alle reazioni che suscita in me. Tante relazioni, varie coincidenze, corrispondenze inspiegabili, torrenziali, che a ciel sereno mi travolgono, non possono essere casuali. Io devo dare un senso a tutto questo, perchè il Senso sta negli occhi di chi guarda.&lt;br /&gt;In questo caso ti dico che sento freddo, un freddo di desolazione!&lt;br /&gt;- Va bene, allora per un momento cerchiamo di trovare un punto di incontro. Solo per capire, altrimenti si continua a parlare di nulla. Non deve essere difficile trovare quella chiave di volta, dove le nostre spinte contrarie ed opposte possano generare una stabilità di fondo...un equilibrio, insomma.&lt;br /&gt;- No, non dovrebbe essere così difficile, basta volerlo! Prova allora ad entrare sotto la mia pelle apparentemente viscida e repellente. Entra e scava fin dove c’è luce, quando incontrerai il buio, lì, saprai di essere arrivata dove nascono le paure più nascoste, quelle che fatichiamo persino ad ammettere con noi stessi. Sentirai finalmente. E’ troppo difficile spiegare una sensazione. Bisogna condividere le stesse esperienze, sguazzare nello stesso fango. Dove sarò io sarai anche tu, anche perchè la vita è una e il mondo finito nelle sue categorie di Spazio e Tempo: solo allora capirai cosa intendo per Freddo.&lt;br /&gt;- Ho paura di non trovare niente che possa cambiare le cose. Tanta fatica spesa, per ritrovarsi nuovamente al punto di partenza. Per di più avendo scoperto cosa vuol dire questa dannata sensazione di Freddo.&lt;br /&gt;- No, no, a meno che tu non sia impermeabile (scusa l’ossimoro, visto che sei una rana), vedrai che ti troverai ad essere diversa, nuova, non si può fingere che nulla sia successo, proprio perchè è successo, è diventato Reale, una Verità oggettiva. Se poi deciderai di far finta di nulla, beh, problema tuo... Me ne farò una ragione, ma rimarrò per sempre nella convinzione che hai avuto paura. Paura di sbagliare, paura di perdere il controllo della tua vita, che se non te ne sei resa conto sta già sbandando da tempo, come quella di tutte le altre rane che popolano il nostro stagno.&lt;br /&gt;- Ma di cosa stai parlando? Io non capisco più nulla. Sembri una pazza. Quale ordine c’è ancora da sovvertire? Rischi di sembrare la depositaria di una Verità che forse neppure esiste... Vedrai attirerai su di te solo biasimo ed incomprensione... Perchè mi vuoi trascinare nel tuo mondo di follia visionaria ed idealista?&lt;br /&gt;- Perchè credo che una volta che ti sei esposta non puoi più nasconderti. Perchè diventerà necessario per te combattere per ottenere quello che vuoi realmente. Esporsi vuol dire conoscersi a tal punto da non aver più paura del giudizio altrui, ma per conoscersi bisogna faticare, provare, farsi male, sentire intensamente con ogni verde fibra del tuo corpo. E’ vero, sarai addomesticata a quel punto, ma dimmi chi è mai stato libero? Nasciamo e siamo già schiavi di noi stessi, la Libertà se esiste risiede solo nel non aver paura del bello e del brutto che alberga in noi. Quando si sarà raggiunta l’accettazione dell’essere meravigliosamente imperfetti, allora sì, che la visione cambierà, che riusciremo a perdonare anche gli altri per la loro finitezza. Non esisterà più il Giudizio.&lt;br /&gt;- Razionalmente non ti capisco, però credo che non ci sia nulla di sbagliato nello smuovere le acque e provare a darti man forte, anche perchè da sola saresti una mina vagante.&lt;br /&gt;- Ti ringrazio Cattiva, perlomeno ora potrai sentire anche tu freddo ed aiutarmi a farlo sentire a tutto il resto dello stagno.&lt;br /&gt;LaRanaCattiva si è finalmente riconosciuta... Ha ricostruito la sua autoconsapevolezza. Sente freddo... Il gelo della disillusione.&lt;br /&gt;Ora se il suo piccolo cervello anfibio regge all’idea di fare ciò che sta per fare, spiegherà le ragioni che l’hanno spinta ad okkupare (così con le K affabuliamo anche i gggiovani) questa pubblica piazza ...Ispirata forse dalle mobilitazioni civili degli ultimi tempi.&lt;br /&gt;Se è vero che un Centro, un nucleo caldo di fervore culturale non esiste più, che Segnosulmuro, quel luogo di libera espressione ideologica è andato miseramente prosciugandosi alla radice, perchè non nutrito da dibattiti e contraddittori, ne consegue che neppure una posizione di marginalità a questo polo centrale esiste più. E’ solo questione di punti di vista: Quale opposizione può esistere al Nulla? Semplice, nessuna. La mia presa forzata di possesso diviene dunque legittima dal mio punto di vista, anche se apparentemente parassitaria ed abusiva.(In realtà sarebbe stato troppo faticoso aprire un mio blog)... Ma chi può dire che questo sia realmente un male e che io non lo stia facendo con scopi benigni? Chi vuole leggere i miei sproloqui come spocchiosi, faccia pure, le libere interpretazioni mi affascinano.&lt;br /&gt;Comunque... Non per fare stupide polemiche, ma forse mancava un principio di fondo, un progetto di reale miglioramento comune, di disinteressato dialogo tra le teste dei creatori di questo blog e i potenziali fruitori. E’ comprensibile che il tutto fosse un esperimento, un giocoso divertissement, ma credo che si possa riuscire ad arrivare a tutti se solo per un attimo ci si dimentica dell’autoreferenzialità. Assurdo che sia io a parlare di autoreferenzialità... quando sto usando questo mezzo per parlare di me fino ad ora, ma queste sono presentazioni, probabilmente andando avanti il tiro verrà aggiustato e saprò spiegare a fatti quello che intendo per utilità filtrata attraverso l’esperienza personale.&lt;br /&gt;Perchè non voglio pensare che jente valida abbia potuto scambiare l’utilità potenziale di un blog, per vuoto esercizio formale. Sia nato, in realtà...o mio Dio... “Perchè, cioè, fa figo avere un blog, cioè, perchè così possiamo far vedere quanto ne sappiamo, cioè perchè si, dai, in preda ai fumi più disparati è bello credere in un sogno, credere di poter essere utili a qualcuno in città, nel mondo negli universi paralleli!”. Il narcisismo farà anche bene, ma occhio a bearsi troppo (ma quanto siamo bravi, ma quanto siamo affascinanti) si rischia di rimanere imprigionati in una adolescenza patologica, che alla nostra età risulta grottesca.&lt;br /&gt;Io che sono un anfibio, per definizione nè carne nè pesce, una sorta di polpettone cotto a metà,sono perfettamente consapevole di non poter essere per nessuno un punto di riferimento visto che non basto neppure a me stessa. Sono qui solo per apportare il mio punto di vista, la mia esperienza... Un pò sparando a zero, un pò ragionando seriamente, ed un pò tanto...dicendo cazzate, ma cercando di proporre e proponendo, come farei con i miei sventurati amici, qualcosa da fare e qualcosa su cui riflettere. Per sfruttare al meglio una occasione che potrebbe finire come ben sappiamo, ma magari no...Who knows?&lt;br /&gt;Per una creaturina piccola e gracidante come me è abbastanza facile rompere le scatole, nel senso che essendo da poco nella Dotta, tutto mi appare meravigliosamente sconosciuto e non posso fare a meno di stupirmi (e palesarlo fastidiosamente) per la quantità spaventosa di stimoli che qui la città propone... Ebbene si, sarò provincialotta, il buon Fedro parlava di topo di campagna e topo di città , ma qui io parlo di capacità di meravigliarsi ancora, di entusiasmarsi di fronte a qualcosa di prezioso. Quella che Saint Exupery avrebbe chiamato “ la Capacità di saper ancora Arrossire”.&lt;br /&gt;Stanca di vagare in cerca di rivoluzioni più o meno permanenti, di stimoli continui non ho dovuto far altro che attendere l’inevitabilità degli eventi...Ad azione reazione. Messa giù così a muso duro...può sembrare un “Ve lo avevo detto!”... In effetti è un “ Eh, me lo aspettavo, la resistenza alle difficoltà non è il vostro forte!”...Lo so, lo so è uguale!&lt;br /&gt;Saltando in lungo ed in largo ho deciso di infestare questo stagno ben sapendo che la sua placida quietanza mi avrebbe lasciato la tranquillità per agire indisturbata e molesta come piace tanto a me. Già, già... chi se lo sarebbe mai aspettato che un blog fondato da ggggiovani virgulti della migliore specie impegnata ed intellettuale, tutti nati e cresciuti a cinema e lettertura avrebbero così presto abdicato alla Noia e all’apatia più totale. Ragazzi poco più che ventenni, la meglio gioventù dell’intellighenzia bolognese che frustrata dal non sapersi misurare con la fatica intrinseca della vita ha preferito cedere il proprio sogno di apostolato culturale perchè in definitiva si ha meglio da fare...o comunque perchè è troppo difficile mantenere un qualunque tipo di continuità.&lt;br /&gt;E’ troppo facile abbandonarsi all’entusiasmo, quasi in preda ad un orgasmo di aspettative se poi non si hanno gli attributi per soffrire e lavorare per ciò in cui si crede.&lt;br /&gt;Sognare e sognare alto è davvero una virtù e se ancora si è in grado di farlo, perchè buttare tutto nel cesso per paura di essere considerati folli o di rimanere degli incompresi?&lt;br /&gt;Quanto è bello fare la maestrina che bacchetta i girini svogliati; che surreale gusto autolesionistico mi anima e che soddisfazione generare disprezzo (almeno una rezione).&lt;br /&gt;E’ troppo facile parlare attraverso le opere altrui, loro sono lì e sono un dato di fatto, non aspettano altro che essere continuamente riscoperte attraverso occhi sempre nuovi, come le coscienze individuali che le approcciano. Vogliamo mettere la faccia per quello in cui crediamo e vogliamo analizzare un film, un programma, un libro attraverso il filtro della nostra esperienza, senza ricorrere a prontuari e formule da compassati critici. Qualcuno lo ha anche fatto, ma poi ha smesso di credere nella potenza delle parole, come se fosse tutto inutile, ancora una volta come se niente avesse Senso!&lt;br /&gt;E’follia credere fermamente in qualcosa? E’ follia credere in qualcosa pur essendo consapevoli che potrebbe non servire a cambiare di fatto la realtà circostante?&lt;br /&gt;Non so darmi risposta, o meglio, me la do eccome...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1653046860519911939?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1653046860519911939/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1653046860519911939' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1653046860519911939'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1653046860519911939'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/laranacattiva-nello-stagno-della.html' title='LaRanaCattiva nello stagno della generazione precaria'/><author><name>LaRanaCattiva</name><uri>http://www.blogger.com/profile/11458974440544094964</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1382666724290545351</id><published>2008-11-02T01:46:00.008+01:00</published><updated>2008-11-02T14:16:58.394+01:00</updated><title type='text'>La legge, la fede e il caso di Eluana Englaro</title><content type='html'>Qualche giorno fa, mi sono messo a guardare L'infedele, il programma televisivo diretto da Gad Lerner. In studio era presente come ospite d'onore, che farà anche comprendere il tema della puntata, Beppino Englaro il padre di Eluana Englaro, la ragazza che aspetta da anni che la legge e la politica italiana le permettano di veder terminata la sua vita. Il tema evidentemente è molto complesso e va a toccare la struttura portante di qualsiasi etica, dai più forti istinti umani ai più radicati valori morali. In studio, come è solito farsi in tali talk show, vi erano altri ospiti divisi a seconda dell'opinione di cui erano portavoce, le due principali: chi era d'accordo che in Italia si formuli una legge che regoli la situazione verso una accettazione della possibilità di dare fine alla vita di alcune persone in determinati casi, in questo caso di permettere ad un medico consenziente di staccare i macchinari che continuano a tenere in vita Eluana (più precisamente di estrarre il sondino che la alimenta); chi, al contrario, riteneva che una tale legge nel diritto di uno stato, purché laico, sia inammissibile perché contraria a qualsiasi valore e principio di vita, che il diritto per eccellenza difende. Quasi inevitabilmente tale posizione era accompagnata dalla professione di una confessione cattolica, anche se tra i credenti era presente anche il teologo Vito Mancuso, che benché cattolico credente, appoggiava le richieste di Englaro e denunciava il bisogno della Chiesa di riconsiderare le proprie impostazioni a riguardo, proprio attraverso il recupero di quei valori che sono a fondamento e traguardo della chiesa cattolica stessa: quali il libero arbitrio, il concetto di persona, il valore della morte come passaggio verso la salvezza e non ultimo il principio dell'autodeterminazione dell'individuo. Quest'ultimo, nella continuazione del dibattito, è stato assunto come fulcro della questione: un individuo è libero di scegliere la propria morte, essa è considerabile come libertà? Ma soprattutto uno stato può fondarsi su una legge che preveda il riconoscimento di questa libertà?&lt;br /&gt;La trasmissione, come forse sempre è successo per questo tema, si è conclusa con tanti chiarimenti e nessuna soluzione, se soluzione può esserci. Ma neanche un avvicinamento delle rispettive posizioni.&lt;br /&gt;E' evidente che alla base c'è un concetto diverso di libertà, da una parte essa indica la possibilità che un individuo ha di determinare la propria individualità per quello che concerne la propria persona (i limiti che essa prevede, cioè generalmente "l'iniziare e concludersi con l'altrui libertà" sono problemi che porterebbero ad un ulteriore discussione, qui non fondamentale, ad ogni modo essa è garantita dallo stato di diritto stesso); dall'altra la libertà è la possibilità donata da Dio di rendere grazie attraverso opere e professioni del dono stesso della vita, nell'attesa e speranza della salvezza eterna. Apparentemente le due posizioni sono inconciliabili, ma non lo sono. In realtà la concezione cattolica, va ad inserirsi perfettamente nella garanzia di autodeterminazione sancita dal diritto. Ma nel caso in questione la contraddizione nasce e si palesa; ma ancora una volta, a mio avviso, solo apparentemente. Il fulcro del problema non è nella autodeterminazione, ma invece nei valori stessi e nelle problematiche che essi portano, propri dell'impostazione cattolica. Il caso in cui una persona si trovi a vedersi prolungata la vita attraverso dei macchinari, è evidentemente un caso in cui non è la natura a fare il suo corso, ma è una prassi dettata dal libero arbitrio umano, libero arbitrio che la religione cattolica stessa ha posto come fondamento basilare della sua dottrina. E' impossibile potere stabilire di un evento quanto esso sia frutto della scelta degli uomini e quanto esso sia verificatosi secondo la provvidenza divina, si dovrebbe quasi affermare che entrambe allo stesso modo si verificano, anche se concettualmente o forse meglio dire secondo una razionalizzazione dei precetti religiosi, sono contraddittorie.&lt;br /&gt;L'impossibilità di dividere la responsabilità umana dall'atto divino, l'impossibilità di poter considerare una torre babelica come un atto di offesa a Dio perpetuato dalla superbia umana. qualcosa che Dio stesso ha "voluto" o meno. Questo dissidio che può risolversi solo attraverso la fede che è un ridarsi completamente a Dio, quindi un camminare nuovi passi a tentoni nella speranza di sentire la Sua mano a guidarci, non può proprio per la sua essenza essere a fondamento di una legge di uno stato civile democratico. Poiché essa dovrebbe regolare l'indeterminatezza, dovrebbe essere legge di Dio, in quanto regolante la sua "volontà", più che la nostra di esseri umani. E' evidente la follia di una tale impostazione. Detta in termini esemplificativi: Una persona che per un'incidente d'auto venga intubata e sopravviva attraverso i macchinari di una struttura ospedaliera e che in piena coscienza esprima la sua volontà di non ricevere più cure, cosa che la porterebbe verso la morte naturale, dovrebbe avere il diritto regolamentato da una legge dello stato di ricevere tale trattamento e non potrebbe considerarsi alcun caso, come la possibilità di una miracolosa guarigione, che possa ritenersi affrontabile in questa materia di legge se non sforando nel campo della regolamentazione del divino, ossia del provvido, ossia dell'innaturale: non-umano.&lt;br /&gt;Infine si eliminerebbe la libertà di coscienza propria che permette la fede stessa (oltre che quella, anche possibile, di non voler essere dei miracolati) e sarebbe inammissibile come dato da porre l'eventualità miracolosa proprio nel momento in cui è imperscrutabile l'ordine, il verificarsi e il senso degli eventi. Chi si chiude dietro frasi che riguardano l'influenza culturale di un tale gesto o la simbologia o la contraddizione di come si possa scegliere la morte, visto che per essenza essa è mancanza di scelta, pone la questione su binari senza uscita, che non parlano del problema, ma lo evitano. La morte possiamo considerarla solo come evento della vita, non in altra maniera, in tal modo dobbiamo trattarla. Questo è il motivo per cui resta da attuare attraverso una regolamentazione di legge ad hoc il principio di autoregolamentazione della persona, del cittadino, riguardo alla morte nei casi come quello di Eluana Englaro; per garantire il valore di una democrazia attraverso il suo stato di diritto, il resto in tale questione è solo Burocrazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1382666724290545351?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1382666724290545351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1382666724290545351' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1382666724290545351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1382666724290545351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/11/la-legge-la-fede-e-il-caso-di-eluana.html' title='La legge, la fede e il caso di Eluana Englaro'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-7808845524914879847</id><published>2008-05-27T14:47:00.008+02:00</published><updated>2010-02-06T13:55:42.009+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Lettere alla fidanzata</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_AWHDMpULkZ4/SDwU1otMtII/AAAAAAAAAAU/T9ZGdTeICEk/s1600-h/11298ecc3.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5205058181026067586" style="margin: 0px 0px 10px 10px; float: right;" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_AWHDMpULkZ4/SDwU1otMtII/AAAAAAAAAAU/T9ZGdTeICEk/s320/11298ecc3.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Mia cara Ofelia, io non so rimare,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;mi manca l'arte di dir verseggiando&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;i miei sospiri; ma ch'io t'ami tanto,&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;eccelsa, tu non devi dubitare&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Shakespeare, &lt;em&gt;Amleto&lt;/em&gt;, Atto II, Scena II)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così Fernando Pessoa dichiara il proprio amore alla giovane fidanzata Ophélia Queiroz, destinatario di un "corpus" prezioso, pur nella sua esiguità, di "cartas", lettere raccolte in volume nel 1978 e pubblicate in Italia nel 1988 presso la casa editrice Adelphi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è dove riposa la poesia del quotidiano ciò che stiamo domandando a un Pessoa, afflitto-affetto dall'angina, dall'insonnia e da un trasloco familiare, che ha tutta l'impellenza di un ritorno all'ordine. Che cosa simboleggia, infatti, una casa, la ricerca di una casa (in un sardonico ribaltamento della "queste" cavalleresca, non più oggetto e fine dell'erranza, ma della permanenza), per chi ha radici possibili solo in un "altrove"?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A spingerci neanche il voyeurismo di un micro-cuore in prestito o in affitto, ma la possibilità di sondare il terreno mixato (minato-contaminato) della finzione, dell'alterazione di un sè, solo apparentemente rinnegato. Negazione affermativa, quella che partorisce il "doppio" (bilocale mansardato, concesso in usufrutto alla contraddizione, al dir-si contro, che è un dirsi di più, in più).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La fidanzata è, dunque, pretestuosa interlocutrice in un colloquio tutto privato, incentrato sul "fatto di essere 'pessoa'". Il gioco di parole attorno al significato del cognome (in portoghese, "persona") ne costituisce una spia linguistica. Basti pensare che il latino "persona" racchiude e assembra i concetti di maschera e di personaggio e quello seriore di personalità, in un culto dell'individualismo ancora tutto da farsi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una difficoltà di arginare il "molteplice in uno", palesata da Pessoa nell'investire di responsabilità la sua destinataria ("Vuole bene a me perchè me è me o perchè no?"), eletta, in una prima fase del controverso rapporto, complice ideale nel tentativo di "fingere", di erigere, velleitariamente, un edificio di ordinaria felicità. A ragione, Antonio Tabucchi, curatore del "libello", riporta, quale epigrafe alla post-fazione, un passo di una lettera di Kafka a Felice Bauer: "Hai tanto potere su di me: via, trasformami in un uomo che sia capace di ciò che è ovvio". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Poggiata su un basamento tanto fittile, la costruzione di Pessoa cede a un io sismico: "[...] esigere da me i sentimenti, del resto degnissimi, di un uomo normale e banale, sarebbe come pretendere che io avessi gli occhi azzurri e i capelli biondi". Se, dunque, il "borghesismo" di Pessoa (o di "un" Pessoa) si connota come un'affezione patologica, un'inclinazione o una qualità da delegittimare, un'eco della stessa malattia cogliamo nelle parole di un altro votato alla stessa impossibile felicità: "Ma il mio amore più profondo e riposto è per i biondi, per quelli dagli occhi azzurri, per i felici puri, per i fortunati, per gli amabili e i mediocri" (Mann, &lt;em&gt;Tonio Kroger&lt;/em&gt;). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'assenza di cura determina lo slittamento nella precarietà di senso: la poesia diventa dimensione di un assurdo più vero del vero. Finchè si fa "[...] silenzio nella stazione/ a discrezione dell'utente".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-7808845524914879847?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/7808845524914879847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=7808845524914879847' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/7808845524914879847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/7808845524914879847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/05/lettere-alla-fidanzata.html' title='Lettere alla fidanzata'/><author><name>aracoeli</name><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_AWHDMpULkZ4/SDwU1otMtII/AAAAAAAAAAU/T9ZGdTeICEk/s72-c/11298ecc3.gif' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-2219239683714119220</id><published>2008-05-10T16:00:00.007+02:00</published><updated>2008-05-11T15:22:30.537+02:00</updated><title type='text'>mmmh mmmh... Elucubrazioni !</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SCbyZjKEmFI/AAAAAAAAAAg/4PYRiR4_Duk/s1600-h/confuso.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SCbyZjKEmFI/AAAAAAAAAAg/4PYRiR4_Duk/s320/confuso.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199109340593952850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p style="font-family: times new roman;font-family:times new roman;"  class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Ora mi metterò ad elucubrare, più o meno sistematicamente, su alcune "immagini mentali", attraverso accostamenti, salti logici, analogici, fantasmagorie (quanto mi piace usare questo termine), per puro malsano mio divertimento (tra l'altro qualcuno mi ha fatto notare da poco come l'etimologia di "divertire" descriva l'atto di "guardare altrove, volgersi altrove", ma anche di "divellere", per vicinanza, cioè portare fuori, come per strappo o smottamento), che seguendo il principio del blog, condivido e metto in circolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parto, come in un percorso a ostacoli in cui gli ostacoli si tramutano in opportunità, dal concetto di Gestalt. Preso direttamente, nessuno lo direbbe mai, dalla psicologia della Gestalt o della forma, qual la si voglia chiamare. La quale ha per peculiarità l'aver teorizzato la presenza di quella "sostanza" esperenziale che non è riducibile alla somma delle componenti minime di un'esperienza, rifiutando così un approccio riduzionista (per cui "l'intero è dato dalla somma delle parti"). Così per l'appunto può anche dirsi esserci in ogni esperienza una gestalt: una sostanza sovraordinata, un plus-valore, un "quid".&lt;br /&gt;Forse riferendosi allo stesso oggetto nelle sue peregrinazioni letterarie così odissiache, James Joyce nel Dedalus, parlava di "quidditas". In realtà, come egli stesso precisa, la quidditas più propriamente è l'essenza, in tale termine può leggersi concentrato tutto un certo scivolamento occidentale verso la metafisica, precisazione dovuta al solo fatto che diciamocelo... gli "scivolamenti" piacciono!! Ma Joyce non la prende, per ciò per cui si è formalizzata: il proprio "concetto agglomerato" che si evolve lungo una tradizione; ma la assume nel suo aspetto si potrebbe dire più fenomenologico, legato alla circostanza, al momento estetico.&lt;br /&gt;Citando direttamente dal testo: &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"Ti rendi conto che si tratta di quella cosa che è, e di nessun'altra cosa. La radiosità di cui parla San Tommaso è la quidditas scolastica, l'essenza di una cosa. Questa qualità suprema viene sentita dall'artista solo dopo ch'egli ha concepito nella propria immaginazione l'immagine estetica. Shelley ha mirabilmente paragonato la mente, in quell'attimo misterioso, a un carbone acceso che va languendo. L'attimo in cui tale qualità suprema della bellezza, il limpido splendore dell'immagine estetica, viene luminosamente percepita dalla mente, arrestata dalla sua integrità e affascinata dalla sua armonia, è la stasi luminosa e silenziosa del piacere estetico, uno stato spirituale assai simile a quella condizione cardiaca [... chiamata...] malia del cuore."&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;E' facile riconoscere in queste righe i prodromi della teoria estetica ben famosa di Joyce, tutta ruotante intorno all'epifania; anche se non è sempre facile riconoscere i prodromi, questi enormi esseri parenti dei pachidermi che hanno la fama di essere i primi consiglieri per fervida creatività dei cugini, famosi per la memoria. Tale ad ogni modo pare essere l'intenzione del testo: descrivere alcuni momenti dell'esperienza del bello e attraverso un lampo d'intuizione tentare di "definire", spingersi alla fine, vecchio vizio dopotutto...(certo da non confondere con l'intenzione di Joyce, ma semplicemente con la messa in scena nel romanzo di uno dei comportamenti concernenti l’arte).&lt;br /&gt;Allo stesso modo affascinate, mentre percorro quest'erta sisifica che io preferisco salire a zig zag (come quando si è davanti ad una scalinata faticosa che si crede sia meno faticoso salirla imitando il movimento tipico della pallina dell’Arkanoid, per chi non lo sapesse è il videogioco con la pallina che rompe i mattoni, più vecchio del mondo, vabbé...)  dovrebbe essere accostare tale approccio estetico alla generalità dell'esperienza secondo la teoria gestaltica, ossia alla totalità delle situazioni in cui ha un ruolo la coscienza. Resta quindi una sovra-sostanza estetica in ogni esperienza, presa nella sua forma più generica e propria: il campo stesso in cui entrano in gioco gran parte degli aspetti che caratterizzano l'umanità, da quelli più propriamente biologici a quelli che lungo i secoli, fino a questo nel quale probabilmente si rifiuta il termine, ormai tabù (forse dovrei scriverlo “taboo”, le due “oo” sono più iconiche e in questo termine assolutamente pedagogiche), si sono detti spirituali.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E qui il mio balzo logico, e la fascinazione che subisco dalla contorsione da circo ambulante che fa la mia mente, che non ha mai superato l’idea infantile di diventare il cervello armonico del più grande trapezista russo del 21° secolo, mi porta a pronunciare ciò: &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;“Riconoscendo possibile sempre un’esperienza estetica come gestaltica, un’epifania, si afferma una valenza metafisica o ontologica indefinibile, un patto estetico tra esseri umani che ne riconoscono il valore. Il valore che non è riducibile, se anche scomponibile, alle sue parti e che pur prevede una riconoscibilità data dal consorzio umano, porta direttamente a pensare al plus-valore. La riconoscibilità, labilissima e incorporea, è traducibile con “contratto”. I termini della questione si fanno economici, “il prezzo” immediato e pragmatico, direi quasi l’oggetto più deterministico, traduce la quidditas, l’oggetto più trascendentale. Di teorie del prezzo non sono in grado di parlarne. Non ho competenza. E il discorso preso con determinato taglio, quale potrebbe sembrare il mio così umanistico, farebbe pensare, non a torto certo, alla “fantasmagoria della merce” di cui parla Benjamin in relazione alla perdita di sacralità dell’arte (qui mi accorgo io stesso di come fosse strano aver già detto che il termine mi piaceva, proprio all’inizio, eppure non avevo pensato nulla di tutto ciò prima...ualà, capriola in aria sulle teste degli spettatori). Ma l’intenzione è diversa, non voglio denunciare, mi trovo solo ad accorgermi di come sia eccezionale la casualità di trovare similarità che accomunino ambiti così diversi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un intero sistema mondiale che si regge su una forma d’Arte: l’Economia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E pensare che in molti ritengono morto qualsiasi sufflato d’ispirazione artistica. E se siamo tutti ad adorare il Dio denaro, allora aveva torto Benjamin, non si è persa affatto la sacralità dell’arte, si è transustanziata nel Dollaro. Forse così è anche più comprensibile il genio della pop art. E il percorso di una massa, che è stata per costitutività antropologica apostolizzata all’assoluto metafisico: “il valore del prezzo”. Penso al Dio immanente spinoziano, sarebbe una perfetta definizione, anche per gli aspetti metafisici della questione, della trascendenza necessaria di ogni identità singola, nel “consorzio”, quasi nella cooperativa, fin su alle Corporation.”&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Gioco certo con le provocazioni, ma non per svuotare d’importanza alcune ellittiche affermazioni, sto cercando dei riflessi, delle continue rifrazioni, cercando di aprire a nuovi spunti...chissà!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="font-family: times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;E pensare che c’è una teoria evoluzionistica contemporanea il cui promulgatore è un certo Dawkins, che afferma che lo scopo dell’evoluzione non è la sopravvivenza della specie, ma quella dei geni (ovviamente non parlo di quegli esseri umani leggendari con capelli bianchi spettinatissimi baffetti e occhiali tondi), che ci usano per diffondersi e migliorarsi. L’unica cosa che conta sono le informazioni. Come se tendessimo a fare tutto per mantenerne il più possibile. Siamo archivi ambulanti, una specie di burocrati...e pensare (il mio cervello sta pensando) che il mio cervello avrebbe voluto solo piroettare in continuazione a svariati metri dal suolo per un tempo imprecisato...!!!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-2219239683714119220?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/2219239683714119220/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=2219239683714119220' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2219239683714119220'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2219239683714119220'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/05/mmmh-mmmh-elucubrazioni.html' title='mmmh mmmh... Elucubrazioni !'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SCbyZjKEmFI/AAAAAAAAAAg/4PYRiR4_Duk/s72-c/confuso.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-1161055847441936738</id><published>2008-04-11T17:56:00.003+02:00</published><updated>2008-04-11T18:24:37.740+02:00</updated><title type='text'>.......Oddio ci siamo!!!!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2367/1751710139_34ee4cdf21_o.gif"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 225px; CURSOR: hand; HEIGHT: 202px" height="202" alt="" src="http://farm3.static.flickr.com/2367/1751710139_34ee4cdf21_o.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;.....Oramai ci siamo davvero,domenica si vota..qualcuno non ci andrà,qualcuno si rifiuterà,qualcuno voterà...abbiamo assistito in questi giorni alle strenue difese sulla giustezza di votare e anche il sostegno obbligato al PD per arginare lo spettro Berlusconi...io mi dissocio dal coro..e non è qualunquismo o indifferenza...è onestà con se stessi almeno per questa volta,premettendo che non ho ancora deciso se votare o rifiutarmi di farlo(andate su &lt;a href="http://www.riforme.info/"&gt;http://www.riforme.info/&lt;/a&gt; se siete di questo avviso)voglio segnalare un partito nuovo PER IL BENE COMUNE una lista civica fatta appunto da comuni cittadini e con un programma molto interessante iprontato sull' ambiente,sulla salute su tutte quelle cose,importanti,che in campagna elettorale si dicono poco soprattutto se si deve discutere dell'Alitalia!!!! riporto qui di seguito il programma e consiglio a tutti di leggerlo..e siccome non sono daccordo con andare a votare il pd per non far vincere Berlusconi almeno cerchiamo che qualcuno che "forse" ha davvero voglia di RAPPRESENTARE I CITTADINI si sieda in quello che quasi mi vergogno a chiamare PARLAMENTO..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Elezioni&lt;br /&gt;2008&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ambiente, energia e infrastrutture&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* No alle grandi opere, quando inutili e dannose (No Tav, No Ponte, No&lt;br /&gt;rigassificatori, No inceneritori)&lt;br /&gt;* No alle centrali a carbone&lt;br /&gt;* Procedere ad un Piano energetico nazionale sulle esigenze della collettività, non&lt;br /&gt;su quella delle aziende.&lt;br /&gt;* Difesa dell'acqua come bene comune che deve restare pubblico&lt;br /&gt;* Sviluppo delle fonti rinnovabili di energia, con esplicita esclusione dei rifiuti&lt;br /&gt;* Forte impulso al trasporto pubblico, ai veicoli ecologici e al trasporto ciclabile&lt;br /&gt;urbano&lt;br /&gt;* Campagne per il risparmio e l'efficienza energetica, e per l'autoproduzione&lt;br /&gt;domestica di energia. Incentivi alle tecnologie che risparmiano energia, come i&lt;br /&gt;Led nella pubblica illuminazione.&lt;br /&gt;* Creazione di un piano nazionale dove vengono fissati i principi comuni per i Piani&lt;br /&gt;Regolatori che siano ispirati a: diritto alla mobilità, all'ambiente, alla salute e alla&lt;br /&gt;sicurezza (traffico)&lt;br /&gt;* Nuove regole dello sviluppo urbano che tengano conto delle esigenze di un&lt;br /&gt;TRASPORTO a basso costo, a basso impatto ambientale, sicuro e che tenga&lt;br /&gt;conto dei costi della salute pubblica.&lt;br /&gt;* Un albero per ogni nuovo nato, deve essere rispettata, a cura delle&lt;br /&gt;amministrazioni locali.&lt;br /&gt;* Educazione ambientale come materia di insegnamento, a tutti i livelli scolastici.&lt;br /&gt;* Introduzione dei pannolini lavabili negli asili nido, e incentivi alle famiglie per il loro&lt;br /&gt;utilizzo.&lt;br /&gt;Casa&lt;br /&gt;* Ridimensionare le forme speculative sulla casa e renderla realmente accessibile a&lt;br /&gt;tutti i cittadini. La casa è un diritto e come tale non può essere oggetto di&lt;br /&gt;speculazione.&lt;br /&gt;* L'eliminazione dell'ICI per i possessori di un unico immobile e con reddito basso.&lt;br /&gt;* Ripresa investimenti per l'edilizia popolare con priorità ad anziani e giovani coppie.&lt;br /&gt;* Recuperando e ristrutturando il patrimonio residenziale pubblico, sia per ridurre i&lt;br /&gt;costi, sia per contenere il consumo di territorio;&lt;br /&gt;* Requisendo e utilizzando appartamenti sfitti da più di 5 anni, di proprietà di&lt;br /&gt;Banche, Enti ed Assicurazioni.&lt;br /&gt;* Dimezzamento interessi mutui prima casa per intestatari che non superino&lt;br /&gt;€ 35.000 di reddito annuo.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;2&lt;br /&gt;Coppie di fatto&lt;br /&gt;* Varo di una legge che riconosca lo status di famiglia alle coppie di conviventi,&lt;br /&gt;indipendentemente dal loro orientamento sessuale, estendendo loro i diritti/doveri&lt;br /&gt;delle coppie sposate.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Economia&lt;br /&gt;* Recupero delle risorse finanziarie&lt;br /&gt;* Riduzione dei costi della politica attraverso:&lt;br /&gt;* abolizione di grandi e piccoli privilegi di cui godono parlamentari, ex&lt;br /&gt;parlamentari, consiglieri regionali, comunali e componenti di tutte le strutture&lt;br /&gt;periferiche di governo;&lt;br /&gt;* abolizione dei doppi e plurimi incarichi politici con relative retribuzioni;&lt;br /&gt;* riduzione del numero di ministeri, di assessorati, di commissioni e soppressione&lt;br /&gt;di strutture parassite;&lt;br /&gt;* riduzione del numero di parlamentari, sottosegretari, vicepresidenti, consiglieri&lt;br /&gt;regionali, ...&lt;br /&gt;* adeguamento del trattamento pensionistico dei parlamentari e dei consiglieri&lt;br /&gt;regionali a quello di tutti gli altri cittadini;&lt;br /&gt;* revisione del meccanismo di attribuzione, ai partiti, dei contributi per le spese&lt;br /&gt;elettorali sulla base degli effettivi votanti e non sul numero degli elettori iscritti&lt;br /&gt;nelle liste elettorali;&lt;br /&gt;* abolizione delle Province e delle Circoscrizioni e realizzazione delle aree&lt;br /&gt;metropolitane&lt;br /&gt;* costituzione di una Commissione Nazionale per la valutazione sull'utilità ed&lt;br /&gt;economicità delle opere pubbliche;&lt;br /&gt;Ciò avrebbe il duplice effetto di ridurre il peso fiscale sui cittadini e di riportare la&lt;br /&gt;politica al suo ruolo costituzionale di servizio, restituirle dignità e credibilità,&lt;br /&gt;ridare fiducia a quanti si sono allontanati da essa.&lt;br /&gt;* Ripristino del pagamento dell'ICI da parte degli immobili di proprietà di Enti&lt;br /&gt;Religiosi, adibiti ad attività economiche.&lt;br /&gt;* Riduzione delle spese militari&lt;br /&gt;* Recupero dei finanziamenti impropriamente erogati attraverso il meccanismo dei&lt;br /&gt;certificati verdi / CIP6&lt;br /&gt;* Utilizzo dei Fondi Dormienti, delle riserve auree e monetarie acquisite dalla Banca&lt;br /&gt;D'Italia, e dei diritti di Signoraggio che ora la Banca d'Italia incamera, dalla BCE, al&lt;br /&gt;posto dello Stato Italiano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;3&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Tasse&lt;br /&gt;* Lotta all'evasione fiscale, a cominciare dalla enorme quantità di beni mobili ed&lt;br /&gt;immobili della criminalità organizzata.&lt;br /&gt;* Esenzione fiscale totale per i redditi più bassi&lt;br /&gt;* Introduzione della Tobin Tax per tassare la speculazione e dare priorità alle spese&lt;br /&gt;sociali&lt;br /&gt;Razionalizzazione della Pubblica Amministrazione&lt;br /&gt;* abbattimento dei centri di potere pubblico che utilizzano impropriamente ingenti&lt;br /&gt;risorse finanziarie con logiche personalistiche e gestiscono servizi di interesse&lt;br /&gt;pubblico utilizzando competenze esterne, lautamente retribuite, piuttosto che&lt;br /&gt;quelle interne esistenti già retribuite.&lt;br /&gt;* riorganizzazione delle amministrazioni centrali e periferiche degli Enti dello Stato&lt;br /&gt;con il contributo delle intelligenze e delle competenze, esistenti al loro interno,&lt;br /&gt;secondo un piano di lavoro studiato e progettato sinergicamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Salari&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Definire un livello minimo dei salari sufficiente per una vita dignitosa attraverso&lt;br /&gt;interventi diretti e indiretti.&lt;br /&gt;* De-tassazione totale dei redditi fino al limite minimo considerato come soglia di&lt;br /&gt;sopravvivenza (15.000 euro lordi?)&lt;br /&gt;* Piani per la piena occupazione a livello dei comuni.&lt;br /&gt;Pubblica amministrazione&lt;br /&gt;* Definizione di parametri meritocratici su partecipazione democratica dei cittadini,&lt;br /&gt;rapporto spesa / abitanti, rapporto abitanti / servizi erogati.&lt;br /&gt;* Condizioni di assunzione nell'amministrazione della cosa pubblica - specie per le&lt;br /&gt;cariche più alte - con criteri di trasparente e comprovata esperienza e&lt;br /&gt;professionalità&lt;br /&gt;* Revoca della carica in caso di appurata insoddisfacente prestazione.&lt;br /&gt;* Abbassamento dei compensi e dei rimborsi/bonus, investimento dei fondi così&lt;br /&gt;risparmiati nel miglioramento del servizio erogato&lt;br /&gt;* Tetto massimo per le spese correnti e per le opere pubbliche, e per la loro durata,&lt;br /&gt;con riferimento ad una specifica tabella tecnica nazionale&lt;br /&gt;Sostegno alle attività produttive&lt;br /&gt;* Ampio sostegno pubblico alle imprese che adempiendo ai propri doveri fiscali,&lt;br /&gt;puntano alla innovazione, rispettando l'ambiente, i diritti dei lavoratori e le norme&lt;br /&gt;antiinfortunistiche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;4&lt;br /&gt;* Studiare la trasformazione dei contributi pubblici alle imprese (conto capitale e&lt;br /&gt;conto interessi) in quote di proprietà pubblica delle strutture e delle aree; con il&lt;br /&gt;doppio risultato di considerarle patrimonio pubblico (rispetto al debito) e di poter&lt;br /&gt;disporre di immobili produttivi, bloccando le attuali "delocalizazioni" che si&lt;br /&gt;trasformano in speculazioni immobiliari e potendo così favorire la collocazione di&lt;br /&gt;nuove attività imprenditoriali nella medesima struttura, considerando la quota di&lt;br /&gt;proprietà pubblica come contributo al nuovo insediamento .&lt;br /&gt;* Fissare il costo massimo del denaro per le aziende produttive familiari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Giustizia&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Riduzione del numero di Leggi e accorpamento tematico.&lt;br /&gt;* Progetto per la divulgazione e la fruizione delle norme ai cittadini.&lt;br /&gt;* Varo in tempi brevi di una legge sul conflitto d'interessi&lt;br /&gt;* Piano triennale per abbreviare i tempi della giustizia, che preveda:&lt;br /&gt;* Riequilibro degli organici nei vari tribunali;&lt;br /&gt;* Definire una tabella base per valutare la produttività di Magistrati ed avvocati;&lt;br /&gt;* Rafforzare ed assegnare maggiori funzioni alla rete dei Giudici di Pace.&lt;br /&gt;Immigrazione&lt;br /&gt;* Accoglienza e riconoscimento del diritto di cittadinanza&lt;br /&gt;* Chiusura immediata dei CPT&lt;br /&gt;* Garantire i diritti agli immigrati, che, osservando i propri doveri, sono una risorsa&lt;br /&gt;VITALE per il Paese, per aumentare l'integrazione sociale ed economica e ridurre&lt;br /&gt;il rischio di emarginazione&lt;br /&gt;* Lotta decisa al lavoro nero, politiche di integrazione e per la casa, l'istruzione e&lt;br /&gt;l'accesso ai servizi.&lt;br /&gt;* Cancellazione dell'attuale normativa e istituzione di una legge che tenga conto&lt;br /&gt;delle reali possibilità di integrazione e dei diritti dei migranti, libero da ogni logica&lt;br /&gt;discriminatoria, che riconosca pari diritti e opportunità ai cittadini stranieri&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Informazione&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Televisione pubblica con ridotta pubblicità e canone dimezzato.&lt;br /&gt;* Massima espansione di Internet accessibile a basso costo.&lt;br /&gt;* Revisione dei finanziamenti pubblici all'editoria radiotelevisiva e giornalistica.&lt;br /&gt;* Risorse per la Rai da reperire con la tassazione generale, dopo aver moralizzato&lt;br /&gt;gli attuali incarichi professionali&lt;br /&gt;Istruzione e Formazione&lt;br /&gt;* Istruzione pubblica e di buon livello per tutti&lt;br /&gt;* Rilancio della scuola pubblica con fondi e strutture adeguate.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;5&lt;br /&gt;* Cancellazione del finanziamento pubblico alle scuole private non convenzionate e&lt;br /&gt;utilizzo di tali fondi per incrementare il personale docente, promuovere corsi di&lt;br /&gt;aggiornamento per i docenti ed il risanamento degli edifici scolastici&lt;br /&gt;* Revisione delle assegnazioni di risorse finanziarie pubbliche al "sistema della&lt;br /&gt;formazione professionale"; recupero dei finanziamenti pubblici illecitamente&lt;br /&gt;erogati.&lt;br /&gt;* Revisione dei criteri di accertamento del corretto impiego dei finanziamenti, per un&lt;br /&gt;effettivo controllo sulla formazione erogata e sull'esito in termini di competenze&lt;br /&gt;acquisite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lavoro e previdenza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Abolizione della legge 30 (legge Biagi).&lt;br /&gt;* Lotta al lavoro nero&lt;br /&gt;* Revisione delle normative per la sicurezza sui posti di lavoro, con l'introduzione di&lt;br /&gt;sgravi fiscali e contributi per le aziende che vanno oltre il rispetto della legislazione&lt;br /&gt;in materia.&lt;br /&gt;* Aumento del numero degli ispettori dei cantieri per la sicurezza sul lavoro.&lt;br /&gt;* Messa in atto di ammortizzatori sociali a sostegno di chi si trova in condizioni di&lt;br /&gt;precarietà lavorativa&lt;br /&gt;* Reddito di cittadinanza per chi è privo dei mezzi necessari per vivere&lt;br /&gt;* Riforma del sistema previdenziale per garantire a tutti i pensionati una buona&lt;br /&gt;qualità di vita&lt;br /&gt;* Vincolo per legge di una quota minima dei bilanci comunali da destinare alle&lt;br /&gt;politiche sociali per combattere le povertà.&lt;br /&gt;Una politica di pace, di disarmo e non-violenza&lt;br /&gt;* Smantellamento degli arsenali nucleari&lt;br /&gt;* Ritiro delle truppe italiane che occupano altri paesi&lt;br /&gt;* No a nuove basi USA e apertura di una trattativa istituzionale con le autorità di&lt;br /&gt;governo americane in merito al ruolo e funzioni delle servitù militari esistenti sul&lt;br /&gt;nostro territorio.&lt;br /&gt;* Ridiscussione del ruolo e delle funzioni della NATO anche in riferimento alla&lt;br /&gt;mutata situazione geopolitica.&lt;br /&gt;* Un anno di tempo per portare in Parlamento tutti i trattati segreti o sui quali sia&lt;br /&gt;stato, in passato, posto il segreto di Stato; successiva abrogazione di quelli non&lt;br /&gt;esaminati.&lt;br /&gt;* Sviluppo del dialogo e della diplomazia per la soluzione dei conflitti internazionali;&lt;br /&gt;uso di volontari della pace come forze di interposizione pacifica&lt;br /&gt;* Rispetto degli impegni presi per i fondi allo sviluppo e alla cooperazione&lt;br /&gt;internazionale&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;br /&gt;6&lt;br /&gt;* Riconversione dell'industria bellica, con incentivi alla riconversione e sostegno&lt;br /&gt;all'occupazione.&lt;br /&gt;* Promozione della cultura della non-violenza attraverso corsi e laboratori scolastici&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Responsabilità politica&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Partecipazione dei cittadini e rapporto elettori-eletti&lt;br /&gt;* Norme per la trasparenza e la partecipazione dei cittadini ai bilanci comunali&lt;br /&gt;* Referendum anche propositivi sui temi prioritari, compresi la politica internazionale&lt;br /&gt;e i temi economici-finanziari.&lt;br /&gt;* Legge di responsabilità politica, con verifica periodica del mantenimento delle&lt;br /&gt;promesse elettorali e possibilità di perdita della carica se queste non vengono&lt;br /&gt;mantenute.&lt;br /&gt;* Utilizzo delle nuove tecnologie per consultazioni popolari consultive: internet,&lt;br /&gt;telefonia mobile, digitale terrestre.&lt;br /&gt;Ricerca scientifica&lt;br /&gt;* Alzare il livello dei finanziamenti alla ricerca, adeguandoli a quelli europei.&lt;br /&gt;* Potenziare la ricerca di base.&lt;br /&gt;* Possibilità di destinazione dell'8 x mille alla ricerca scientifica per scopi pacifici.&lt;br /&gt;* Pensionamento docenti universitari over 70, con possibilità di continuare&lt;br /&gt;insegnamento ad honorem, investendo il risparmio in potenziamento della ricerca.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sanità&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;* Sanità pubblica e di buon livello per tutti&lt;br /&gt;* Abolizione delle aziende sanitarie ospedaliere e ritorno al concetto di unità sociosanitara,&lt;br /&gt;slegate dalla logica del profitto.&lt;br /&gt;* Rilancio della sanità pubblica con fondi e strutture adeguate.&lt;br /&gt;* Abolizione dei ticket per le prestazioni e gli esami medici.&lt;br /&gt;* Aumento dei finanziamenti per la ricerca e lo sviluppo.&lt;br /&gt;* Abolizione dell'utilizzo degli psicofarmaci sui bambini&lt;br /&gt;Sicurezza&lt;br /&gt;* Piano triennale per il potenziamento delle dotazioni tecnologiche e degli addetti&lt;br /&gt;alle attività di contrasto della criminalità organizzata e dell'elusione ed evasione&lt;br /&gt;fiscale.&lt;br /&gt;* Potenziamento delle attività e dei servizi di riabilitazione, per favorire il&lt;br /&gt;reinserimento di chi ha scontato la propria pena&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PROGRAMMA&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;7&lt;br /&gt;Disabilità&lt;br /&gt;* Immediata Ratifica della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone Disabili;&lt;br /&gt;* In ottemperanza alla citata Convenzione ONU, definizione di un nuovo piano di&lt;br /&gt;ricerca e monitoraggio delle disabilità. Secondo competenze da definire esso&lt;br /&gt;riguarderà ISTAT Università ed Istituti di Ricerca;&lt;br /&gt;* Riforme delle Prestazioni Economiche per " Invalidi civili " (pensioni) e delle&lt;br /&gt;Indennità di Accompagno. Tali interventi riguarderanno :&lt;br /&gt;* adeguamenti degli importi;&lt;br /&gt;* definizione dei bisogni e superamento di ogni forma di squilibrio - sperequazione&lt;br /&gt;fra disabili, quale causa di situazioni discriminatorie interne ad una medesima&lt;br /&gt;condizione umana;&lt;br /&gt;I maggiori aggravi di spesa verranno sostenuti da una quota recuperata dalla&lt;br /&gt;evasione fiscale;&lt;br /&gt;* Vita Indipendente per i Disabili non Autosufficienti intesa come strumento per l'&lt;br /&gt;esercizio dei diritti umani ? soggettivi, da scorporare dalle generiche prestazioni&lt;br /&gt;per le non autosufficienze (comunque tutelate).&lt;br /&gt;* Definizione di criteri di esigibilità omogenea su tutto il territorio nazionale a mezzo&lt;br /&gt;di:&lt;br /&gt;* Progettualità interdisciplinare a mezzo della centralità dell' utente - protagonista;&lt;br /&gt;* prestazioni di assistenza personale indiretta con controllo della qualità da parte&lt;br /&gt;dell'utente-protagonista e monitoraggio dell'indirizzo della spesa da parte&lt;br /&gt;dell'amministrazione pubblica;&lt;br /&gt;* Riordino degli oneri sociali a mezzo di una nuova fattispecie di contributi&lt;br /&gt;figurativi. Tale assetto non prevede aggravi di spesa se inteso come strumento&lt;br /&gt;alternativo alla vecchia logica degli " istituti " , meglio riconoscibili come serragli -&lt;br /&gt;istituzioni totali;&lt;br /&gt;* Scuola e Università: promulgare leggi che tutelino maggiormente il diritto allo&lt;br /&gt;studio ad ogni livello e su tutto il territorio nazionale in quanto diritto esigibile.&lt;br /&gt;Innescare meccanismi culturali ed organizzativi che portino dal mero inserimento&lt;br /&gt;alla piena integrazione - inclusione;&lt;br /&gt;* Barriere architettoniche - orientative: ottemperanza verso gli orientamenti europei&lt;br /&gt;e promulgazione di normative che definiscano criteri di controllo sulla qualità degli&lt;br /&gt;interventi.&lt;br /&gt;* Riforma del Contrassegno Disabili secondo il modello europeo e definizione di&lt;br /&gt;nuovi criteri organizzativi e di controllo integrato;&lt;br /&gt;* Lavoro: Definizione di criteri metodologici ed operativi per rendere esigibile il&lt;br /&gt;concetto di collocamento mirato;&lt;br /&gt;* Cultura e mass media: maggiore attenzione verso una divulgazione corretta delle&lt;br /&gt;tematiche inerenti il concetto di diversità sociale. In tali ambiti proporre profili&lt;br /&gt;appropriati circa le disabilità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-1161055847441936738?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/1161055847441936738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=1161055847441936738' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1161055847441936738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/1161055847441936738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/04/blog-post.html' title='.......Oddio ci siamo!!!!!'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3154151008567686126</id><published>2008-04-10T17:50:00.005+02:00</published><updated>2008-04-10T18:02:38.682+02:00</updated><title type='text'>Per un'ultima riflessione politica....</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R_45n3jnzgI/AAAAAAAAAAY/jL83tPmoAAs/s1600-h/gramsci.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R_45n3jnzgI/AAAAAAAAAAY/jL83tPmoAAs/s320/gramsci.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5187647177868430850" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da una delle varie catene di mail che girano, ho letto, come era indicato, questo articolo di Gramsci che voglio proporvi. Nella mail lo si usava per richiamare ad una ulteriore riflessione sull'astensionismo che pare sarà diffuso, oltre che invitare a votare Veltroni (forse sarà arrivata anche a voi). Io non voglio postarlo per questo, lo dico come dichiarazione retroattiva nel caso in molti pensino ad una mia ingerenza, ma in quanto questo testo può essere letto certamente come una riflessione sull'astensionismo,  anche se non sono esattamente quelli i termini della questione a mio parere, ad ogni modo credo potrebbe partire una discussione in merito; intendo sull'uso e il valore dell'astensionismo, oltre che la sua funzione, in generale. Quindi eccolo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LETTERA AGLI INDIFFERENTI di Antonio Gramsci&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio gli indifferenti. Credo come Federico Hebbel che "vivere vuol dire essere partigiani". Non possono esistere i solamente uomini, gli estranei alla città. Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indifferenza è il peso morto della storia. E' la palla di piombo per il novatore, è la materia inerte in cui affogano spesso gli entusiasmi più splendenti, è la palude che recinge la vecchia città e la difende meglio delle mura più salde, meglio dei petti dei suoi guerrieri, perché inghiottisce nei suoi gorghi limosi gli assalitori, e li decima e li scora e qualche volta li fa desistere dall'impresa eroica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'indifferenza opera potentemente nella storia. Opera passivamente, ma opera. E' la fatalità; è ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza. Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, il possibile bene che un atto eroico (di valore universale) può generare, non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti. Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo. Dei fatti maturano nell'ombra, poche mani, non sorvegliate da nessun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perché non se ne preoccupa. I destini di un'epoca sono manipolati a seconda delle visioni ristrette, degli scopi immediati, delle ambizioni e passioni personali di piccoli gruppi attivi, e la massa degli uomini ignora, perché non se ne preoccupa. Ma i fatti che hanno maturato vengono a sfociare; ma la tela tessuta nell'ombra arriva a compimento: e allora sembra sia la fatalità a travolgere tutto e tutti, sembra che la storia non sia che un enorme fenomeno naturale, un'eruzione, un terremoto, del quale rimangono vittima tutti, chi ha voluto e chi non ha voluto, chi sapeva e chi non sapeva, chi era stato attivo e chi indifferente. E questo ultimo si irrita, vorrebbe sottrarsi alle conseguenze, vorrebbe apparisse chiaro che egli non ha voluto, che egli non è responsabile. Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo? Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I più di costoro, invece, ad avvenimenti compiuti, preferiscono parlare di fallimenti ideali, di programmi definitivamente crollati e di altre simili piacevolezze. Ricominciano così la loro assenza da ogni responsabilità. E non già che non vedano chiaro nelle cose, e che qualche volta non siano capaci di prospettare bellissime soluzioni dei problemi più urgenti, o di quelli che, pur richiedendo ampia preparazione e tempo, sono tuttavia altrettanto urgenti. Ma queste soluzioni rimangono bellissimamente infeconde, ma questo contributo alla vita collettiva non è animato da alcuna luce morale; è prodotto di curiosità intellettuale, non di pungente senso di una responsabilità storica che vuole tutti attivi nella vita, che non ammette agnosticismi e indifferenze di nessun genere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Odio gli indifferenti anche per ciò che mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti. Domando conto ad ognuno di essi del come ha svolto il compito che la vita gli ha posto e gli pone quotidianamente, di ciò che ha fatto e specialmente di ciò che non ha fatto. E sento di poter essere inesorabile, di non dover sprecare la mia pietà, di non dover spartire con loro le mie lacrime. Sono partigiano, vivo, sento nelle coscienze virili della mia parte già pulsare l'attività della città futura che la mia parte sta costruendo. E in essa la catena sociale non pesa su pochi, in essa ogni cosa che succede non è dovuta al caso, alla fatalità, ma è intelligente opera dei cittadini. Non c'è in essa nessuno che stia alla finestra a guardare mentre i pochi si sacrificano, si svenano nel sacrificio; e colui che sta alla finestra, in agguato, voglia usufruire del poco bene che l'attività di pochi procura e sfoghi la sua delusione vituperando il sacrificato, lo svenato perché non è riuscito nel suo intento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La Città futura", pp. 1-1 Raccolto in SG, 78-80.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3154151008567686126?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3154151008567686126/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3154151008567686126' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3154151008567686126'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3154151008567686126'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/04/per-unultima-riflessione-politica.html' title='Per un&apos;ultima riflessione politica....'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R_45n3jnzgI/AAAAAAAAAAY/jL83tPmoAAs/s72-c/gramsci.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-8555964149826476289</id><published>2008-04-07T16:33:00.007+02:00</published><updated>2010-02-06T13:54:53.901+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><title type='text'>Un racconto in un ricordo.... 'A PERFECT DAY FOR BANANAFISH'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/R_pHNHtHgsI/AAAAAAAAAAM/t47kpXLfoF8/s1600-h/salinger.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/R_pHNHtHgsI/AAAAAAAAAAM/t47kpXLfoF8/s320/salinger.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5186536211602703042" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;                           &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;                                      &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/p&gt;          &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;"DON'T EVER TELL ANYBODY ANYTHING. IF YOU DO, YOU START MISSING EVERYBODY". (J. D. SALINGER)&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                        &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;L’ho rubato, è in tasca. Tanto non se ne accorgerà, quella borsa è un casino. Come un riassunto, in cui crediamo di leggere le cose che mancano. Non se ne accorgerà, mi ripeto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Mia madre ha gli occhiali che puntano il finestrino, ma gli occhi mi camminano addosso. Cercano il dialogo, tra le pieghe del cappotto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;Tutto bene? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Mm. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Viene a prenderti tuo padre, se si degna. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Ok ciao.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt; Esco dalla macchina.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;Ne manca uno… &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;E la faccia, già proiettata sul cancello, torna indietro al finestrino come un elastico. Si fa bianca. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;Chiara, sulla giacca!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;Non guardo niente, un ricciolo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;di mia madre che sbrodola dal vetro abbassato. Sgrano con le dita la fila di bottoni. C’è un vuoto all’altezza dello stomaco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt;Dai vai, che fai tardi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:10;"  &gt; Sento il colore tornarmi sulle guance. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;All’entrata c’è Ljuba, truccata che sembra un panda. Prendo dalla tasca il pacchetto e accendo una sigaretta. Per non tossire gli occhi mi diventano liquidi. Guardo le tette di Ljuba avvicinarsi, con la scritta PERFECT DAY sulla maglietta di pizzo. &lt;i style=""&gt;Ne hai mica una?,&lt;/i&gt; mi stanno chiedendo. Porgo il pacchetto: siete grosse persino per essere in quinta, penso. &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Ljuba ringrazia e sculetta via nervosa, io sorrido alla scritta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;br /&gt;Poi cerco con la mano sullo stomaco. Il vuoto è lì, largo un’asola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;Quel giorno ho letto Salinger, per la prima volta. Un racconto non più lungo di 10 pagine, che mi è ricapitato tra le mani in questo periodo. ‘A PERFECT DAY FOR BANANAFISH’: me lo ricordo per la strana coincidenza con la maglietta di Ljuba e per quei pescibanana che da subito hanno attirato la mia attenzione. Perfect Day… A perfect Day for Bananafish. È strano come i ricordi si aggrappino ai dettagli e vi rimangano impigliati: una scritta applicata su una t-shirt di dubbio gusto, un titolo curioso. Lì, un filo tirato tra il pizzo e la pagina. E se il ricordo è selettivo, il mio si diverte a scegliere accostamenti improbabili…Ljuba se ne va in giro col suo giorno perfetto e un branco di pescibanana a morderle il culo. Non potrei giurare che non sia davvero accaduto.&lt;br /&gt;Comunque io avevo 14 anni e cominciavo ad assomigliare a quel bozzolo di maglioni e sudore che sarei stata per tutta l’adolescenza. Maglioni pezzati di timidezza, i peggiori! Ljuba no, lei era già in quinta e lo è sempre stata per quanto mi riguarda. Nata con le gambe lunghe, il profilo pettinato, il vestito che ti cambia la giornata. Pure il nome esotico le avevano dato, lo stesso che i miei non sapevano pronunciare. Popolare, lei. Mica come me, che ricorrevo a un pacchetto di sigarette rubate per farmi notare.&lt;br /&gt;In classe mi succedeva di preferire alla Storia le storie, quelle al plurale e con la esse minuscola. Che se proprio di guerra bisogna parlare pensavo, meglio farlo con Kurt Vonnegut e il suo ‘mattatoio’. Fu la tecnica a portarmi a Salinger nell’ora di chimica. Il luogo, perché nulla è più importante della prospettiva. Penultimo banco in fondo, vicino alla finestra. Non l’ultimo, che può destare sospetti; il penultimo, protetta da una trincea di compagni attenti alle formule come si aspetta l'arrivo del nemico&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;. In sordina. Il resto era per lo più tecnica, già abitudine: il libro di chimica a coprire quello di racconti, l’occhio sinistro mobile sulla storia, l’occhio destro fisso sullo stronzio alla lavagna. Ogni tanto un cenno col capo allo stronzo di fronte allo stronzio.&lt;br /&gt;Salinger pubblica il racconto nel 1948, sul New Yorker; io lo leggo per la prima volta nel 199... (è così essenziale ricordarlo?) e di nuovo nel 2008, quasi per caso. L’effetto è sempre lo stesso, difficile da gestire. Le storie sono tre e insieme una, in un continuo frammentarsi e ricomporsi dei giorni nel Giorno, dei momenti nel Momento…in senso inverso della Storia nelle storie.&lt;br /&gt;C’è il giorno di Muriel, a laccarsi le unghie in una stanza d’albergo della Florida invasa da agenti pubblicitari. È “il tipo di ragazza che non pianta le cose a metà - qualsiasi cosa - per un campanello”, che parla al telefono con la madre di scottature da luna di miele e dei disturbi del marito Seymour. Entriamo nella vicenda dalla cornetta, ci abbandoniamo ad essa come ad un piano sequenza cinematografico.&lt;br /&gt;E c’è il giorno di Sybil Carpenter, che dice ‘acchiappatoio’ e pensa che sia più di un abito di spugna; e vive il tempo come lo vivono i bambini e gli scrittori. Senza un prima e un dopo, senza l’orologio. E’ una bambina vera, di quelle che Salinger sa raccontare. Ha solo sei anni e il lettore le corre dietro, lascia la stanza d’albergo-gli psichiatri alla moda in vacanza-i pettegolezzi di due donne sdraiate al sole… lascia l’America dal sorriso patinato del secondo dopoguerra. Gira le spalle alla Storia, perché la corsa di Sybil ci sembra più importante e non possiamo lasciarcela scappare. La sua fuga preannuncia quella del più noto Holden Caulfield in “ The Catcher in the Rye”, un libro che ha in sé ciò che nessun romanzo di formazione dovrebbe dimenticare: la critica al mondo adulto. Forse è proprio grazie a Sybil che arriviamo a Seymour e al suo giorno perfetto.&lt;br /&gt;Nel loro dialogo sta la metamorfosi del folle in profeta:&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;- Signorina Carpenter. La    prego. Conosco i miei doveri, - disse il giovanotto. - Tu devi solo    tenere gli occhi bene aperti per il caso che passi qualche pescebanana.    Questo è un giorno ideale per i pescibanana.&lt;br /&gt;- Non ne vedo neanche uno.&lt;br /&gt;- E’ comprensibile. Hanno    delle abitudini molto singolari. Molto, ma molto singolari.&lt;br /&gt;Continuò ad avanzare    spingendo il materassino. L'acqua non gli arrivava al petto. - E una    vita molto tragica, la-loro, poveretti, - disse. - Lo sai cosa fanno,    Sybil?&lt;br /&gt;Sybil scosse il capo.&lt;br /&gt;- Vedi, nuotano dentro una    grotta dove c'è un mucchio di banane. Sembrano dei pesci qualunque,    quando vanno dentro. Ma una volta che sono entrati, si comportano come    dei maialini. Ti dico, so da fonte sicura di certi pescibanana che, dopo    essersi infilati in una grotta bananifera, sono arrivati a mangiare la    bellezza di settantotto banane -. Avvicinò di mezzo metro all'orizzonte    il materassino e la sua passeggera. - Naturalmente, dopo una    scorpacciata simile sono così grassi che non possono più venir fuori    dalla grotta. Non passano dalla porta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;In una storia per bambini, si scriva di nuovo con la minuscola, Seymur Glass (reduce di guerra, sposato alla donna sbagliata, affetto da disturbi senza un nome) fa di un giorno qualunque un giorno perfetto. E il racconto del pescebanana e della sua ingordigia é forse la vera Storia dell'uomo...ma che importa saperlo, l'importante è arrivare alle grotte di Seymour e alla fine del giorno.&lt;br /&gt;Ancora una cosa sull'inimitabile linguaggio di Salinger. Asciutto, tanto reale quanto evocativo. I suoi dialoghi svelano senza dire, tagliano via il grasso di quel maiale che è la realtà, lasciando sul piatto il cuore, che a forza di aspettere aveva smesso di battere. SEEN-BUT-UNNOTICED, direbbe qualcuno. Così a rileggerlo, 'A PERFECT DAY FOR BANANAFISH', mi ritrovo ad aspettare... come facevo a 14 anni, sui gradini della scuola. Una sigaretta rubata e una regalata. Attendere, parola dopo parola, che si sciolga quel grumo di confusione che ci fa stare in apnea. Scoprire, frase dopo frase, che il giorno perfetto è un momento. Trovare un buco al posto di un bottone. Infilarci un dito per riempirlo e ritrovarlo allargato. Un'asola e un mignolo.&lt;/p&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;  &lt;/span&gt; &lt;span style=";font-family:Century Gothic;font-size:85%;"  &gt;  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;P.S. Tzè, il finale col cavolo che ve lo anticipo... correte a leggerlo se non l'avete ancora fatto! Lo trovate in 'Nove Racconti' di Salinger.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-8555964149826476289?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/8555964149826476289/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=8555964149826476289' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8555964149826476289'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/8555964149826476289'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/04/un-racconto-in-un-ricordo-perfect-day.html' title='Un racconto in un ricordo.... &apos;A PERFECT DAY FOR BANANAFISH&apos;'/><author><name>kia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17826692569350942668</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_V54aVjTjUZA/R_pHNHtHgsI/AAAAAAAAAAM/t47kpXLfoF8/s72-c/salinger.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3966077030799531279</id><published>2008-04-06T13:37:00.003+02:00</published><updated>2008-04-06T14:16:09.869+02:00</updated><title type='text'>Tentiamo una visione più ampia?</title><content type='html'>&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-f47f9d308291166f" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v4.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df47f9d308291166f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D73EB5C9E12B38CFDFDF8708B0E04173299CADDF0.3F9ED86C382E803AE40592C660277A6FE8EAF5E8%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df47f9d308291166f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Do8rWWGcvO06oXfupHNkad4-kgAQ&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="320" height="266" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v4.nonxt1.googlevideo.com/videoplayback?id%3Df47f9d308291166f%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1330032170%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D73EB5C9E12B38CFDFDF8708B0E04173299CADDF0.3F9ED86C382E803AE40592C660277A6FE8EAF5E8%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Df47f9d308291166f%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3Do8rWWGcvO06oXfupHNkad4-kgAQ&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;Lasciandosi all'immagine. Suggellando una condivisione che è un bisogno a volte. Rincorrendo la solita mancanza. Con la casualità che mi aiuta e la volontà, che spero sia raccolta e fatta propria, di far diventare questo spazio un crogiolo di idee e argomenti più disparati, propongo uno stralcio, si potrebbe quasi dire un lembo, del tessuto filmico di uno dei Film di Bergman che più amo, Persona. In realtà questa proposta è evidentemente collegata a quelli che sono stati indicati come temi del blog: il cinema, la letteratura, la fotografia, ecc. ; ma il mio suggerimento, di cui la proposta è solo un pretesto, è di aprire all'interdisciplinarità (certo non a scopo didattico o comunque non direttamente), intendo più propriamente sviluppare discussioni sugli argomenti più disparati cercando e illuminando gli spazi comuni o una visione più ampia, come essi in realtà si influenzano e sono strettamente annodati  in un gomitolo culturale e non solo. E' un idea che era già presente nel sottobosco delle intenzioni del blog, ma si è fatta strada con più lucidità parlando con un amico di un teorema dell'economia (Teorema di Coase) e delle sue applicazioni e influenze. Credo sia un'ottima idea quindi, cercare di aprire all'economia, alla sociologia, all'antropologia, psicologia, alla scienza, matematica, filosofia ecc. quando queste si trovano ad interagire e a discutere strettamente di ciò che viviamo o pensiamo. Senza oscurare la particolarità personale o della nostra formazione, ma mettendola in gioco. Usandosi come veicoli, privi anche del timore citazionistico o accademico. Proponendo autori, saggi, teoremi appunto, tentando un approccio divulgativo, cioè semplificando perché tutti possano intervenire, anche se non sarà sempre possibile. Certo sono consapevole della difficoltà e della presunzione della proposta, ma in effetti è quello che forse è già successo nel post sulla politica che si è aperto a una discussione su diverse posizioni, che rimandano forse a diverse formazioni, oltre che opinioni. Voi cosa ne pensate?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-3966077030799531279?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=f47f9d308291166f&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/3966077030799531279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=3966077030799531279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3966077030799531279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/3966077030799531279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/04/tentiamo-una-visione-pi-ampia.html' title='Tentiamo una visione più ampia?'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4604463136159734640</id><published>2008-04-03T22:00:00.002+02:00</published><updated>2008-04-03T22:14:24.994+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.unibo.it/senzaposa/foto/F_1054.jpg"&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://www.unibo.it/senzaposa/foto/F_1054.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;img style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 248px; CURSOR: hand; HEIGHT: 404px" height="453" alt="" src="http://www.unibo.it/senzaposa/foto/F_1048.jpg" border="0" /&gt;Queste sono due foto che mi hanno pubblicato nel concorso "Senza posa" indetto dall'Università di Bologna...questo è il link se vi interessasse....&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;andare a votarmi.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;a href="http://www.unibo.it/senzaposa/index.php"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;http://www.unibo.it/senzaposa/index.php&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4604463136159734640?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4604463136159734640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4604463136159734640' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4604463136159734640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4604463136159734640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/04/queste-sono-due-foto-che-mi-hanno.html' title=''/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-3004951903398106932</id><published>2008-04-02T18:22:00.006+02:00</published><updated>2008-04-02T21:05:16.978+02:00</updated><title type='text'>Sfogo politico (mai stato così idealista)</title><content type='html'>Si sta avvicinando il giorno in cui molti di noi, a quanto pare soffrendo, andranno a votare. Oppure, soffrendo molto meno, ma comunque non proprio gioendo della propria posizione, resteranno a casa. Forse tra noi c'è anche chi se ne andrà al mare, in tal caso non parlerei di sofferenza, ma di sanità mentale, e per chi ci andrà dopo aver votato, di effetto taumaturgico (io sarò tra questi, spero). Sempre che non siate convinti che ancora per pochi decenni si potrà fare il bagno in un mare legittimato a chiamarsi così, vista la cura con cui trattiamo le nostre coste, continuando a votare per un modello politico che riconferma, perché vi si fonda, il malcostume italiano. Per chi non avesse ben chiaro cosa intendo per "malcostume", pensare ad esempio alle immagini viste spesso in Report. E' comprensibilissimo il sentimento dilagante che avverto di scoramento, per essere forbito. Io da parte mia, trasgredendo a tutte le regole in questo campo che vietano di ammettere il proprio voto, promuovendomi a perfetto oggetto di analisi per statistiche e exitpol, affermo che voterò Veltroni. E ammetto anche che lo farò tentando disperatamente di essere il più inconsapevole possibile, non che non lo sia già abbastanza ma ho fatto l'errore di guardare qualche tribuna politica, non lo ripeterò.&lt;br /&gt;Tralasciando la mia imbecillità politica del periodo, dovuta credo più che altro all'annebbiamento del terrore che sale all'idea di altri 5anni della chioma più in forma del popolo delle banalità, mi metto a sperare che fuori dalla mia scarsa esperienza e dalla conoscenza diretta di alcuni non entusiasmanti ambiti politici con persone annesse, ci sia qualcuno, gruppi, persone, idee, che da vaghissime parole come "innovazione", "novità politica", "spinta a cambiare", sappiano far emergere le proprie ragioni e coltivare risposte che partono da una analisi lucida della realtà nazionale e internazionale conformandosi all'unica prospettiva possibile, quella che è effettivamente una prospettiva, cioè qualcosa che si staglia in un orizzonte a venire: la "volontà etica a migliorare" e il "senso critico da perseguire".&lt;br /&gt;Il video, che è un discorso molto famoso di Bob Kennedy sul PIL e che anche se nella forma e forse anche nelle intenzioni è propaganda elettorale, fa da esempio a ciò che intendo e lo esplica in politica e mostra al di là dei confini di una nazione(per chi pensa che l'America siano solo bombe intelligenti, c'è stata anche qualche altra cosa di intelligente... e ve lo dice uno che non la ama molto), quanto le idee e le persone fanno il gioco, idee e persone che spero soffino sulle vele del partito democratico, se è possibile cambiare in questo paese, con l'eccezionale lucidità e senso umano di cui c'è bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="320" height="266" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-e30bcd7fa825df5c" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" 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In questi giorni e, in effetti, in generale, ho sempre sentito gli amici che parlavano di questo programma esaltare le scenette recitate da alcuni degli ottimi attori che partecipano allo show: Neri Marcoré, Rivera, ecc... Ultimamente tutti parlano della Santanchè-Cortellesi, che in effetti è davvero irresistibile e anch'io vi consiglio di andare a dare una sbirciatina su you-tube.&lt;br /&gt;Ma non ho mai sentito nessuno che nominasse quello che io ritengo essere il vero genio del programma: ASCANIO CELESTINI. I suoi brevi racconti tinti di sarcasmo e lucidità racchiudono profonde riflessioni e uno sguardo fulmineo sulla società contemporanea, diretti allo scopo come la miglior satira e oserei "letteratura" sa fare, citando un amato film direi: "Cos'è il genio? E' fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione!!". Credo che l'unico motivo per cui non molti ne parlano, almeno con me, è il fatto che lui chiude il programma, quindi bisogna guardarlo tutto per vedere la scenetta di Ascanio. Comunque dateci anche per lui una sbirciatina, se non ne siete già appassionati come me, scoprirete un grande autore. Qui ho postato solo uno tra i tanti video che avrei potuto postare, la scelta era difficile!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-2397147289406550055?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/2397147289406550055/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=2397147289406550055' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2397147289406550055'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/2397147289406550055'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/03/tra-le-perle-di-parla-con-me.html' title='Tra le perle di &quot;Parla con me&quot;'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-43593264518524082</id><published>2008-03-28T17:27:00.005+01:00</published><updated>2010-01-25T18:50:17.535+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Un omaggio: Roma di Fellini</title><content type='html'>&lt;span style="color: rgb(0, 0, 0);"&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R-0d8FYx7UI/AAAAAAAAAAQ/Mw2bDFl95YQ/s1600-h/22.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R-0d8FYx7UI/AAAAAAAAAAQ/Mw2bDFl95YQ/s320/22.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5182831664248778050" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Proponendo generosamente come sempre si conviene a un consiglio, quale questo vuole essere, faccio il mio primo intervento sul blog.&lt;br /&gt;La foto è relativa ad una scena di un film e, a mio avviso, parla, come ogni immagine, ma non in modo chiaro, come alcune fanno. Ossia non vuol essere esaustiva, vuole proprio non esserlo, ingraziandosi con malia voi, incuriosendovi maliziosamente. Tutta la malizia, che io traslo parlandone, è dirazionata da quei due sguardi bizzarri entrambi rivolti verso l'alto, verso un'alto che diventa "altro": non lo spettatore, non un personaggio, non la camera; esso è ciò che tutti stiamo aspettando di poter vedere, e se lo aspettiamo con tanta ansia, non è per ciò che potrebbe essere in generale, ma solo per ciò che già è in ciò che vediamo, cioè solo ciò che "speriamo" che sia grazie a ciò che c'è, siamo proiettati, attraversati dal sapore della percezione. Si si...lo so!!Avrei dovuto dire "immaginiamo", ma questa tensione d'attesa è un po' un bisogno di superare il presente fattuale, quindi una speranza verso il nuovo. Credo inoltre, che se l'inquadratura fosse stata fatta più in alto o più in basso, o in altro modo, con una linea prospettica diversa, l'incanto della tensione espressiva legata (scoprirete guardando il film) allo stile e al taglio morale della narrazione, sarebbe stato indubitatamente compromesso.  penso che sia in questo uno dei punti fondanti dell'arte cinematografica, nel portare lo spettatore a "sperare" nel miglior modo possibile. Forse esagererò!!Chissà!!Me lo saprete dire dopo aver visto, per chi non l'ha già fatto, Roma di Fellini.&lt;br /&gt;Buona visione!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-43593264518524082?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/43593264518524082/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=43593264518524082' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/43593264518524082'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/43593264518524082'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/03/un-omaggio.html' title='Un omaggio: Roma di Fellini'/><author><name>Artax</name><uri>http://www.blogger.com/profile/12433447453939252654</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='24' height='32' src='http://2.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/SYo-KbVU7wI/AAAAAAAAADk/3odcHXelT1E/S220/scacchiera.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_Ua2eOB6VK6k/R-0d8FYx7UI/AAAAAAAAAAQ/Mw2bDFl95YQ/s72-c/22.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-4826341513504843738</id><published>2008-03-21T11:39:00.003+01:00</published><updated>2010-01-25T18:40:10.460+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cinema'/><title type='text'>Born in the U.S.A.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.firstshowing.net/img/therewillbeblood-poster.jpg"&gt;&lt;img style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand" alt="" src="http://www.firstshowing.net/img/therewillbeblood-poster.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:85%;"&gt;Bene bene bene....è passata ormai qualche settimana dalla visione de "There will be blood" alias il Petroliere qui da noi(.?)..bhè devo dire che azz! di film!!!è fantastico!!!Un inno agli Stati Uniti nella parabola di ascesa e declino della vita di un solo uomo(il grande Daniel Day-Lewis).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Courier New;font-size:85%;"&gt;Nel film c'è tutto quello che è l'anima degli USA, c'è l'uomo comune, l'avidità, lo strano rapporto tra capitalismo e bisogno di religiosità che si sfruttano a vicenda per raggiungere i loro scopi, la ormai totale perdita di misura nell'affrontare i problemi di un paese definitivamente in crisi e molto ancora..Il tutto è così ben strutturato e sintetizzato in un lontano '800 attualissimo; nella vita di un uomo che si trasforma sempre più in carnefice con il solo scopo di accrescere immotivatamente sempre più il proprio potere..P.T.Anderson muove poco la macchina da presa,si concentra sui luoghi inospitali,sulle sfumature che nascono dalle grinze della pelle del protagonista,sul chiaro scuro,sul nero del petrolio..lo fa benissimo e ci regala picchi sublimi sia nell'apertura che nella scena finale del film...Vi consiglio di andare a vedere questo film,gran bel film.&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-4826341513504843738?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/4826341513504843738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=4826341513504843738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4826341513504843738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/4826341513504843738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/03/born-in-usa.html' title='Born in the U.S.A.'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7573616567139854662.post-5985455234771009884</id><published>2008-03-21T09:12:00.000+01:00</published><updated>2008-03-21T01:14:38.767+01:00</updated><title type='text'>Cos'è segnosulmuro?!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/R-L93k5-fiI/AAAAAAAAAAQ/ji-2uiw7zTo/s1600-h/DSC_00361.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5179981652670971426" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/R-L93k5-fiI/AAAAAAAAAAQ/ji-2uiw7zTo/s200/DSC_00361.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:times new roman;"&gt;Ciao a tutti....è nato "Segnosulmuro"in onore a un racconto della Woolf in cui un segno sul muro diventa una porta per infinite rifessioni e mondi,così vuole essere anche questo blog,una finestra sulla cultura che ci circonda,su quello che ci piace e che ci piace fare,su spunti,idee e sogni...lasciamo correre la nostra immaginazione e guardiamo il nostro segno sul muro per intravedere chissà quali fascinazioni dell'arte..auguro a tutti buon divertimento!!!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7573616567139854662-5985455234771009884?l=segnosulmuro.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/feeds/5985455234771009884/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=7573616567139854662&amp;postID=5985455234771009884' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5985455234771009884'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7573616567139854662/posts/default/5985455234771009884'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://segnosulmuro.blogspot.com/2008/03/ciao-tutti.html' title='Cos&apos;è segnosulmuro?!'/><author><name>segnosulmuro</name><uri>http://www.blogger.com/profile/13228616210397028982</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_vswrCU47gHg/R-L93k5-fiI/AAAAAAAAAAQ/ji-2uiw7zTo/s72-c/DSC_00361.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
